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INDUSTRIA
Lavoro in Comune
“Progetto lavoro” di Etra: costituito un fondo per favorire la temporanea occupazione di disoccupati o esodati del territorio presso i Comuni soci della multiutility. Le persone già avviate al lavoro sono 92, entro aprile saranno 310
“I soci di Etra - aveva detto il presidente Stefano Svegliado - sono i 75 Comuni che hanno dato vita alla società per assicurarsi una gestione sana e controllata di servizi essenziali come l’acqua e l’ambiente. I veri soci, però, sono i 600 mila cittadini che usufruiscono dei nostri servizi. E se la crisi colpisce loro, è come se colpisse direttamente anche noi. Non possiamo che dare il nostro massimo contributo.”
Foto: archivio Bassanonet
Etra, quindi, ha destinato 800 mila euro per il Progetto lavoro (più 200 mila euro per chi ha difficoltà a pagare le bollette dei rifiuti), cifra alla quale si sono aggiunti 750 mila euro erogati dalla Fondazione cassa di risparmio di Padova e Rovigo e 250 mila messi a disposizione dalla Regione. Questa dotazione costituisce un fondo grazie al quale possono essere formate e assunte 310 persone senza lavoro e prive di altri sussidi o ammortizzatori sociali.
“Quando siamo venuti a conoscenza del Progetto lavoro - osserva Matteo Segafredo, presidente del Comitato per il Fondo Straordinario di Solidarietà promosso dalla Fondazione Cariparo, con la Caritas diocesana, la Camera di Commercio e la Provincia di Padova, la Fondazione Antonveneta -, abbiamo aderito con entusiasmo perché le finalità del “Progetto” coincidevano con quelle del “Fondo Straordinario” e la crisi sollecita moralmente e concretamente quanti hanno responsabilità verso il territorio. Del resto, la missione della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo è chiara: promuovere la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile. Ispirati da una visione di comunità aperta, solidale e incline all’innovazione, sosteniamo per questo motivo progetti e iniziative realizzati da istituzioni pubbliche e organizzazioni non profit con le risorse messe a disposizione dalla Fondazione e da tutti coloro che si sentono sollecitati alla solidarietà.”
“Abbiamo chiesto - spiega Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra - ai Comuni, e nello specifico ai Servizi sociali che ben conoscono le specifiche situazioni locali, di segnalarci i casi più bisognosi e meritevoli. Abbiamo preso contatto con 438 persone, un numero maggiore dei posti disponibili in modo da supplire a inidoneità dei candidati o a loro rinunce. Si sono presentati al colloquio di valutazione in 396. Le procedure completate riguardano 326 persone, 282 delle quali hanno già superato la visita medica pre-assuntiva; 265 hanno anche frequentato la formazione obbligatoria. Le persone avviate finora al lavoro sono 92, ed entro aprile tutte le 310 saranno operative. A loro vanno aggiunte quelle attivate autonomamente dai Comuni “sfruttando” il Progetto lavoro per ottimizzare le spese generali: 30 a Enego, 8 a Veggiano, 1 a Piazzola sul Brenta.”
Ai neo lavoratori, stipendiati per 6 mesi con 630 euro al mese, vengono affidati compiti finalizzati alla realizzazione dei progetti indicati dai Comuni per sopperire a lavori fermi da tempo e non eseguiti per mancanza di risorse, come la cura del verde pubblico, le dipinture di edifici, la gestione di archivi comunali.
“Il nostro intento - aggiunge Svegliado - non era puramente quello di fornire un sussidio temporaneo a chi è senza reddito, quanto insegnare una professionalità o comunque riqualificare lavoratori esclusi dal mercato. Per questo nel Progetto lavoro è inserito un percorso formativo, su misura per ciascuno, di 5 ore alla settimana per 6 mesi. Noi siamo molto felici per le persone che hanno interrotto il progetto avendo nel frattempo trovato un lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato per un periodo più lungo, poiché il reinserimento lavorativo è il nostro obiettivo. Segnalo inoltre che il Progetto lavoro è rivolto a chi ha più di 30 anni ma Etra si è impegnata personalmente ad assumere una decina di giovani under 30.”
Il progetto sta riuscendo grazie all’apporto di molti soggetti: da Confcooperative-Federsolidarietà, che gestisce le varie fasi, ai sindacati, che hanno sottoscritto l’accordo per il reinserimento lavorativo, fino alle Ulss 3 e 15, che hanno svolto gratuitamente le visite mediche dei lavoratori, evitando costi che sarebbero andati a intaccare il fondo.
“Vogliamo dare una possibilità a chi è al momento escluso dal mercato del lavoro per colpa della situazione economica non felice - conclude Manuela Lanzarin -. Anche questo è lavorare per e sul territorio. Si parla spesso della responsabilità sociale delle imprese; come società pubblica, Etra sente fortemente questo impegno. Oltre ad aiutare molti ex lavoratori a trovare lo stimolo per rimettersi in piedi, col nostro progetto vengono realizzate opere utili alla cittadinanza e i Comuni possono finalmente portare a compimento lavori per i quali non hanno più soldi.”