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IL "TICH" NERVOSO
Il Dinosauro e il Leon
Annotazioni fantasy a margine dell'affollata manifestazione di oggi a Bassano per il referendum sull'indipendenza del Veneto
Perché i partecipanti all'affollata manifestazione di questo pomeriggio a favore del referendum per l'indipendenza del Veneto, arrivati da tutta la regione e convenuti a Bassano - oltre 400 per le forze dell'ordine, alcune migliaia per gli organizzatori -, sono passati tutti davanti a lui, nel tratto del corteo che dal Ponte degli Alpini portava all'assembramento finale di piazzale Cadorna.
Le delegazioni dei Comuni di Rosà e di Cartigliano sfilano al corteo indipendentista in via Schiavonetti. Sullo sfondo il dinosauro di Palazzo Sturm (foto Alessandro Tich)
E l'enorme rettile dal lungo collo, catapultato dal Giurassico superiore ai giorni nostri, si è accorto che dopo 65 milioni di anni esiste un'altra specie - e cioè l'Homo Veneticus - che teme l'estinzione: oppressa da uno Stato italiano che, come ha affermato dal palco il leader del movimento indipendentista Alessio Morosin, è considerato “uno Stato straniero”. Al punto da chiederne la “legittima separazione” con lo strumento democratico del voto referendario, riservato a tutti i cittadini veneti dalle Dolomiti al fiume Po.
L'ospite preistorico ha imparato anche due parole in italiano, scandite ripetutamente per tutto il corso della manifestazione: “Li-ber-tà, li-ber-tà” e “In-di-pen-den-za, in-di-pen-den-za”. E si sarà ricordato dei suoi lontanissimi tempi, quando di fronte ai dinosauri dominatori bisognava tirare fuori le unghie per conquistare il proprio territorio: la forma primordiale di quella che oggi viene chiamata autodeterminazione dei popoli. Stando bene attenti a difendersi dai predatori: che oggi - come è emerso dall'intervento, davanti alla folla con le bandiere di San Marco, del governatore del Veneto Luca Zaia - sono rappresentati dai Tirannosauri romani, impegnati costantemente a divorare i 21 miliardi di euro che i veneti pagano ogni anno di tasse.
Povero Diplo: in mezzo a cotanto bailamme di slogan e rivendicazioni, si sarà sicuramente sentito un po' spaesato. Meno male che per farlo sentire meno solo, a lui che nell'era del mondo perduto era un re delle foreste, è riecheggiata la voce di un autorevole collega: il ruggito del Leon.