Bella Vita

“Wanted”: soluzioni per l'edilizia cercasi

L'impresa di costruzioni Sartori di Rosà perde in tre anni la metà del fatturato e offre una ricompensa a chi le consegna nuove commesse in edilizia. L'assessore Donazzan: “E' un settore che ha bisogno di certezza di investimenti e normativa”

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Alessandro Tich

bassanonet.it, 06 febbraio 2012 19:54 | Visto 1069 volte

“Wanted”: soluzioni per l'edilizia cercasi
L'assessore regionale Elena Donazzan, l'imprenditore edile Simone Sartori e l'on. Manuela Lanzarin con il manifesto "Wanted" per la ricerca di nuove commesse (foto Alessandro Tich)

La parola è sempre la stessa: “Wanted”. Ma è cambiata l'immagine, è cambiato lo spirito ed è cambiato soprattutto il messaggio: perché in poco più di dieci anni il mondo si è rovesciato.
Nel 1999 l'imprenditore Simone Sartori, amministratore dell'impresa di costruzioni Sartori di Rosà, aveva conquistato le prime pagine dei giornali affiggendo in giro un manifesto in cui - sotto la scritta “Wanted” e la foto di un lavoratore edile con il caschetto - offriva “una ricompensa di 500.000 lire a chiunque ci consegni muratori specializzati o qualificati, pronti a lavorare e volenterosi.”
Erano altri tempi, quando il settore dell'edilizia andava a gonfie vele e la manodopera non bastava a portare avanti tutti i lavori del portafoglio ordini.
Ora Sartori - nell'anno del Signore 2012 - ha riconquistato l'interesse dei giornali con il suo nuovo manifesto, che sotto la scritta “Wanted” e una foto delle Torri Gemelle offre “una ricompensa dell'1% sul valore della commessa a chiunque ci consegni un'opera edile da eseguire”.
Una nuova provocazione che fa di necessità virtù, di fronte alla crisi che continua a strozzare il comparto edile. “Negli ultimi tre anni - conferma l'imprenditore - la nostra azienda ha avuto un calo del fatturato superiore al 45%, e i primi segnali di quest'anno stanno peggiorando.”
L'interesse mediatico sulla nuova trovata del titolare d'azienda ha concentrato l'attenzione sui gravi problemi dell'edilizia: “il primo settore a fermarsi in tempo di crisi - afferma l'assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan - e l'ultimo a ripartire.”
L'esponente della giunta veneta lo dichiara nel corso di una visita con conferenza stampa nella sede dell'impresa Sartori in via Domiziana alle porte della frazione di San Pietro, affiancata nell'occasione dalla parlamentare e sindaco di Rosà Manuela Lanzarin.
“L'edilizia oggi presenta tre importanti problematiche - spiega ancora Sartori -. La prima è la mancanza di una qualifica del settore edile, che soffre di scarsa qualità e di mancanza di regole. La seconda è che oggi i contratti pubblici di appalto vengono aggiudicati il 10-20% sottocosto. La terza sono i tempi della giustizia, troppo lunghi nella risoluzione dei contenziosi.”
“La provocazione “Wanted” - continua l'imprenditore rosatese - vuole sensibilizzare l'opinione pubblica, la politica e anche le associazioni di categoria, che non sono sempre presenti nel tutelare i nostri interessi. Ma è anche un'idea simpatica per ricercare nuove commesse e dare un po' di sorriso in mezzo a tanto pessimismo.”
Manuela Lanzarin, componente dell'VIII Commissione della Camera Lavori Pubblici, aggiunge che “il settore edile continua a essere un campo selvaggio”, che “servono regole fisse per chi vuole aprire un'impresa edile” e informa che il Parlamento ha in esame un disegno di legge, attualmente fermo al Senato, sulla disciplina all'accesso dell'attività di costruttore.
“La settimana scorsa - spiega ancora la deputata leghista - è stata presentata una nuova proposta di legge, prima firmataria l'on. Dal Lago, sulla semplificazione per le imprese edili. Bisognerà inoltre riscrivere un nuovo codice per gli appalti, per dare quella sicurezza normativa di cui c'è bisogno, e risolvere il nodo dei pagamenti alle imprese delle Pubbliche Amministrazioni.”
“L'edilizia - incalza Elena Donazzan - è un settore che ha bisogno di certezza di investimenti e normativa e di un quadro di riferimento stabile nella finanza pubblica e privata. Fino adesso non c'è stata l'incapacità di dare risposte, ma di dare soluzioni. Sono soluzioni complesse, ma che ci sono state indicate dagli operatori del sistema, dall'ANCE in particolare e da imprese come Sartori.”
“Dobbiamo mettere in campo tutti i correttivi necessari - puntualizza l'assessore regionale -. La Regione sosterrà i progetti di legge presentati in Parlamento, indipendentemente dal colore politico. Serve un miglioramento un riconoscimento dei crediti alle imprese, in collaborazione con il collega assessore regionale al Bilancio Ciambetti. E' necessario anche un miglioramento delle scelte della Regione in termini di appalti. Troppi appalti pubblici, in questi anni, si sono concentrati su troppo pochi soggetti. Siamo qui per invertire la rotta.”
“Wanted” e soprattutto urgenti, dunque, sono anche le soluzioni.
Lo richiede un comparto che, secondo i dati diffusi dallo stesso assessore regionale, in un solo anno - e cioè dal terzo trimestre 2010 al terzo trimestre 2011- ha registrato in Veneto la chiusura di 175 imprese e la perdita di oltre 5000 occupati.
L'ultimo, ma non meno importante nodo da sciogliere è quello dei tempi della giustizia. “L'impatto della giustizia, soprattutto civile, sull'economia - conclude Elena Donazzan - è devastante.”

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Commenti in ordine cronologico (Totale 46 commenti)

smartys78smartys78

06 febbraio 2012 ore 23:04

a me dispiace tanta per gli operai di questa ditta e di tutte le ditte edili che attraversano un momento molto difficile (come tutti), ma non si piuo' pensare che risolvere la crisi nell'edilizia costruendo e cementificando ancora.
Basta!
Bisogna che si modernizzino e si riconvertano in magari ristrutturazioni e rivalutazioni di vecchi edifici vuoti e abbandonati.
Questa potrebbe essere una nuova sfida.
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 08:54

si si certo smartys..
vorrei proprio vedere se tu avessi un bel pezzo di terra edificabile ed i soldi per costruirci sopra una bella casa oppure un bel condominio con appartamenti da vendere se rinunceresti ad edificare per piantarci i tulipani..
tutti bravi a parlare e di buoni principi ma solo facendo i conti in tasta agli altri
caffemuseumloungecafecaffemuseumloungecafe

07 febbraio 2012 ore 09:02

Cio che mi stupisce che la Donazzan si sia prestata per quella categoria ,quando anche altri comparti sono nella stessa situazione.
Giusto sostenere i comparti in difficoltà,ma ritengo che il governo della regione debba equamente sostenere tutti i comparti e questi ultimi debbano adeguarsi al mercato attuale che chiede flessibilità e inventiva
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 09:05

ed inoltre faccio presente (a smartys in primis) che con la mancanza di commesse edili non sono solo le imprese costruttrici a rimetterci e ad entrare in crisi ma con loro a catena pure chi vi lavora assieme come gli elettricisti, idraulici, falegnami, pavimentisti, fabbri, lattonieri, ecc. ecc. ecc..
oppure pensi che possano tutti andare a zappare la terra?
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 09:06

caffemuseum hai qualcosa contro i costruttori edili?
unouno

07 febbraio 2012 ore 09:23

@bikerstef: diciamo che il comparto edilizio fa lavorare non solo i muratori ma anche tantissima altra gente, come hai già detto e che quindi trovando lavoro a loro, a catena lavorano tanti altri...
il problema è che se per dare lavoro alle imprese edili bisogna fare cementificazione selvaggia o comunque continuare a costruire la vedo una strada a vicolo cieco...

o facciamo come fiat che per decenni è andata (/andrà?) avanti con l'aiutino pubblico?
non pochi anni fa c'è stato il boom dell'edile ed era prevedibile che dopo aver costruito capannoni, case, condomini, villette a schiera ora che c'è la crisi (o che comunque è finito quel periodo di "lavoro alla grande") le cose stiano stagnando...

l'offerta ha superato la domanda, e posso dirlo non solo di bassano ma anche più giù di rosà dove ci sono aree industriali nuove di zecca con cartelli AFFITTASI/VENDESI che ormai sono scoloriti...

concordo con smartys78 nel dire che, col dovuto supporto degli enti preposti, dovrebbe essere incentivato il recupero/restauro di edifici o/e spazi ora dismessi o cadenti.
il lavoro, con le giuste manovre, magari salterebbe fuori per tutti, riqualificando aree già utilizzate e risparmiando spazi, dando, ripeto, lavoro a tutti come se si trattasse di edifici nuovi.

oppure vogliamo cementificare ogni centimetro di terra disponibile? che se anche fosse possibile prima poi finisce anche quella... e allora... punto accapo.

poi, scusate se mi dilungo, forse parlo da ignorante... ma...

“Negli ultimi tre anni - conferma l'imprenditore - la nostra azienda ha avuto un calo del fatturato superiore al 45%, e i primi segnali di quest'anno stanno peggiorando.”

su quale fatturato è stata calcolata la percentuale? il fatturato medio di una azienda a crescita normale paragonata alla crescita economica nell'anno di riferimento o il 45% rispetto all'anno del boom con incentivi alla costruzione?

e ultima cosa

"Lo richiede un comparto che, secondo i dati diffusi dallo stesso assessore regionale, in un solo anno - e cioè dal terzo trimestre 2010 al terzo trimestre 2011- ha registrato in Veneto la chiusura di 175 imprese e la perdita di oltre 5000 occupati."

persone assunte prima o durante il boom?
sempre disoccupati sono, per carità, a loro ogni augurio e tutto il mio rispetto, però magari i dati vanno letti non tanto per le cifre paurose ma a cosa sono relazionate.
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 09:53

se mi sono permesso di parlare è solamente perchè io vi lavoro giornalmente in una impresa edile (non Sartori).
Allora oltre a confermare quanto detto da Sartori riguardo i cali di commesse aggiungo pure che l'occupazione nella nostra azienda ha avuto un calo del 40%. Questo calo è stato graduale negli anni. Fortunatamente non abbiamo dovuto mandare a casa forzatamente nessuno ma man mano che la forza lavoro è andata in pensione o ha lasciato il posto per altri motivi non abbiamo più sostituito i il personale. Ricordo anni fa quando non appena uno se ne andava dovevamo subito trovare il sostituto. Attualmente per causa di mancanza di commesse circa metà del nostro personale è in cassa integrazione (quindi a carico della collettività)
Ora moltiplicate la nostra situazione per un numero N di volte e capirete la gravità della situazione del settore e di quanti vi lavorano a catena e soprattutto di quanto costi allo stato questa situazione.
Purtroppo è da aggiungere che come non ci sono commesse per nuove costruzioni non ci sono neppure quelle per ristrutturazioni
PS: a me poi non risulta ci sia stato nessun Boom ma solamente un periodo nel quale si lavorava tutti senza quei problemi che ci sono ora.
frizz1967frizz1967

07 febbraio 2012 ore 10:10

Scusate ma mi sembra si dimentichi che il mercato si regge sulla legge della domanda e dell'offerta...evidentemente si è edificato TROPPO nel passato per cui adesso, come potete constatare anche voi (appartamenti invenduti e sfitti, capannoni vuoti, uffici idem)...non ce n'è più il bisogno...
Qualsiasi settore deve sottostare a questa condizione...e la Donazzan come al solito si espone solo per farsi pubblicità e scoprire l'acqua calda...la verità è che abbiamo politici INUTILI....stipendiati e pagati da noi...
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 10:28

mi spiace fritz ma non è così
il problema non è che si è edificato troppo ma che la gente non ha i soldi per comprare le case E questo perchè le banche non concedono più prestiti. Lo dimostra il fatto che cosi come son calate le vendite sono aumentati gli affitti. Gli appartamenti vuoti che vedi non sono sfitti ma invenduti. E' diverso...
gfrisongfrison

07 febbraio 2012 ore 10:31

tutti abbiamo bisogno di certezze ed investimenti.
I costruttori hanno beneficiato di anni di condoni ed incentivi ricoprendo in 15 anni, in italia, un'area pari al Lazio ed Abruzzo (bit.ly/sHRMX).

L'anomalia non è la crisi attuale, ma la bolla che c'è stata in precedenza. E quando le bolle scoppiano, fanno male.
Assurdo pensare di alimentarle all'infinito.
unouno

07 febbraio 2012 ore 11:10

@gfrison: appunto.
@bikerstef: se la metti cosi allora posso dire tranquillamente che gli anni d'oro sono passati. riprendere a costruire oggi a mio avviso è impensabile, ammesso e non concesso il discorso prestiti io personalmente NON vado a far debiti con nessuno coi tempo che corrono, specie con le banche.
concordo e mi ripeto sul fatto che servono manovre mirate, ma mi pare che la tendenza generale del governo non sia quella di garantire il posto fisso alla gente e quindi le cose andranno da cosi a peggio... sorry.
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 11:22

ok avete ragione voi
però allora preparatevi che in futuro oltre che pagare lo stipendio alla Donazzan dovrete pagare pure quello dei cassintegrati del settore delle costruzioni ed affini
unouno

07 febbraio 2012 ore 11:35

@bikerstef: per te la soluzione in merito quale sarebbe? hai criticato tutti gli interventi, forse giustamente, ma non hai dato nessuna idea in merito.
tu cosa faresti?
buscoibuscoi

07 febbraio 2012 ore 11:36

Quoto e straquoto bikerstef

gfrisongfrison

07 febbraio 2012 ore 11:49

Purtroppo questa crisi parte da lontano.
Mai sentito Credit crunch? Lehman Brothers? E poi PIGS?

Tutto nato con massicce iniezioni di liquidità in USA che sono state replicate anche in europa. Miliardi e miliardi di titoli tossici, derivati e altra spazzatura creati da prestiti rivelatisi inesigibili (in america i prezzi degli immobili sono crollati dal 30 al 50%, altro che Sartori).

Bolle dopo bolle adesso i grandi banchieri che ci hanno ubriacato di soldi facili aspettano che facciamo un bel collasso per riprendersi tutto a metà prezzo mettendo in ginocchio gli stati (ormai non più sovrani) giocando sui debiti nazionali. Risultati prossimi? Sicuramente pessimi.

E non solo per i costruttori, ovviamente.
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 11:51

magari sapessi quale è la soluzione per uscire da questa crisi.
Io non ho affatto criticato tutti gli interventi . Mi sono solo limitato a dire la mia visto che questa situazione la vivo in prima persona. Si fa presto a dire non serve più costruire senza poi pensare cosa porterebbe questa scelta. Che fine farebbe chi lavora nelle imprese edili, chi fa l'idraulico, l'elettricista, il pavimentista, il lattoniere ecc., Il settore edile e' alla base di una piramide che da lavoro a moltissime altre categorie. Come si fa a dire: "mi spiace ma non serve più costruire", ma dico vi rendete conto che se va in crisi l'edilizia va a ramengo metà dell'economia che su di essa si basa?
unouno

07 febbraio 2012 ore 12:00

@bikerstef: qui nessuno ha detto "mi spiace ma non serve più costruire", io ho detto solo che costruire ancora sarebbe lavoro inutile che aggraverebbe il problema e che SE CI FOSSERO DELLE ADEGUATE MANOVRE si potrebbe incentivare la ripresa non sulle costruzioni ma sulla parte di recupero/restauro edifici.
lavoriamo tutti (murari e non) e la morsa della crisi si sentirebbe meno.
non ho mai detto, ripeto, che non si deve costruire e ciao a tutti...
occhirossi11occhirossi11

07 febbraio 2012 ore 12:16

31/12/2018: obbligo edifici pubblici ad energia quasi zero
31/12/2020: obbligo edifici privati ad energia quasi zero

Unica regione del nord a non avere ancora legiferato in materia di certificazione energetica degli edifici: Veneto
Stiamo aspettando dai nostri rappresentanti regionali risposte più incisive e da quelli romani qualcosa di meglio di queste lungaggini:
forum.bassanonet.it/ambiente/8656.html
smartys78smartys78

07 febbraio 2012 ore 12:18

caro/a bikerstef.
magari avessi un terreno per farci un parco giochi.
Ha ragione "uno": vogliamo fare come la fiat con incentivi su incentivi?
ma non possiamo avere 10 macchine a testa o cambiare macchina tutti gli anni solo perche' quei poveri operai mantengano il lavoro.

Lo stesso per le ditte edili. Io ho mio padre che ha lavorato nell'edilizia quindi so cosa significa.
Qui in Veneto e' tutto un capannone (spesso vuoto) o tutta un'unica colata di cemento. Basta! pensiamo anche ai nostri figli e ai nipoti. che mondo vogliamo lasciare loro?
Badate che io non sto dicendo che queste ditte debbano chiudere, ma vorrei che pensassero a una riconversione cioe' ristrutturazioni di locali e opere gia esistenti. E Dio solo sa di quanto ce ne sia bisogno.
Idraulici, elettricisti, falegnami etc non lavorerebbero di meno, anzi. Ma bisognerebbe smetterla di spargere cemento su tutta la regione.
rogasrogas

07 febbraio 2012 ore 12:47

Giusto per "allegerire" su espressioni, allargabili al "generale", giustificatamente preoccupate sulla drammatica attuale situazione economica, e chi sa per quanto.

Una signora "apparente" nella foto, a corredo dell' articolo, che dopo le precedenti elezioni regionali, se non ricordo male, si era negata a commenti sulle stesse su questo media on line, si e' fatta, per evidenza, riprendere dal direttore della stessa testata sul web; il forum, penso non le sia precluso. (;-D)

Quanto allo spread BTP/BUND decennale, che potrebbe sembrare non centrare con quanto si commenta, ma invece e' uno dei fattori determinanti per la disponibilita' e costo del denaro, anche per investimenti in genere, sta, da giorni, a valori di potenziale svolta al meglio o ritorno al peggio.

www.bloomberg.com/quote/!ITAGER10:IND

Dal grafico, cliccando su "1Y " (grafico ad un anno), e' facile notare che il suo valore e' tornato da giorni sul minimo dei primi di dicembre 2011 che e' allineato, piu' o meno, sui massimi dei primi di agosto 2011, tecnicamente , i primi due punti di "supporto", il terzo, piu' lontano nel tempo, di " resistenza"; in pratica siamo ad un importante punto di "scelta" dei mercati, farci scendere ad una situazione ancor meno preoccupante o farci ritornare, su, verso l'inferno gia' vissuto?
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 13:40

@uno
sinceramente non capisco cosa cambi fra il dire: "non serve costruire" e il "costruire e' inutile"
@smarty
a noi costruttori non cambia molto tra costruire e ristrutturare, peccato solo che se non ci sono i soldi per edificare nuove costruzioni, ce ne sono ancora meno per ristrutturare quelle vecchie.
frizz1967frizz1967

07 febbraio 2012 ore 14:05

bikerfest mi dispiace...dissento su tutta la linea dal tuo ragionamento...e la dimostrazione è il fatto che gli appartamenti sono vuoti da ben prima della crisi...
bassano era stata pensata come città dal 70.000 abitanti già negli anni 90 ed è stato pianificato un piano regolatore su tali dimensioni...ad oggi bassano ha fra i 40/45.000 abitanti...a te le conclusioni
il tuo ragionamento guarda indietro negli ultimi 3 anni con la venuta della crisi...il problema è ben precedente...quello di cui parli tu è più l'effetto che la causa...
frizz1967frizz1967

07 febbraio 2012 ore 14:06

PS:....anche quando ancora le banche concedevano prestiti e soldi ce n'erano...gli appartamenti erano vuoti...sfitti...non venduti...se vuoi facciamo la conta soltanto a bassano e cintura...
frizz1967frizz1967

07 febbraio 2012 ore 14:18

bikerfest...ho riletto anche il resto dei tuoi ragionamenti...e sono a dir poco assistenzialisti...protezionismo da casta mi verrebbe da dubitare....
Se ci sono troppe case e non ci sono soldi per comprare comunque (secondo il tuo ragionamento) quelle invendute....che facciamo?...costruiamo lo stesso?...creiamo ancora debito?....magari ci facciamo dare soldini pubblici?
PS:...lo spunto di occhirossi è l'unica cosa costruttiva che ho letto in questo blog...
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 14:19

parlo per esperienza:
quando le banche davano i soldi (fino a 5 anni fa circa) gli appartamenti si vendevano già tutti sulla carta, adesso quei pochi che vengono a chiederti notizie pretendono muri dorati e ti fanno loro il prezzo... sfortunatamente però non sempre si può "svendere" sottocosto visto che proprio a causa di questa crisi i costi dei materiali non fanno che salire
cosa avveniva 30 anni fa non so perchè fortunatamente non son così vecchio da poterlo sapere.
frizz1967frizz1967

07 febbraio 2012 ore 14:26

bikerfest..ripeto...se 5 anni fa facevi un giretto per bassano...la situazione era già con appartamenti vuoti invenduti...se vuoi ti faccio la conta delle zone costruite e già vuote...perchè troppa offerta comunque crea problemi nel settore....
PS: il mercato dei beni deperibili non ragiona sulla saturazione..ragiona sull'innovazione, ed è per questo che occhirossi ha ragione....
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 14:29

frizz, a proposito di casta
se la casta di Roma iniziasse a lasciare un po' più di soldi in tasca ai cittadini in modo che possano tornare a comprare e far girare l'economia non sarebbe meglio?
Dove sono alla fine tutti quei tagli alle spese dello stato che sono state promesse? Dobbiamo sempre essere noi a salvare i conti dello stato?
frizz1967frizz1967

07 febbraio 2012 ore 15:03

bikerfest...su questo ovviamente concordo in pieno...
gianfrancogianfranco

07 febbraio 2012 ore 15:07

Chissà che ne direbbe l'esperto di finanza e mercati ....
lapiovralapiovra

07 febbraio 2012 ore 16:04

fumo negli occhi, solo fumo e basta......ma qualcuno si è chiesto come mai due politici di questo spessore si trovavano per caso nell'azienda del sig Sartori? e vi siete chiesti quali lavori ha realizzato e dove per caso li ha realizzati? se al posto dello stimabile e noto imprenditore avessi visto un altrettanto stimabile diversamente noto....... forse......ma la realtà è un'altra storia che non contempla gente piccola ed insignificante...auguri sig. sartori
unouno

07 febbraio 2012 ore 19:04

@bikerstef: bho, senza tanti giri di parole ti dico che da domani potete costruire 700 edifici di vario genere in tutto il veneto, dove volete quando volete. quando avrete finito vi trovate tutto vuoto e sfitto. allora tutta la gente che avrete assunto per fare sto lavoro sarà a casa e qui verrà pubblicato un articolo per dire che il fatturato è crollato del 600% e che ci sono 8000 persone a rischio licenziamento.

RIPETO: costruire è INUTILE, per lavorare dovete occuparvi di restauri e manutenzioni di ciò che è già presente e richiede intervento.
quelli possono essere lavori e soldi che un privato può permettersi magari, di certo non penso che siano molte le persone che tirano su case o peggio al giorno d'oggi.

ti didò di più: tipografie.
una volta pensare di stampare 500 copie di un catalogo in tipografia ti sbattevano il telefono perchè lavoravano a cicli macchina di migliaia di copie e meno non ne facevano.
sono venute avanti tutte una serie di bottegucce improvvisate che han portato via ai cani grossi tanti clienti che non potevano permettersi per ragioni di praticità o risparmio di stampare 7000 copie di un depliant.
ora, e ho esperienza diretta, quei cani grossi sono venuti anche da me a pregare di dargli da stampare anche solo 500 copie perchè si sono attrezzati con "una fotocopiatrice professionale" (è un macchinario apposito che non ricordo il nome).
le aziende, edili e non, TUTTE è bene che, purtroppo, si adeguino al fatto che il mercato cambia e che devono evolversi. possiamo stare qui all'infinito a far discorsi su chi cosa e il lavoro del "muraro" e dell'indortto e via col liscio...
ma se pensate, voi, o altre aziende, di andare avanti all'infinito a lavorare in un certo modo, muovendosi solo per costruire castelli e non per fare dei piccoli restauri... allora ciao.
gli anni del cemento selvaggio sono andati, e se tornano campa cavallo a trovar soldi per FARE e soprattutto per COMPRARE!

allora o facciamo modello FIAT che campa a spese di tutti, salvi uno e ne uccidi cento, oppure serve fare una riflessione seria.

le banche... le banche sono colpevoli forse, ok, ma sono banche e non case di carità. piuttosto, ri ri ri ripeto, prendiamocela con un sistema generale che PERMETTE di fare certe cose e NON PERMETTE di farne altre...

dispiace sempre per chi perde lavoro, ma fare le sparate del CERCO UNA COMMISSIONE... non lo so quanto senso abbia... facciamo le torri di portoghesi per far contenta un po' di gente... e dopo?

in amicia e massimo rispetto per te bikerstef.
occhirossi11occhirossi11

07 febbraio 2012 ore 19:58

Chi costruisce oggi lo fa principalmente su commessa diretta... non serve a nulla fare discorsi qualunquistici del tipo non bisogna costruire più...

si deve certamente riqualificare, fare sostituzioni edilizie, ma non si possono fermare le nuove edificazioni su terreni lottizzati o di completamento: su quei terreni sono stati lecitamente nel rispetto delle regole investiti capitali, se si nega il diritto alla proprietà privata si negano i pilastri di 600 anni di storia e civiltà economica...

altro discorso è il consumo di territorio che non è sicuramente imputabile agli operatori del settore (ai costruttori si possono imputare tante colpe ma non questa) perché unicamente imputabile alla classe politica che per far bilanciare i conti a livello locale specula sul settore edile per coprire le spese di gestione corrente... una pratica suicida alla quale deve essere posto un chiaro freno a livello regionale e nazionale con una coraggiosa revisione urbanistica e finanziaria... l'asta fincato è sotto gli occhi di tutti e non perché è andata deserta non deve essere monito e motivo di un cambiamento deciso e radicale nella gestione del territorio

piubellopiubello

07 febbraio 2012 ore 20:20

All'amico Simone il mio più sincero augurio per un pronto ritorno alle corse (lavorative)!!!
Quando vuoi per un caffè e quattro ciaccole, io ci sono. Ogni confronto può essere costruttivo!

Cordialmente. Davide Piubello
bikerstefbikerstef

07 febbraio 2012 ore 20:30

caro occhirossi per iniziare a superare la crisi bisogna iniziare a lasciar più liquidità (da parte dello stato) e credito (da parte delle banche) alla gente, non ce ne facciamo niente delle case costruite in edilizia sostenibile se le persone non hanno i soldi per comprarsele!
occhirossi11occhirossi11

07 febbraio 2012 ore 20:31

Ovvio
gianfrancogianfranco

07 febbraio 2012 ore 22:17

@ Bikerstef.

Per l'amor di Dio, parli e discuta di edilizia ed urbanistica, lasci perdere provvedimenti dello Stato e delle Banche, e dei soldi che costituiscono flussi di "perdita di potere d'acquisto" a carico dei soliti noti.

Lei per caso non sarà stato uno dei gitanti del " 02 dicembre 2006 in quel di Roma " ?.

flav1oflav1o

07 febbraio 2012 ore 22:18

Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata Cemento Affari Politica Contributi ai Partiti Criminalità Organizzata ....
enricogarzenricogarz

08 febbraio 2012 ore 20:14

..con la pessima qualità e l'orrendo gusto del costruito a bassano ma non solo, non riesco a dispiacermi della crisi dei costruttori... mi dispiace ma mentre sono in giro e vedo certe brutture che niente hanno a che fare con il gusto e completamente decontestualizzate..beh! proprio non ci riesco..
bikerstefbikerstef

08 febbraio 2012 ore 20:30

Evidentemente caro Enrico se ci sono così tante brutture a Bassano e non solo è perchè ci vengono richieste da gente come te visto che oramai non costruiamo se non su commissione..
Altro non serve aggiungere..
bikerstefbikerstef

08 febbraio 2012 ore 20:32

In ogni caso non è detto che sia proprio il tuo di gusto ad essere quello universalmente migliore.
parsifalparsifal

09 febbraio 2012 ore 11:28

L'ediliza speculativa esiste ancora, eccome. Fatevi un giro a Marostica, ad esempio e chiedete cosa stia girando attorno all'ex area Belfe o all'ospedale; solo per fare un esempio.
La verità è che per qualche "imprenditore" locale è diventato più difficile costruire, l'olio col quale lisiciavano le pratiche non basta più.
Le due pulzelle della foto hanno chiesto allo sceriffo cosa è andato a fare in Romania?
buscoibuscoi

09 febbraio 2012 ore 12:36

...io non vi capisco (parsifal, enricograz, flav10, ecc., ecc..) se si costruisce in modo esteticamente poco piacevole è colpa delle imprese di costruzione o degli organi che approvano certi progetti? Se si costruisce molto e in modo sconsiderato è colpa delle imprese di costruzione o di chi approva certi volumi?
Se a voi permettessero di costruire una palazzina nel vostro giardino la costruireste o non lo fareste per il bene del vostro territorio??
parsifalparsifal

09 febbraio 2012 ore 13:12

Buscoi, stai in tema: conosci il soggetto in questione?
eleonora81eleonora81

12 febbraio 2012 ore 19:17

Scusate. A me pare che si semplifichi un problema complesso. L'edilizia non va in crisi soltanto per un motivo ma per più indicatori fondamentali del settore. Il principale non è la crisi economica ma il tipo di crisi. In Italia (guardate i dati) il mattone è sempre stato considerato un investimento "sicuro". Ci si aspetterebbe che chi non investe più in Borsa investa nel mattone. Non è così perché la crisi attuale è una crisi del credito. Per intenderci non si dà più un mutio del 120% con scarse garanzie come accaduto per diversi anni. Il secondo indicatore è la crisi della domanda che è influenzata sia dalla bassa natalità. (guardate su it.wikipedia.org/wiki/Demografia_d%27Italia la bassa numerosità delle generazioni in età da "matrimonio) sia da una offerta che non tiene conto dei cambiamenti di stili di vita delle persone. Per essere chiari basta fare l'esempio di un altro settore, quello delle cucine per anni in crisi perché gli operatori continuavano a pensare a famiglie tradizionali. Altro fattore la gestione dei centri storici in rapporto alle periferie. Nei Paesi del Nord Europa esistono piani di svuluppo delle città, reali interventi per guidare la crescita urbanistica. Urbanisti, architetti, ingegneri lavorano fianco a fianco con gli amministratori per "pensare" il futuro delle città. Qui non c'è nessuna programmazione, nessuna idea di sviluppo, si è costruito dove si poteva e come si poteva. E questa non è certo colpa delle imprese edili. Trascuro volutamente altre questioni che stanno alla patologia, ossia la politica di cementificazione del territorio perché sarebbe troppo complesso e andrebbe analizzato caso per caso. Il mercato edilizio uscirà ridimensionato anche quando (e se) finirà questa crisi. Le imprese edili dovrebbero pretendere dai politici non tanto commesse quanto programmazione del territorio e idee di sviluppo. Dovrebbero competere sulla qualità (non tutte infatti meritano di essere sul mercato), unire le forze, ottimizzando le metodologie del commercio del settore edile, attraverso rapporti di compravendita con i fornitori e clienti, sfruttare le sinergie tra imprese. creare consorzi. Il mercato cambia, occorre cambiare e avere idee innovative. Chi non cambia e non innova andrà a casa. E se leggete bene l'articolo Sartori in realtà non chiede commesse (quella è la provocazione) ma ordine nel settore. Si chiama economia di mercato, sarà bene farci l'abitudine, soldi per assistere i vari settori non ce ne sono più.
parsifalparsifal

12 febbraio 2012 ore 19:38

Eleonora ha ragione ma il tipetto in mezzo alle 2 pulzelle non ha titolo per parlare visto che fa parte di quella categoria che di "imprenditore" ha solo il nome e che con la lista dei creditori incazzati potrebbe tappezzarsi la casa e i vari cantieri che ha lasciato piantati a metà.
Spero che la "crisi" faccia pulizia di questi squaletti che al primo segnale se ne scappano in Romania per poi tornare quando i vari prestanome hanno provveduto a far pulizia.

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