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MOSTRE
Sei artiste veneziane
Dal 16 febbraio, all’ex chiesetta dell’Angelo, una collettiva dedicata a sei percorsi artistici declinati al femminile
L’iniziativa è proposta dall’Associazione bassanese Questacittà. La mostra nasce sullo spunto di un pensiero critico di Francesca Brandes e da un’ideazione di Maria Teresa Sega, curatrici dell’esposizione veneziana. La collettiva bassanese, inserita nell’esclusivo spazio secentesco cittadino, intende fare emergere, nella modulazione delle motivazioni e delle scelte, l’iter che ogni artista ha seguito alla riscoperta – o alla nuova formulazione – di una voce espressiva propria.
opera di Florence Faval
La diversità delle tecniche e dei materiali usati impegna un ventaglio di possibilità: emergono un mondo sommerso sedimentato nel tempo, nella meditazione, e a tratti un’esplosione di istinto legato a modalità diverse di espressione che corrispondono a diversi stimoli, nature, radici visive e culturali. Le sei artiste veneziane in mostra sono Teodolinda Caorlin, Wanda Casaril, Florence Faval, Giulia Pitacco, Arsine Nazarian e Paola Signorelli.
Teodolinda Caorlin, con trama e ordito si dedica primariamente all’indagine della figura umana creando delle vere e proprie sculture tessili.
Lo stesso filo reso impalpabile, cromaticamente vibrante e sospeso, è il medium scelto da Wanda Casaril, docente di arte tessoria: una vita dedicata allo studio e alla sperimentazione dei valori e delle potenzialità del tessile.
Il segno inciso, l’elaborazione materica di carta, legno, metallo, la stampa d’arte e la creazione di sculture-oggetto-contenitori di reminiscenza duchampiana sono i caratteri dominanti delle opere di Florence Faval che spazia dalla pittura al libro per bambini, dall’assemblaggio neodada all’incisione, rivelando echi di segno nordico e la ricerca di un’infanzia dell’anima.
Giulia Pitacco realizza acquarelli di qualità raffinata; il suo interesse per le teorie del colore e della luce e l’attenzione posta ai procedimenti tecnici la conducono a realizzare opere di intensa astrazione.
L’armena Arsine Nazarian (nata a Venezia), si dedica alla ceramica, utilizza maiolica, raku, gres e semilavorati come tramite per ricollegarsi alla tradizione primigenia della materia, matrice, origine e tramite di ogni forma di sentire e di comunicare.
Paola Signorelli realizza opere che assumono il valore di icone del contemporaneo, lo fa tessendo assieme l’attualità di accenti pop e memorie di procedimenti dei manierismi rinascimentali.
La mostra, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e curata da Flavia Casagranda, verrà inaugurata sabato 16 febbraio alle ore 18 e sarà visitabile fino al 10 marzo, dal martedì alla domenica, dalle ore 15 alle ore 19. L’ingresso è libero.