Feste paesane, sagre, feste della birra: i ristoratori di Confcommercio Bassano puntano il dito sulla “concorrenza sleale” della ristorazione amatoriale. Il vicepresidente Zanon: “E' tra le cause della mancata richiesta nei nostri locali”
Alessandro Tich
bassanonet.it, 07 ago 2012 16:45 | Visto 1361 volte
Da sinistra: il vicepresidente del Gruppo Ristoratori Bassanesi Fiorenzo Zanon, il presidente di Confcommercio Bassano Luca Maria Chenet e il direttore di Confcommercio Bassano Riccardo Celleghin in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Fiorenzo Zanon, titolare del ristorante “Bauto” e vicepresidente dei Ristoratori Bassanesi, racconta ai giornalisti presenti la sua piccola odissea per regolarizzare l'insegna stradale che indirizza al suo locale, che ha dovuto cambiare per la quarta volta in dieci anni con il cambiare delle regole sulla segnaletica commerciale imposte dal Comune di Bassano. Un iter di autorizzazione a colpi di carte e timbri che deve tener conto della distanza dell'insegna dai semafori e dagli altri segnali stradali, del colore obbligatorio della grafica e delle misure standard del manufatto, dell'imposta sulla pubblicità e di un ulteriore esborso di 511 euro per occupazione di suolo pubblico del palo di sostegno del cartello.
Un esempio fra i tanti di come gli obblighi burocratici, talvolta estenuanti, imposti
dalle normative vigenti facciano parte del carico di lavoro quotidiano di ogni impresa della ristorazione. Certificazioni, dichiarazioni di conformità, contributi, contabilità, tasse e tributi: è il vero mix di ingredienti che bolle costantemente in pentola. Una raffica di obblighi di legge che i ristoratori sono pure ben disposti ad accettare, a patto che siano uguali per tutti.
“In un momento di situazione economica pesante - afferma il presidente di Confcommercio Bassano Luca Maria Chenet - nel quale i nostri esercizi devono sottostare a tutte le regole, non è accettabile che vengano permesse forme di concorrenza sleale.”
La denuncia - emersa in conferenza stampa nella sede bassanese dell'associazione di categoria - è molto esplicita e si riferisce alle manifestazioni paesane, con somministrazione di cibi e bevande, estese ormai a macchia d'olio nel nostro territorio: sagre, feste della birra, raduni, feste dello sport. Dalle Pro Loco alle parrocchie, dai quartieri alle associazioni: ovunque è un proliferare di tendoni con immancabile, e gettonatissimo, stand gastronomico.
Non è la prima volta che l'ex Umce prende di mira il problema delle irregolarità e dell'abusivismo che si celerebbero tra i fornelli di molte ristorazioni amatoriali e dietro le quinte degli eventi di intrattenimento allestiti dalle organizzazioni delle feste locali.
Ma quest'anno, nei ristoranti del Bassanese, la crisi morde più del solito e per i titolari d'impresa è giunto il momento di affondare nuovamente il dito nella piaga.
“Manca richiesta nei nostri locali - dichiara Zanon -. Ci sono locali in difficoltà anche a causa di queste realtà che portano via un consistente quantitativo di clienti. Chi è più in difficoltà sono i nostri dipendenti, che dobbiamo tutelare con attenzione.”
“Se siamo in un'economia di mercato e in un sistema di liberalizzazione, non possiamo farci niente - specifica il direttore di Confcommercio Bassano Riccardo Celleghin -. Ma almeno siano messi tutti sullo stesso piano, con le stesse regole, vincoli e imposizioni tributarie e fiscali. Per molte associazioni la somministrazione di cibi e bevande è l'unico sistema per fare cassa. In realtà, secondo le norme del testo unico dell'imposta sui redditi, queste attività dovrebbero essere accessorie e marginali.”
Alcune domande in attesa di risposta
Ed ecco che, dal dossier di Confcommercio Bassano, viene posta una serie di domande - rivolte agli enti locali, che autorizzano le manifestazioni e ai diversi gruppi e associazioni che le organizzano - sulla base degli stessi obblighi a cui i ristoratori devono sottostare per dare da mangiare ai loro clienti o per promuovere eventi e animazioni nei loro locali e sui loro plateatici.
A cominciare dalle norme sulla sicurezza. Per gli eventi di intrattenimento, viene fatta la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico, e la verifica di messa a terra? Viene eseguito un corretto montaggio e collaudo delle strutture?
Per la sicurezza dei collaboratori, si redige un documento di valutazione dei rischi aziendali? Ci sono un responsabile per la sicurezza, addetti antincendio con idoneità rilasciata dai Vigili del Fuoco e addetti con formazione di primo soccorso?
Aspetti igienico-sanitari: sotto i tendoni ci sono le stesse condizioni degli esercizi di somministrazione?
Musica e rumore: i concerti terminano dopo le 23? Vengono rispettati i piani di zonizzazione acustica comunali? Viene eseguita la relazione previsionale di impatto acustico, senza la quale un concerto non può essere autorizzato?
Tributi locali: tutta l'installazione di insegne e pre-insegne è stata autorizzata? Pagano le imposte comunali sulla pubblicità? Con che coefficienti è calcolata la tassa di smaltimento rifiuti e su quale superficie? Come si smaltiscono i rifiuti speciali prodotti? Che tariffe pagano al servizio idrico integrato?
Contabilità: viene tenuta la contabilità di costi e ricavi? Versano l'Iva ed altre imposte? Il personale: come è inquadrato? E' assicurato se si fa male? Sono pagati i normali contributi?
“Tutto questo - sintetizzano i vertici locali di Confcommercio - è sempre rispettato? Ovvero le regole valgono per tutti o solo per alcuni?”
“Siamo una categoria che si fa molte domande” - scherza Fiorenzo “Bauto” Zanon. Che poi si fa subito serio: “Se non cominciamo a muoverci, a proteggerci, saltiamo tutti.”
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Commenti in ordine cronologico (Totale 21 commenti)
ditemi che è il caldo di qst settimane a favorire lo sviluppo di tanta muffa nei cervelli dei ristoratori!!!! il paragone è intollerabile!!! l'unica giustificazione a tante ingiustificate critiche è il diritto costituzionale ad esprimere il proprio pensiero. ma qui leggo una vena di follia!!!
Pubblicato da petra
07 ago 2012 20:30
Condivido perfettamente la posizione di commercianti e ristoratori e aggiungo:
- Aboliamo tutte le sagre paesane o, perlomeno, basta con salsicce e polenta.
- Togliamo le licenze a tutti gli ambulanti colpevoli di fare concorrenza ai negozi del centro storico.
- Abbattimento di tutti i centri commerciali in un raggio di almeno 25 chilometri da Bassano rei di intasare le strade e, di fatto, impedendo ai cittadini di andare a farsi spennare in centro storico.
E la follia continua...
Pubblicato da stefano61
07 ago 2012 20:46
Sarà, ma ho l'impressione che questa volta hanno davvero ragione, è strettamente personale, ma credo che dietro a tante sagre ci sia davvero un microcosmo incontrollato, forse vale la pena di pensarci, del resto nessuno forse ci aveva mai fatto qualche considerazione!
Questi piangono sempre am questa volta un po' di ragione ce l'hanno.
Ciao a tutti da abc
Pubblicato da abc
07 ago 2012 21:17
hahahhahhaha La volpe ha mandato avanti gli altri.... hahhahahhahah
Pubblicato da rosbif
08 ago 2012 09:10
le sagre paesane ci sono da prima dei ristoranti, per cui ben venga che non ci siano clienti negli stessi finchè c'è la sagra, che tra l'altro dura 5 giorni, non un anno.
altro discorso per le feste della birra e altre feste estive, che proliferano, ma che hanno una clientela giovane che comunque al ristorante classico non ci andrebbe per una questione economica oltre che "estetica".
per me bisogna che i ristoratori facciano una riflessione sulla loro capacità di attirare i clienti. non è un paese per vecchi...
Pubblicato da albertoengi
08 ago 2012 10:45
risposta alle domande: il distretto di bassano è uno dei più severi.
le pro-loco fanno fare corsi sanitari, anti-incendio, sicurezza e primo soccorso.
ci sono i controlli dei vigili del fuoco e usl su impianti, tendoni, uscite sicurezza e cucine.
Piuttosto chi mi dice che tu sia in regola con le tasse? che la tua cucina è pulita? che i cuochi sono formati adeguatamente? che i prodotti siano freschi?
Pubblicato da albertoengi
08 ago 2012 10:51
Le sagre sono un momento di condivisione straordinario dove molto spesso generazioni diverse si incontrano, lavorano e si divertono. lo scopo non è mai "lucrativo" nel senso che ciò che rimane viene investito sempre per le necessità della comunità ( ad es. adeguamento delle strutture parrocchiali come oratori, chiese, scuole materne ecc...e spesso si aiutano associazioni di volontariato del territorio a sopravvivere stante la latitanza dello Stato ); da quanto mi risulta voi lo fate, giustamente, per vivere ma, se permettete, questo genere di manifestazioni permettono alle comunità di "sopravvivere". Le tasse, le imposte, i vari e costosi permessi... tutto viene regolarmente pagato (andate e verificate). Cari ristoratori il vostro problema non sono le sagre paesane . Il vostro problema siete voi stessi che da sempre volete spremere i vostri clienti . Chi non viene da voi ma va nelle sagre se la sagra non ci fosse non verrebbe da voi lo stesso.
Riflettete insieme e trovate le soluzioni adeguate senza piangervi addosso (ovvero : "non stè pianzere el morto par ciavare el vivo").
Pubblicato da campaiaio
08 ago 2012 11:40
nella sagra del mio quartiere (1 giorno anno) ho curato lo schema e il layout delle strutture, le precauzioni antincendio e le certificazioni, ho fatto come tutti i volontari il libretto sanitario con i relativi corsi, c'è il responsabile sanitario che è un dottore volontario e nello staff ci sono volontari del pronto soccorso
Gli anziani del quartiere aspettano con ansia la cena e iniziano a chiedere info anche un paio di mesi prima...
tutti i cibi somministrati sono forniti da negozi e agricoltori di vicinato da sempre... Se si elimina la sagra chi rimborsa per il mancato guadagno i negozianti del quartiere? L'associazione ristoratori?
La coperta è quella, se si tira per coprire la testa si scoprono i piedi... Un consiglio spassionato: continuare a piangere attira su di voi solo antipatie, datevi da fare invece in concerto con i responsabili locali e regionali del turismo per attirare nuova clientela invece di cannibalizzarvi fra commercianti...
LMC stai sbagliando strada: devi darti da fare per incrementare gli arrivi in città non per far litigare fra loro i tuoi soci
Pubblicato da occhirossi11
08 ago 2012 11:46
...a proposito di concorrenza sleale vera: perchè non scoperchiate invece il pentolone dei matrimoni in villa?
Pubblicato da occhirossi11
08 ago 2012 11:51
Sono daccordo con i commercianti....
Ma secondo me è troppo facile fare il comunicato e stop, perchè
non prendono un po' il coraggio e si mettono anche loro ad organizzare
le sagre insieme alla ProLoco???
Potrebbero offrire dei servizi interessanti oltre che pubblicità passiva
e lasciare alla proloco l'organizzazione "sociale" quali banchetti,
l'anguria a mezzanotte e cose del genere....
Non credo di delirare dicendo questo....no??
Pubblicato da nicolabisinella
08 ago 2012 12:04
COMMENTO INVIATO AI GIORNALI OGGI DA GIOVANNI SCAPIN - TRATTORIA DA DORO - PRESIDENTE RISTORATORI CONFARTIGIANATO DI BASSANO.
GUERRA ALLE SAGRE? NOI NO!
Con riferimento agli articoli apparsi oggi sulla stampa locale, desidero, in qualità di presidente dei Ristoratori Confartigianato del Mandamento di Bassano (di fresca nomina, dopo il mandato di Roberto Astuni) puntualizzare alcune questioni.
Da sempre le associazioni Pro Loco operano per la promozione e la tutela del territorio e delle sue tipicità. Nel settore enogastronomico l’attività si caratterizza con l’organizzazione delle feste e “sagre” sempre più legate ai prodotti tipici della nostra terra, nella riscoperta dei gusti. Anche nell’ambito turistico e culturale le Pro Loco si distinguono per la costante ricerca di angoli e siti sconosciuti al grande pubblico, luoghi stupendi da riscoprire e valorizzare. Naturalmente il tutto nel pieno rispetto delle leggi, è logico che la sagra “birra, costine e salsiccia” che ha il mero scopo di “fare cassa” in barba a tante leggi va perseguita (e nel passato purtroppo si sono manifestati alcuni casi). E’ altrettanto vero però che oggi la voglia e la volontà delle Pro Loco nel settore enogastronomico sono quelle di promuovere uno o più prodotti locali meglio se De.Co.. A tal proposito anziché dichiarare guerra a queste associazioni di volontariato che sono comunque molto attive nel territorio, i ristoratori di Confartigianato hanno instaurato un dialogo a livello provinciale con le Pro Loco nella persona del loro presidente Giorgio Rossi sfociato in un evento tenutosi ad Aprile a Villa Tacchi London a Vicenza dove, presenti l’assessore Finozzi (che si è impegnato a qualificare i prodotti De.Co. in Regione) ed altre personalità, si è sancito di fatto un accordo dove i Ristoratori Confartigianato attraverso la Magnifica Confraternita dei Ristoratori De.Co. presieduta da Roberto Astuni si impegnano a valorizzare i prodotti De.Co. attraverso le sagre paesane indette dalla Pro Loco. In che modo? Se domani si facesse ad esempio la sagra del broccolo di Bassano, i ristoratori gestirebbero lo stand gastronomico con attrezzature a norma e in tutta sicurezza sotto il profilo igienico sanitario, declinando in più modi il broccolo. Mentre la vera sagra dura qualche giorno, la “sagra” potrà continuare ancora nei ristoranti che proporranno il broccolo. I vantaggi per Le Pro Loco sono diversi: una migliore e professionale interpretazione dei prodotti, un guadagno anche in termini economici, senza contare poi l’importanza di aggregazione che ha una sagra paesana. Già diverse collaborazioni si contano in tutta la provincia, il 9 settembre ci sarà la “Sagra del Gnocco” di Selva di Trissino con tanto di cena De.Co. a cura della Magnifica Confraternita dei Ristoratori De.Co., io stesso ho avuto l’altra sera un aiuto importante dalla Pro Loco di Solagna nell’evento enogastronomico nel mio locale legato a Opera Estate. E’ un peccato anche che il Presidente Sergio Dussin e i suoi ristoratori non abbiano neanche mai cercato un accordo con le Pro Loco che al di là di tutto si sono sempre contraddistinte quali elementi di forte valorizzazione e conservazione del territorio, tante volte mettendo a disposizione e a dura prova il loro tempo, la loro esperienza, tante volte anche i loro “muscoli” sempre gratuitamente.
Pubblicato per conto di Giovanni Scapin che NON è rosbif.
Pubblicato da rosbif
08 ago 2012 12:15
Giovanni, parti col piede giusto!
Pubblicato da ilmilaz
08 ago 2012 12:27
sei i ristoratori si sentono in competizione con le salsicce e polentine delle sagre sono messi davvero male...
Comunicati come questi dimostrano la loro totale incapacita' di affrontare le situazioni per attirare clienti, forse e' meglio che si facciano un auto-esame.
Pubblicato da gfrison
08 ago 2012 12:34
a volte ritornano.....sinceramente mi ero promesso di non scrivere più niente su questo portale ma quando vedo che c'è tanta gente ignorante che scrive allora devo dire anch'io la mia; non so se è il caldo, commenta petra, persona intelligente che dice la sua cazzata del giorno, il fatto che petra scriva questo è probabilmente perchè non ha alle sue spalle un locale pubblico, dove ogni mese deve fare gli stipendi ai suoi dipendenti, deve pagare i contributi, le tasse varie, le bollette ecc..., o come albertoengi che dice che le sagre ci sono da sempre, certo che ci sono da sempre però 10 anni fa si mangiava grigliata mista, polenta ai ferri e massimo trippe alla parmiggiana, adesso invece ci troviamo ad avere sagre che fanno il baccalà alla vicentina, frittura di pesce fresco (che poi è più congelato di un ghiacciolo), bistecche di puledro, filetti di manzo, costate, pizze, panini onti, bruschette, se volete vado avanti ancora ma basta questo per farvi capire che le sagre devono fare da mangiare da sagra e non da ristorante, anche perchè se guardiamo i prezzi....possiamo dire che sono prezzi da ristorante/trattoria, certo, ma mangiando su piatti di plastica e aspettando anche un ora per mangiare, in trattoria si mangia su ceramica e si è serviti da un dipendente pagato a fine mese.
E poi, una cosa da dire, siete proprio sicuri che tutte le persone che lavorano siano volontari??? siete sicuri che i soldi "guadagnati" finiscano tutti alla parrocchia??? e poi, come dice qualcuno, la sagra dura 5 giorni e non un anno, benissimo, una sagra locale, di media-grossa dimensione, riesce ad incassare anche 50mila euro, senza pagare un centesimo di iva, senza avere il problema del personale, senza nessun rischio di controlli di INPS, Finanza, Nas, allora questo è tutto normale e quindi per molti di voi sarebbe meglio far chiudere i ristoranti e potenziare il volume d'affari delle sagre, magari facendo qualche serata enogastronomica con i sommelier che fanno il servizio vini....e poi una sagra dura 5 giorni vero, ma ogni settimana ce ne una e per tutta l'estate, quindi si parla di mesi.....comunque se questo è il pensiero della gente ben venga, facciamo chiudere tutti i ristoranti, pizzerie, birrerie, ecc...della zona, fate lasciare a casa tutti i dipendenti, rovinate tutte le famiglie di quella povera gente che per tutto l'anno lavora e mandiamoli tutti a fare volontariato alle sagre....certe volte la gente ragiona proprio con il culo e non con il cervello come di solito si usa
Pubblicato da ilpicchiaduro
08 ago 2012 12:54
Ottimo Giovanni, bravò
Pubblicato da occhirossi11
08 ago 2012 12:55
e poi, gfrison dice "che i ristoranti non hanno idee", ma secondo te che idee dovrebbero avere se ci sono gli alpini che fanno matrimoni, battesimi, comunioni, vedere all'interno delle sezioni degli alpini gente comune a mangiare, vestiti in giacca e cravatta (e senza cappello da alpino) oppure le pro-loco che organizzano cene a pagamento, le sagre, le onlus, vedere abitazioni private trasformarsi in ristoranti, facendosi pagare l'affitto senza documento fiscale (per risparmiare) cioè al giorno d'oggi ci possiamo mettere tutti a far da mangiare e farci anche pagare, i ristoranti che idee dovrebbero avere??? e poi vogliamo parlare delle confraternite??? tra gli invitati ci sono sempre politici, forze dell'ordine, ecc...i controlli li possono fare secondo voi?
i furbi esisteranno per sempre e quindi avanti così
Pubblicato da ilpicchiaduro
08 ago 2012 13:09
Aboliamo dunque anche i 4 salti in padella, e obbligo di andare al ristorante almeno una volta la settimana, cosi' si batte la crisi!
Le sagre (da noi piuttosto tristi e con cibo solitamente poco buono) e i rispettivi stand gastronomici ci sono in tutto il mondo.
La gente non e' schiava dei ristoratori, cercate altri motivi per le vostre difficolta'.
Pubblicato da gfrison
08 ago 2012 13:27
@ilpicchiaduro
Apparte il fatto che ci sono modi e modi di esporre le cose...
Ciò che dici è giusto e comprensibile, soprattutto se sei tra coloro che hanno
un ristorante in gestione.
Bisogna anche dire e ricordo che lo dico per esperienza diretta di un amico, che
nella zona del bassanese ci sono ben pochi ( e da onorare ) locali che
il personale lo hanno in regola.
Quindi "Scagli la pietra chi è senza peccato" direi.
Ad ogni modo, i tempi cambiano, hai ragione tu, cambiano per tutti, le sagre stanno
andando avanti, i ristoranti?
Io sono da Rosà e ho parecchie esperienze nel mio comune di locali che fanno
davvero fatica ad andare avanti e spesso mi domando il perchè.
Perchè non c'è mai gente il sabato?
Perchè verso il 10 del mese il locale è vuoto?
Perchè si vedono sempre le solite persone?
Certo le risposte sono soggettive, dipende dal target del ristorante, dipende dai clienti
senza soldi in tasca, dipende da molte cose.
Certo che fin ora di locali che hanno idee originali ( es. serata a tema con intrattenimento )
con personale qualificato ( es. Sommelier ) che ti da un certo grado di professionalità;
non li sto vedendo andare affatto male. Anzi aggiungerei che vanno pure bene, certo sempre meno
di qualche anno fa.
Allora, e con questo chiudo, forse i Ristoratori dovrebbero cercare di fare più formazione
tra di loro e creare sinergie nuove. Vi potrei portare come esempio quelle feste create
dai bar dove la proloco organizza il mangiare e loro il bere. Ogni uno ha la sua cassa.
Pubblicità gratuita per il bar e incasso quasi assicurato.
Ciao
Nicola
Pubblicato da nicolabisinella
08 ago 2012 13:54
Settimana scorsa tanto per cambiare, invece di andare a mangiare la pizza come sempre nella mia pizzeria preferita di Rossano sono andato a Bassano ...un pò a caso ho scelto passeggiando per il centro la pizzeria e ho ordinato una verdure: mi hanno portato una pizza con peperoni sott'olio... Uno schifo di pizza unta che ho pagato 9 euro e 50.
Inutile dire che non sarò mai più loro cliente perchè un ristoratore che usa prodotti sott'olio al posto di quelli di stagione non merita secondo me i miei soldi.
Un semplice esempio che alcuni ristoratori credono di essere ancora negli anni ottanta e che al consumatore va bene tutto... Tosi sveglia , la sagra è finita anche per voi, finitela di piangere e datevi da fare come stanno facendo tutti in questo periodo anche negli altri settori
Pubblicato da occhirossi11
08 ago 2012 14:05
dai che ci scaldiamo!
Pubblicato da albertoengi
08 ago 2012 14:23
vorrei ricordare che c'è una crisi in atto ,
e poi come sempre, si fa prima accusare che fare una analisi della situazione e trovare delle soluzioni
Pubblicato da ml69
22 ago 2012 12:19