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LIBRI
Piccole Librerie chiudono
Paola Bordignon ha annunciato la chiusura della sua libreria, aperta nel 2012 a Marostica
È stata annunciata con amarezza da Paola Bordignon, la sua proprietaria, in un post su Facebook l’imminente chiusura della Piccola Libreria Andersen di Marostica. «Quando chiude una libreria, non solo si chiude un capitolo della vita di chi l’ha gestita, ma anche una finestra su un mondo di infinite possibili conoscenze, si chiude un luogo d’incontro, di scambio culturale» scrive Paola, che prova a spiegare la decisione sofferta ma anche coraggiosa che ha dovuto prendere a una decina d’anni dal battesimo della sua libreria, che aveva aperto i battenti nel settembre 2012, come racconta il nostro articolo-intervista redatto a qualche mese di distanza che si può rileggere qui http://urly.it/3schm, dove si legge chiaro l'entusiasmo della giovane libraia per l'impresa che ha dato alla luce.
Piccola Libreria Andersen a Marostica
«Ho tentato di resistere alle librerie colosso, agli e-book, ad Amazon, al Covid, alla crisi, a una burocrazia sempre più farraginosa, alla vendita diretta degli editori che preferiscono scavalcare la mediazione della libreria e, non ultimo, alla triste realtà che la gente legge sempre meno». Non è bastato. La libreria è stata ospitata per alcuni anni in un locale di via Mazzini, è stata trasferita più tardi fuori dalle mura, nella zona di Porta Bassano, sempre accogliente e piena di spunti narrativi anche nell’arredamento, che parlavano di piccole storie di artigianato e artistiche.
Sono state diverse negli anni le iniziative e gli incontri promossi dalla libreria dalla titolazione importante, che pur “piccola” ha sempre cercato di diventare luogo di aggregazione e di riferimento culturale, soprattutto per gli autori del territorio. Nessun nome altisonante sulle locandine, di certo nessuno di quelli che richiamano le folle e fanno svuotare gli scaffali ma non hanno parentele neanche lontane con la letteratura, invece sempre spazio per realtà e associazioni orbitanti attorno alla Città degli scacchi e al Bassanese ma non solo, per corsi e attività rivolte ai grandi o indirizzate ai più piccoli, per le presentazioni di nuovi libri.
«Ho la speranza di non aver solamente venduto e consigliato libri, ma di aver “piantato un seme” nel cuore di adulti e bambini, quello dell’amore per la lettura», si avvia alla conclusione così la lettera inviata via social ai suoi clienti e lettori la giovane libraia, con belle parole che fanno pensare a una passione autentica, lontana dalle fredde leggi del commercio, che di certo continuerà a coltivare.