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Baita, la dark lady e i “Padroni del Veneto”

Politica e affari: dopo gli arresti di ieri per l'inchiesta veneziana sul Project Financing, rileggiamo alcuni brani del libro-inchiesta di Renzo Mazzaro

Alessandro Tich
bassanonet.it, 01 mar 2013 20:23 | Visto 4089 volte

Baita, la dark lady e i “Padroni del Veneto”

Piergiorgio Baita, arrestato ieri dalla Guardia di Finanza per l'inchiesta sulla frode fiscale collegata al Mose

“Galan riceveva gli ospiti stravaccato sul divano e si vedeva subito che non era uno stakanovista. Claudia Minutillo era sempre nel raggio di due metri, la sua ombra. La chiamavano la dark lady e non solo perché vestiva di nero: fisico asciuttissimo, elegante, di rado sorridente, teneva le chiavi di tutti gli accessi al presidente. Fino a diventare troppo ingombrante.”
E' un passo della prima pagina del libro “I Padroni del Veneto”, editori Laterza, il best seller del collega Renzo Mazzaro, giornalista delle testate venete del gruppo Repubblica-Espresso, che racconta senza peli sulla penna vent'anni di politica e di affari collegati alla politica nella nostra regione.
Chi vi scrive ha avuto l'occasione, lo scorso settembre, di leggere il libro e di incontrare l'autore e intervistarlo in una affollatissima serata agli “Incontri senza Censura” alla Libreria La Bassanese a Bassano del Grappa.
Ho quindi riposto il volume nella libreria di casa, nel settore “in evidenza”: per chi fa il mio mestiere, si tratta infatti di un testo di assai utile consultazione.
E oggi - dopo la clamorosa notizia di ieri dell'arresto dell'ing. Piergiorgio Baita, ad di Mantovani spa e re del project financing (Nuova Valsugana compresa) e di altre tre persone, tra cui l'ex segretaria di Galan Claudia Minutillo in qualità di ad di Adria Infrastrutture, con l'accusa di evasione fiscale tramite l'utilizzo e l'emissione di fatture false collegate al project del Mose - l'ho ripreso in mano.
L'ho fatto dopo aver letto l'intervista di Giancarlo Galan al Mattino di Padova (mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/03/01/news/parla-l-ex-governatore-il-sistema-galan-non-esiste-mai-presi-soldi-dalle-imprese-1.6619840) in cui l'ex governatore, ex ministro e neo-eletto deputato del PdL afferma di “avere appreso la notizia dalle agenzie” di “saperne quanto voi, anzi molto meno”, sottolineando - rispondendo a una domanda sulla “picconata” alle imprese che lo avrebbero sostenuto, anche sul piano finanziario, nei tre lustri di presidenza del Veneto - che “non è mai esistito, né tantomeno esiste, un sistema Galan”.
Mettiamo subito in chiaro due cose: non abbiamo motivo di dubitare delle affermazioni di Galan e le presunte responsabilità penali delle persone al centro della nuova “projectopoli” saranno da dimostrare, se rinviate a giudizio, in sede processuale.
Ma Giancarlo Galan è stato anche il presidente della Regione in un'epoca in cui - come dimostra il libro di Mazzaro - è nato il Veneto delle grandi opere e, con esso, sono nate le lobbies professionistiche e imprenditoriali che su quelle grandi opere hanno costruito una forma di potere economico-finanziario assoluto, per il quale chi ha governato il Veneto in quegli anni non può evitare di vedersi rinfacciare una dose di responsabilità politica.
A cominciare dalla prima grande opera pubblica progettata in terra veneta: la Sfmr, ovvero il Sistema Ferroviaro Metropolitano Regionale, tuttora incompiuto.
“I lavori per 659 miliardi di lire - scrive Mazzaro nel suo libro - vanno aggiudicati alle imprese Astaldi e Mantovani Costruzioni, grazie ad un ribasso che si avvicina al 30 per cento. Gli altri concorrenti restano senza fiato, impossibile starci dietro.” Ed è proprio in questa occasione che “emerge la bravura di Piergiorgio Baita, presidente della Mantovani”.
In che modo? “L'ingegnere considera il progetto definitivo, già predisposto dalla Net Engineering di Gian Battista Furlan, un tracciato bisognoso di modifiche - rileva ancora Mazzaro -. Si mobilitano i sindaci che chiedono integrazioni: al posto dei sottopassi si fanno i sovrapassi, dov'è prevista la deviazione di una strada si devia la ferrovia, se non c'è un parcheggio bisogna metterlo o spostarlo. Le varianti fanno lievitare gli importi, alla fine le opere collaterali si mangiano il ribasso con gli interessi. Galan è affascinato: tutti gli dicevano che a quelle condizioni la Mantovani si sarebbe impiccata, invece Baita fa il lavoro guadagnandoci. Alta scuola. Il presidente capisce che è sulle grandi infrastrutture che deve buttarsi. Gli anni Duemila saranno tutti improntati da queste decisioni.”

Il contributo regionale a Bmc Broker e la vicenda di Pedemontana Spa

Ma c'è un altro particolare, riguardo alla vicenda Sfmr, che salta all'occhio.
“Sotto le elezioni politiche del 2006 - si legge a pagina 182 de “I padroni del Veneto” - la giunta Galan arriva a stanziare 130.000 euro per una “campagna informativa sullo stato di attuazione del primo stralcio del sistema ferroviario metropolitano regionale”. Un finanziamento kafkiano: è vero che prima di prendere un treno bisogna sapere che esiste, ma per informare che esiste bisognerebbe che prima ci fosse. A incassare i 130.000 euro per avvertire i passeggeri che arriva il treno fantasma sarà una società con sede a San Marino, la Bmc Broker.” E tra i soci della Bmc, come scoperto dai giornali dell'epoca, figura “Claudia Minutillo, ex segretaria personale di Galan”.
Si tratta proprio della Bmc Broker, la srl sanmarinese al centro delle indagini che hanno portato agli arresti di ieri: gestita da William Colombelli, ex compagno della Minutillo e sedicente console a disposizione della Repubblica di San Marino, risulta trattarsi - secondo i riscontri della Guardia di Finanza - di una società “cartiera” attraverso la quale sarebbero transitate le fatture false scoperchiate dall'inchiesta tuttora in corso.
I nomi di Baita e Minutillo, sulle pagine del libro, emergono anche nella vicenda di Pedemontana Spa, società pubblica nata nel 2002 “per promuovere la costruzione della strada con lo stesso nome” e trasformata, nel 2005, in società a maggioranza privata.
“La storia di questa società - osserva Mazzaro - è complicata come un romanzo giallo, perché l'obiettivo reale dei soci non è solo promuovere la costruzione ma farsi assegnare la concessione.”
I soci originari di Pedemontana Spa sono sei: Autostrade Spa e Autostrada Brescia-Padova (col pacchetto di maggioranza) e ancora Autovie Venete e le tre banche Antonveneta, Cardine (poi Sanpaolo Imi) e Cariverona (poi Unicredit).
Nel 2003 Pedemontana Spa redige il progetto dell'infrastruttura e lo presenta in Regione. E, nel 2004, “la Regione dichiara l'opera di pubblico interesse, fatto che fa scattare il contributo pubblico: 243 milioni di euro.”
“Il passaggio chiave - ricostruisce Mazzaro - avviene in due fasi, il 16 novembre e il 21 dicembre 2005 nello studio del notaio Cesare Peloso di Verona: si sciolgono e rinascono società e consorzi, scambiandosi quote e controllo della società. Al termine del rocambolesco intreccio, i soci pubblici che nel 2003 avevano l'85 per cento si ritrovano al 42 per cento. La maggioranza va ai privati, rappresentati per quota azionaria e autorevolezza da Impregilo e dal Consorzio Cps (Costruttori progettisti e servizi) il cui presidente è Piergiorgio Baita. Fa la sua comparsa anche Adria Infrastrutture, che fa capo a Progetto Adria spa, di cui è azionista di maggioranza Romeo Chiarotto, socio di Baita nella Mantovani. In Adria Infrastrutture comincia ad esercitare Claudia Minutillo. Erano tenute le società pubbliche presenti in Pedemontana ad un bando per la cessione delle quote e non a procedere a trattativa privata, come un regalo di Natale, come invece hanno preferito fare? Lo sostengono in molti. L'obiezione non è peregrina, tanto che la magistratura acquisisce gli atti. Ma oltre non va.”
E' solo l'inizio del lungo braccio di ferro tra associazioni di imprese che porterà all'aggiudicazione della Superstrada Pedemontana Veneta alla cordata piemontese-spagnola Sis-Sacyr e quelli sopra riportati sono solo alcuni esempi del sistema degli appalti per le grandi opere pubbliche nella nostra regione di cui Piergluigi Baita - assoluto dominus del meccanismo del project - e Claudia Minutillo sono soltanto due dei tanti attori, più o meno protagonisti.
Per il resto della Veneto Story, ricca di informazioni e di dati tutti documentati, vi rimandiamo al libro di Renzo Mazzaro. Una lettura dalla quale, alla luce delle inchieste di queste ore, si capiscono molte cose.

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Commenti in ordine cronologico (Totale 19 commenti)

Via i coperchi!!!!!

Pubblicato da maelstrom
01 mar 2013 22:02

Il programma 2011-2013, illustrato in aula dal presidente della commissione Lavori Pubblici Nicola Finco (Lega), prevede interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle sedi e del patrimonio regionale per 54 miliardi di euro, il finanziamento di 365 interventi di difesa del suolo per un totale di oltre 673 miliardi di euro, quattro grandi interventi per il completamento del Sistema ferroviario metropolitano veneto (25 milioni di euro per la prima fase e 140 milioni per la seconda fase), il potenziamento di alcune infrastrutture stradali da realizzarsi in project financing (statale Valsugana, Nogara-mare, Grande raccordo anulare di Padova, sistema delle tangenziali Verona-Vicenza-Padova, la tratta Este-Legnago della SR10 'Padana Inferiore') per un totale di 1361 milioni di provenienza privata.
www.liberoquotidiano.it/news//952615/Veneto--Consiglio-regionale-approva-programma-triennale-lavori-pubblici.html

Pubblicato da giangregorio
01 mar 2013 23:36

FERMATE tutte le opere e l'infrastrutture qui in Veneto realizzate o prossime alla realizzazione secondo l'istituto del Project Financing, almeno fino a quando l’inchiesta in corso e in divenire non avrà portato a galla il sommerso di quel sistema perverso che rischia di far colassare il Veneto e i Veneti, chiedete e pretendete con fermezza la TRASPARENZA!
L'appello lanciato agli amministratori:
www.labc-laboratoriocivico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=30:ora-l-obiettivo-e-la-strada-della-trasparenza&catid=14&Itemid=146

Pubblicato da ele71
02 mar 2013 06:55

Caro Direttore, anch'io ieri mi sono andato a rileggere quel capitolo dell'ottimo libro di Mazzaro...

La soddisfazione per le inchieste in corso si mescola ad un sentimento di rabbia: non sono mancati giornalisti, come Mazzaro appunto, che per tempo hanno rendicontato i comportamenti oggi argomento di indagine: eppure a quei signori è stato rinnovato il consenso democratico più volte.

E' mai possibile che gli italiani (in questo caso i veneti) debbano aprire gli occhi solo dopo che i disastri sono stati fatti?

Pubblicato da riccardopoletto
02 mar 2013 08:12

Avevo già letto anch'io il libro di Mazzaro. Forse, "oramai", ci aspettavamo che andasse proprio così. Va in onda la cultura dei furbetti, i loro reati deprecabili, l'etica leggera. L'ammiccamento, l'occhiolino, il colpo di gomito, la battuta da caserma… «la politica». La questione morale è tutta qui. Nel rassegnarci, "oramai", dell'occupazione indebita delle istituzione da parte dei partiti. Non sento progetti per il bene comune del territorio, forse sono criptati e io, mediocre, non li so decodificare. Sento solo progetti che riguardano il sistemare poltrone. E' davvero questo che spetterebbe ai partiti localmente? Silenzio assordante. Spetta alla politica costruire e mettere al centro visioni di un divenire sostenibile, capace di attrarre opportunità e risorse umane, di favorire cultura e lavoro sul territorio. Silenzio assordante. Va in onda poltronissima. La qualità di chi abbiamo delegato ad occuparsi del territorio è irricevibile. Ovvero, il nostro individualismo e distacco dal territorio è, "oramai", irricevibile.
Andrea Cunico Jegary

Pubblicato da acj55
02 mar 2013 11:05


Su altre testate si legge che:
La Lega si Chiama Fuori
Il Pdl non rilascia dichiarazioni
Il Pd chiede la sospensione cautelare di tutti i lavori appaltati alla Mantovani

E alla fine tutti sapevano, tutti lo avevano denciato, ma nessuno è coinvolto, altra storia all'italiana che come al solito finirà a tarallucci e vino?

A questo punto, però, visto che gli interessati si rifiutano alla stampa, sarebbe interessante anche sapere chi ha proposto di inserire sul PTRC della Regione l'ormai famigerato art.38, qualcuno deve averlo pensato e scritto,

Quello che consente ai vertici regionali ed ai vari sindaci di agevolare l'edilizia privata utilizzando a ragion veduta o anche no, (sarà da vedere e controllare), la definizione di pubblica utilità, come già fatto peraltro a Cassola con un bell'accordo separato tra il sindaco ed il commissario straordinario per la pedemontana veneta.

Ci si chiede l'insediamento di due stabilimenti appartenenti a privati in piena zona agricola sono di pubblica utilità o si configurano semplicemente come iniziative private?

I profitti di queste due aziende saranno condivisi con la comunità o andranno a finire, com'è giusto che sia, sui loro conti correnti?

Cosa c'è di pubblico in tutto ciò, e com'è possibile che si consenta l'insediamento di altre fabbriche (quando ci sono decine di capannoni liberi in zone appositamente disegnate) nel nome di una emergenza stradale?

Tutto ciò non vi sembra molto strano?

Pubblicato da paolatesta
02 mar 2013 13:22

bisogna controllare anche tutte le amministrazioni comunali.

Pubblicato da eg30751
02 mar 2013 18:50

Troppi interessi, grandi intrighi e macchinazioni.
Mai iniziative o progetti per il bene comune del territorio e della Comunità.

Pubblicato da marianivesstevan
03 mar 2013 00:35

Vai Giulio attendiamo il tuo saggio commento!

Pubblicato da auther
03 mar 2013 04:18

Mi stavo ponendo la stessa domanda.. ci sono 3 thread aperti sullo stesso argomento e neanche un commento de il vate giulio..

Pubblicato da enricogarz
03 mar 2013 07:19

Tutto sempre uguale, perfino scontato. Io credo che sarebbe molto importante limitare la possibilità che i politici, a qualsiasi livello, possano continuare a riproporsi. Massimo due legislazioni e poi a casa. Bisogna poi lavorare per rendere indipendente la politica dagli affari. Come non lo so ma gran parte di questi fatti dipendono da questi aspetti. Ma la gente per prima sembra non capire basta vedere cosa è successo in Lombardia, dove hanno rieletto gli stessi furbetti riproposti dagli stessi partiti.
Bruno Bernardi

Pubblicato da brunonet
04 mar 2013 08:24

Forse bisognerebbe guardare anche da un'altra parte.
Mi sembra che ci siano persone molto più inamovibili dei politici.

Certi dirigenti, a qualsiasi livello amministrativo, riescono a sopravvivere a qualsiasi cambio di maggioranza politica.

Un sistema possibile per ovviarvi è quello dello spoil system, usato in USA, per cui chi arriva cambia tutti i vertici amministrativi.

Certo che se il metodo è quello descritto in questo articolo stiamo freschi.

www.ilgiornaledivicenza.it/stories/121_ultima_ora/477944_usa_finanziatori_obama_presto_ambasciatori_john_phillips_a_roma/

E comunque certe cose avvengono anche perchè c'è chi le copre.

www.gazzettino.it/nordest/venezia/gli_arrestati_sapevano_delindagine_spunta_ipotesi_di_una_talpa_in_procura/notizie/255429.shtml

Pubblicato da marco64
04 mar 2013 12:42

@ brunonet :
e Maroni si gongola per la sua " missione compiuta" ...?
Compiuta da chi?
Dalle furbate e invenzioni...del Signor Berlisconi !
Coraggio..... avanti così?

Pubblicato da guarda
04 mar 2013 13:03

Il problema è che questa strada serve, ma mi chiedo come si fa ad andare avanti in questo modo!

Pubblicato da auther
04 mar 2013 15:10

Adesso voglio vedere cosa fa la magistratura

Pubblicato da ml69
04 mar 2013 19:29

Vorrei capire una cosa.
Il problema qual è? La gestione degli affidamenti dei project financing, o i project financing in se?
Se lo stupore nasce da come venivano (e vengono affidati) i project, io direi che c'è poco da stupirsi: rientrano nelle normali e consuete modalità di gestione dell'affare italiano .. o si sottosta alle regole del sistema, o non si lavora.
Se la questione sono i project, vi pongo un'altra questione: meglio l'ospedale di Bassano, finito 30 anni dopo il progetto (obsoleto per strutture e tecnologie fin dall'inaugurazione); oppure l'ospedale dell'angelo di mestre, aperto dopo nemmeno 5 anni dalla definizione del progetto?

Pubblicato da ninobixio
04 mar 2013 23:59

Come dire: meglio la cacca di cavallo o quella di mucca? Il project ha un costo che si riversa sulla collettività in termini di aumenti (vedi i parcheggi all'ospedale di Santorso). Poi ci sono le opere inutili.
Mentre la domanda è anche un'altra: perchè le banche devono finanziari i privati che ci speculano e non direttamente la regione? Senza gli anticipi pubblici, i contratti ultradecennali e le caluse salva rischio il project non sta in piedi.
Poi fatti un'altra domanda: perchè l'ospedale di Bassano ha impiegato 20 anni per andare su?

Pubblicato da donchisciotte
05 mar 2013 00:19

La risposta a quasi tutte le tue domande è qui.

www.youtube.com/watch?v=CxnBwDjgTCc

Pubblicato da erinbrockovich
05 mar 2013 13:50

@donchisciotte
per lo stesso motivo per cui è stato costruito il nuovo ospedale di santorso. con formule e modalità differenti, ma il concetto è lo stesso.
Con l'aggravante che da Bassano a Santorso .. non solo non è cambiato niente, ma anzi, le mani nel sacco sono aumentate.
Motivo per cui ribadisco: non è la formula della finanza di progetto che non funziona (fatalità nel nord Europa opera egregiamente da decenni), è chi la governa che devia questa forma di finanza! Ma siccome ci sono dentro tutti .. tra 30 anni saremo ancora qui a parlare del PF per il nuovo ospedale di Valrovina.

Pubblicato da ninobixio
05 mar 2013 14:31

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