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ATTUALITÀ
Copia e spendi
Straordinarie storie di ordinaria burocrazia. Il Comune di Bassano impegna oltre 6400 euro di spesa per più di 200.000 copie eccedenti fatte con una fotocopiatrice acquisita a noleggio
Va da sé che queste mie frequenti incursioni nell'elenco degli atti dell'ente pubblico sono finalizzate alla ricerca di aggiornamenti relativi ad argomenti di rilievo: dal sofferto e non ancora iniziato restauro del Ponte (a proposito: nel momento in cui scrivo, del contratto d'appalto con la INCO Srl non c'è ancora traccia) alle altre grosse questioni dei Lavori Pubblici e dalle vicende di temporanea attualità come ad esempio il casino urbanistico del Burger King a tutti gli altri temi pregnanti della cosa pubblica cittadina.
Fonte immagine: sharp.it
Non pensiate tuttavia che l'albo pretorio online fornisca chissà quante informazioni sulle cose che contano dal punto di vista dell'amministrazione pubblica: poiché una consistente percentuale degli atti pubblicati è relativa a questioni di scarsa se non infima importanza, riferite all'organizzazione interna del Comune. Ma è proprio una di queste che oggi mi è saltata all'occhio. Per il semplice fatto che già dall'intestazione mi è sembrata significativa delle procedure operative e delle capacità di spesa a disposizione dell'apparato burocratico del Palazzo comunale: “Assunzione della spesa per le copie eccedenti relative a una fotocopiatrice multifunzionale acquisita a noleggio”.
Caspita: una faccenda davvero degna di un approfondimento.
Si tratta di una determinazione del dirigente comunale dell'Area 1^ - Risorse e Sviluppo relativa, per l'appunto, a una fotocopiatrice che è stata usata troppo rispetto al dovuto.
Non una fotocopiatrice qualsiasi, bensì una “apparecchiatura di stampa multifunzione a colori” acquisita a noleggio per un periodo di cinque anni tramite il portale degli Acquisti in Rete della Pubblica Amministrazione MePA, fornita dalla ditta Sharp Electronics Italia S.p.A. di Milano e da utilizzarsi presso gli uffici dell'Area 5^ - Urbanistica, Ambiente, Commercio, Sostenibilità, Mobilità.
Ordunque: il contratto di noleggio per l'utilizzo della macchina da copie è scaduto lo scorso 22 luglio e il contratto medesimo prevedeva, per i 60 mesi di durata, un numero massimo pari a 63.000 copie in bianco e nero e 27.000 copie a colori.
E invece, come rileva la determinazione dirigenziale, “al momento della disinstallazione dell’apparecchiatura si è verificato che nel corso del noleggio sono state effettuate 96.920 copie in bianco e nero e 196.338 copie a colori”.
Un utilizzo, per le sole copie a colori, ben oltre 7 volte superiore a quanto previsto dal contratto: e non venite a dirmi, alla faccia dei luoghi comuni, che i dipendenti comunali se ne stanno volentieri con le mani in mano. Ovvero, come specifica il documento del dirigente, “sono pertanto state eseguite 33.920 copie in bianco e nero e 169.338 copie a colori eccedenti rispetto a quelle previste a contratto”.
Dal momento che “il costo delle copie eccedenti rispetto a quelle previste a contratto era fissato in € 0,00541 per ogni copia in bianco e nero e € 0,03 per ogni copia a colori”, le 203.258 fotocopie totali realizzate in più sono “corrispondenti ad un costo complessivo pari a € 5.263,65 oltre IVA”. La qual cosa, presa la calcolatrice, fa un totale di 6.421,65 euro. Ed è questa la cifra che il Comune di Bassano pagherà alla Sharp Electronics Italia S.p.A. di Milano “per la spesa riguardante le copie eccedenti”.
Questo, dunque, è quanto. E i casi, come spesso accade, sono due: o il contratto di noleggio sottoscritto dal Comune di Bassano era già ampiamente inadeguato in partenza rispetto al volume medio di fotocopie generato dagli uffici dell'Area 5^, oppure gli uffici hanno ampiamente abusato dei limiti di riproduzione imposti dalle disposizioni d'uso dell'apparecchiatura. Tanto, alla fin fine, paga sempre Pantalone.
Lo so, lo so: rispetto alle cose di cui mi occupo solitamente, questa è un'emerita cazzata. Ma è anche vero che tante cazzate messe assieme danno il segno di un certo andamento del Paese. Quella che vi ho raccontato in questa occasione è solamente una delle tante straordinarie storie di ordinaria burocrazia. E vorrei vedere se i dipendenti di un'impresa privata, nel caso in cui la loro azienda fosse costretta a pagare oltre 6000 euro per fotocopie eccedenti, la passerebbero liscia.