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Tribunale: “Gli avvocati non mollano”

Nel day after della "sentenza di morte" emessa dal governo le toghe di Bassano tornano in strada e raccolgono cinquecento firme. “L'avvocatura bassanese non intende rassegnarsi e la mobilitazione deve continuare serrata”

Alessandro Tich
bassanonet.it, 11 ago 2012 17:58 | Visto 946 volte

Tribunale: “Gli avvocati non mollano”

Il banchetto di raccolta firme questa mattina in via Verci

E' di ieri, come ben sapete, la sentenza di morte per il Tribunale di Bassano del Grappa, emessa da Paola Severino, guardasigilli del governo Monti e avvocato di professione.
Ma questa mattina, come se niente fosse, i suoi colleghi bassanesi si sono messi nuovamente a raccogliere le firme pro-Tribunale e Procura, con il banchetto per la raccolta delle adesioni allestito questa volta in via Verci, nel cuore del mercato settimanale del sabato.
Stessa modalità e stessa scena di sempre, ma con un cartellone diverso, recante la scritta: “Soppresso il Tribunale contro parere favorevole delle Commissioni Giustizia Camera e Senato, 12/20 milioni di euro della nuova sede, 17.500 firme di cittadini. Quale democrazia? Quale spending review? Governo Monti? Ministro Severino?”.
E la gente - a seguito della notizia di ieri - è di nuovo accorsa a firmare: raccolte cinquecento nuove adesioni nel giro di poche ore. Ne dà notizia l'avvocato Nereo Merlo, instancabile esponente del movimento pro-Tribunale, che ha trasmesso in redazione il comunicato che riportiamo di seguito:

COMUNICATO

GLI AVVOCATI NON MOLLANO

La notizia della soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Bassano del Grappa è esplosa come una bomba in tutti coloro che hanno seguito con trepidazione, in questi giorni, l’evolversi della vicenda, compresi quei tanti cittadini che, passando davanti al banco della raccolta firme in Piazza Libertà, sorridevano e dicevano “già fatto!”.
Ma l’avvocatura bassanese non intende rassegnarsi, e continuerà nella propria battaglia a difesa di quello che, da tutti, è considerato un presidio di Giustizia, di sicurezza, di storia ed identità del territorio.
La raccolta delle firme a sostegno del mantenimento degli Uffici Giudiziari della nostra città è continuata anche oggi, tra la cittadinanza sconcertata, incredula che tanta mobilitazione sia stata disattesa con tale e tanta arroganza da parte del Governo;
a non mollare, infatti, sono soprattutto i cittadini: dopo la notizia della soppressione, sono state raccolte ben cinquecento firme!
Non sono bastati i pareri favorevoli delle due Commissioni Giustizia di Camera e Senato, in rappresentanza del Parlamento eletto dai cittadini, né le concretissime ragioni di risparmio collegate alle spese già sostenute per la ristrutturazione della Procura della Repubblica, in Palazzo Brocchi (otto milioni di euro) e per la costruzione della Cittadella della Giustizia in Via Marinali (dodici milioni di euro), né i tempi interminabili del Tribunale di Vicenza (sei/sette anni per una sentenza, contro i tre di Bassano), né le 17.500 firme e oltre raccolte in meno di quattro settimane a salvare il Tribunale e la Procura della nostra città.
La mobilitazione, pertanto, deve continuare serrata:
alla sensibilizzazione ed informazione capillare a favore della popolazione del Comprensorio si aggiungerà sicuramente, in tempi rapidi, il ricorso alla Corte Costituzionale per eccesso di delega, non avendo, il Governo, tenuto conto dei parametri impostigli con riferimento all’obbligo di rispettare specificità del territorio ed evitare sperpero di denaro pubblico, parametri entrambi palesemente violati nel caso di Bassano.
L’auspicio è che sia lo stesso Governo, avvalendosi della facoltà prevista nella Legge Delega, a correggere il tiro, emettendo un decreto correttivo che riporti la situazione nell’ambito della legalità e del buon senso.

Avv. Nereo Merlo

© Riproduzione riservata

Commenti in ordine cronologico (Totale 2 commenti)

La vicenda mi sembra sconcertante. Una spending review che di review ha poco. Che ha salvato il tribunale di Civitavecchia e non quello di Bassano. Che ha soppresso anche il tribunale di Chiavari con una nuova cittadella della giustizia (ed un carcere nuovo di zecca collegato direttamente al tribunale) e che quindi somma spreco a spreco. Si è deciso di salvare i tribunali di aree dove la criminalità è più alta a scapito di quello di Bassano dove la concentrazione delle imprese è più alta: 5606. Che ora dovranno accodarsi ai tempi della giustizia del Tribunale di Vicenza e nello scenario di una giustizia lenta, elefantiaca, dove le udienze in videoconferenza, le procedure telematiche sono ancora lontane a venire e così si colpiscono sempre di più le aree che lavorano. Sarebbe stato necessario davvero considerare anche altri parametri: l'emergenza giustizia per le imprese, per la certezza del diritto dell'avere e dell'incassare, è prioritaria tanto quanto quella della lotta alla criminalità. Che ben si potrebbe combattere in certe zone con qualche tribunale in meno e qualche poliziotto e carabiniere in più. Faccio notare però che la vicenza una riflessione la deve porre a tutti noi cittadini del bassanese: il decreto delega del governo per il riordino è dell'agosto del 2011. Quando al governo non c'era Montimort. Quindi mi chiedo come mai Civitavecchia è riuscita a salvarsi e Bassano no? Che tipo di lavoro per far comprendere, capire l'importanza del tribunale di Bassano è stato fatto? Devo pensare che Civitavecchia è stata più brava? Il grande lavoro e l'impegno profuso in questo ultimo periodo dagli avvocati soprattutto non è stato finora sufficiente. Siamo quasi ai rigori finali: i margini di manovra sono pochi. Si potrà stare anche senza il Tribunale. Ma se questo dovesse accadere forse, una riflessione vera e seria andrà fatta... pensando a Civitavecchia ad esempio...

Pubblicato da angelovernillo
12 ago 2012 10:49

Sono favorevole alla chiusura del Tribunale. Si tratta dell'ennesima riprova della bassa considerazione di cui gode il ceto politico presso le istituzioni.
Non mi pare che ad oggi sia uscito qualche precedente eclatante dal nostro tribunale, o che comunque lo stesso abbia brillato in qualche maniera. Si tratta di una crociata degli avvocati, mascherata in crociata popolare. Un'occasione per riflettere e capire che invidie, gelosie e politica di bassa tacca praticata quotidianamente in città porta a queste conseguenze. Purtroppo mi rammarica la convinzione che la lezione non servirà a nessuno, mentre dovrebbe essere un'occasione per riflettere su un nuovo modo di porsi. Infine, sulla questione degli immobili, faccio notare che abbiamo il commissariato in affitto, l'ufficio del giudice di pace in affitto e non riusciamo a ricollocare una serie di immobili in pieno centro storico?

Pubblicato da jacopo
14 ago 2012 10:42

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