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CRONACA
Debora e Davide, è disgrazia
Rinvenuti i corpi senza vita dei due giovani alpinisti di Marostica e Rosà dispersi da domenica sul gruppo dell'Ortles in Alto Adige. Ritrovati a 500 metri dalla cima del Gran Zebrù, che dovevano scalare. Legati in cordata, sono precipitati insieme
Come già riferito in altro articolo, i due ragazzi erano partiti all'alba di domenica da un rifugio a quota 2900 metri per compiere l'escursione che dopo l'ascensione della montagna prevedeva il rientro a Solda, frazione di Stelvio.
Debora Meneghini e Davide Zanon (fonte immagine: tgcom24.mediaset.it)
Qui li attendevano i genitori di Davide, che domenica pomeriggio, non avendo più notizie dei due giovani, hanno lanciato l'allarme.
Le ricerche del Soccorso alpino coadiuvato dagli elicotteri erano state sospese domenica sera, per l'oscurità e ieri pomeriggio per la fittissima nebbia che gravava in quota sulla zona. I telefonini dei due escursionisti suonavano a vuoto e trattandosi di cellulari di vecchio tipo, preferiti per la maggiore durata delle batterie, non consentivano la localizzazione Gps.
Questa mattina le migliori condizioni del tempo hanno purtroppo reso possibile il macabro rinvenimento. Secondo quanto riferito dai soccorritori, i due ragazzi erano legati assieme. E' probabile che uno dei due abbia messo un piede in fallo, o abbia perso un appiglio, cadendo per 500 metri e trascinando nel vuoto il compagno di cordata.
In mattinata gli elicotteri hanno raggiunto il luogo della disgrazia per il recupero delle salme, che saranno ricomposte nella cappella mortuaria di Silandro.
Nonostante la giovane età, Debora Meneghini e Davide Zanon erano esperti di alta montagna e praticavano l'alpinismo già da anni. La ragazza, iscritta alla sezione Cai di Bassano-Marostica, era un'aspirante istruttrice di arrampicate e il ragazzo era aspirante istruttore della sezione Cai di Castelfranco Veneto di cui era socio.