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“Tolga quella scritta, è offensiva”
Alessandro Villari, noto commerciante e dj, apre un negozio in via Vittorelli a Bassano e in vetrina mette lo slogan “Wear for motherfuckers”. Alcuni residenti protestano e un vigile gli intima di coprire la scritta. Villari: “Non lo farò"
Alessandro Villari, commerciante e dj conosciutissimo in città, sta ultimando i lavori di sistemazione del nuovo negozio di abbigliamento, che al piano inferiore offrirà spazio anche per mostre d'arte, sulla cui vetrina campeggia un avviso di grandi dimensioni: “TCB Prossima apertura - Wear for motherfuckers”.
Alessandro Villari davanti alla vetrina contestata da alcuni residenti della via (foto Alessandro Tich)
Lo slogan è evidentemente rivolto al target giovanile: “motherfucker”, in inglese, è una tipica espressione gergale che letteralmente significa qualcosa come “figlio di p...”, ma che in realtà ha un'accezione positiva, tipo “ganzo”, “sgajo” e via dicendo.
Abbigliamento per tipi svegli, insomma. Ma la novità, a quanto pare, non è gradita a tutti.
“Ci sono state delle lamentele da parte di alcuni residenti della via - ci dice Villari - perché la scritta “motherfuckers”, secondo loro, è “offensiva e non decorosa”. Lo hanno segnalato alla Polizia Locale e un vigile, questa mattina, mi ha detto di coprirla. Se non la tolgo, mi farà un verbale.”
Ma dj Villari, di coprire o di togliere quella scritta, non ci pensa nemmeno.
“Non lo farò - ci conferma -. Il messaggio è stato colto e ho creato un po' di scalpore.”
Anche perché, secondo il poliedrico commerciante, riconoscere un eventuale aspetto offensivo nell'insegna esposta in vetrina sarebbe un atto ipocrita.
“Mi fanno togliere la scritta - puntualizza Alessandro Villari -, quando ci sono persone che vestono maglie con le marche “De Puta Madre”, o “Cocaina” oppure “Narcos”. A voi il giudizio...”