Notizie · notizie.bassanonet.it
ATTUALITÀ
Il cantore della terra
In memoria: Antonio Francesco Celotto, docente, scrittore e divulgatore benemerito, travolto e ucciso da un'auto nella sua Sant'Eulalia di Borso del Grappa
Perché Antonio Francesco Celotto - docente, studioso e divulgatore - di tutte le cose belle e soprattutto buone delle nostre tradizioni era un appassionato esperto e cultore. E poterne parlare nei mezzi di informazione - come del resto ha fatto egregiamente, per lunghi anni, in veste di collaboratore del “Giornale di Vicenza” - era un'opportunità a cui teneva particolarmente.
Il prof. Antonio Francesco Celotto (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
Ora la promessa di invitarlo in redazione non potrò più mantenerla. Perché il prof. Celotto, a 81 anni, ci ha lasciato: travolto e ucciso da un'auto, nell'ultimo giorno del 2012, mentre stava attraversando il rettilineo di via Molinetto, nella sua Sant'Eulalia di Borso del Grappa.
Una fine assurda che aumenta la costernazione per la perdita di quello che è stato un autentico personaggio del nostro territorio: una vita da docente negli istituti superiori; storico preside dell'Istituto Agrario “Parolini”; già vicesindaco di Borso del Grappa; autore di innumerevoli libri e pubblicazioni sulla storia, i riti, i costumi e le prelibatezze “a chilometri zero” del nostro Veneto pedemontano e destinatario, nel 2011, del meritato premio “San Bassiano”, riservato ai benemeriti della città in occasione della Festa di San Bassiano.
Una passione irrefrenabile per le eccellenze della nostra terra, di cui è stato un apprezzato cantore, che il prolifico autore ha coltivato fino all'ultimo.
Aveva appena dato alle stampe, soltanto tre mesi fa, “A tavola dei Dì di festa - Dal Piave al Brenta, dal Brenta al Lastego e dintorni,”: goloso compendio di aneddoti e curiosità sulle usanze gastronomiche locali, realizzato in collaborazione coi Ristoratori Bassanesi e presentato in una brillante serata ai primi di dicembre all'Ufficio Iat di Bassano del Grappa. L'ennesima riprova del grande amore che il professore riservava ai tesori nascosti della cultura contadina e della tradizione agroalimentare di Bassano e dintorni. Il sedano di Rubbio e di Campese, la ciliegia di Marostica, l'olio di Pove, l'asparago di Bassano, il biso di Borso: nulla è sfuggito alla sua amorevole attenzione di ricercatore e scrittore.
Anche la storia e le tradizioni di Sant'Eulalia, la ridente frazione di Borso dove Celotto viveva con la moglie Marilena, gli devono moltissimo. E' stato lui il principale divulgatore - in articoli di stampa e in varie interviste televisive - dell'importante sarcofago romano di Caio Vettonio Massimo, conservato nella pieve di Sant'Eulalia.
Ed è stato sempre grazie a lui che i lettori e telespettatori contemporanei hanno riscoperto l'usanza del Pane Boenk: un pane “speciale” fatto di farina di mais e di frumento, con chicchi di uva passa e semi di finocchio, che veniva donato nella “terra di Misquile”, fuori dalle chiese, nel giorno dedicato ai morti.
Una tradizione antica, e perduta nel corso degli anni, che venne ripresa - e ripetuta ogni 1° novembre - grazie all'interessamento dell'Associazione Culturale Sant'Eulalia dei Misquilesi, di cui Celotto è stato uno dei principali animatori.
Antonio Francesco Celotto è stato un faro, la cui luce ha sempre cercato di illuminare e di difendere i valori delle radici locali, e delle cose autentiche, rispetto all'appiattimento della società globalizzata. Ora quella luce resta accesa nelle sue opere.