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Ma Varda che storie
Oggi l'incontro tra i tecnici del Comune di Bassano e della Nico Vardanega Costruzioni per concordare le modalità di partenza del cantiere di restauro del Ponte. Con un nulla di fatto: già previsto un ulteriore incontro
“Oggi - informa la nota - c’è stato un incontro tra i tecnici della Ditta Vardanega ed i tecnici del Comune di Bassano del Grappa, alla presenza del sindaco Riccardo Poletto e dell’assessore Roberto Campagnolo, per approfondire le modalità di inizio dell’intervento relativo al progetto di consolidamento e restauro conservativo del Ponte degli Alpini.” “Ci sarà un ulteriore incontro - afferma nel comunicato il sindaco Poletto - non appena si saranno valutate le diverse possibilità di cantierizzazione.”
Foto Alessandro Tich
Stop. Passo e chiudo. Niente di meno e soprattutto niente di più.
Questo è quanto rende noto la sintetica comunicazione, di cui si segnala alla nostra attenzione l'aggettivo “ulteriore”. Il che significa che tra l'Amministrazione comunale e l'impresa appaltatrice Nico Vardanega Costruzioni Srl di Possagno, ad appena dieci giorni dalla firma del contratto d'appalto, non è stato ancora raggiunto l'accordo tecnico sui tempi e quindi anche sui modi di realizzazione dell'attesissimo intervento.
“Dopo un incontro fissato per venerdì con il Genio civile di Vicenza - dichiarava lo scorso 17 gennaio un altro comunicato stampa del Comune di Bassano a contratto siglato -, già dalla prossima settimana potrà iniziare la predisposizione del cantiere.” E invece no. La predisposizione del cantiere - dopo oltre un anno perso tra le carte legali della controversia Vardanega versus Inco e Comune - deve ancora aspettare. E il rapporto tra Comune di Bassano e Vardanega (un tempo avversari giudiziari e oggi forzatamente alleati a seguito di pronunciamento del TAR) deve ancora trovare la quadratura del cerchio. Perché proprio a seguito dell'incontro di venerdì scorso col Genio civile, che è l'organo istituzionale deputato alla difesa del suolo e all'attività di polizia idraulica relativamente al Brenta, è sorto l'improvviso nodo che non è stato ancora sciolto.
Le cose, succintamente, stanno così: secondo le disposizioni del Genio civile, i lavori di restauro che prevedono anche importanti operazioni in alveo possono essere effettuati in due “finestre” annuali, ovvero nei due periodi del calendario (pre-primaverile e estivo-autunnale) nei quali è statisticamente ridotto il rischio di piene del fiume. Una prescrizione addotta per evidenti motivi di sicurezza. Mentre la Vardanega, diversamente da quanto stabilito dalle direttive del Genio, sarebbe intenzionata a lavorare di fatto a ciclo continuo.
Non si tratta certo di una questione da poco. Anche perché il Genio civile - in quanto organo periferico dello Stato, e in quanto tale detentore delle opportune autorizzazioni a intervenire sulle acque del fiume - ha sempre il coltello dalla parte del manico. Comunque la si veda e comunque la si racconti, si tratta di un nuovo (speriamo) temporaneo impasse che non era stato previsto dalle sfere di cristallo e che attende ora una necessaria soluzione.
Per motivi tecnici, ma anche politici. Come noto, l'aggiornato cronoprogramma dei lavori per il ripristino e consolidamento statico del Ponte di Bassano è stato calcolato in circa due anni e mezzo. Grossomodo lo stesso periodo di tempo che rimane all'Amministrazione Poletto per concludere il proprio mandato e appuntarsi sul petto la medaglia del restauro eseguito, o in via di ultimazione, a metà del 2019. Ogni giorno di ritardo nella partenza dei lavori, pertanto, è un giorno perso per il recupero del malandato simbolo universale della città ma anche per la rincorsa al consenso di fine legislatura.