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LAVORO

L’industria alimentare rinnova i contratti

Accordo tra sindacati e imprese del settore: 280 euro in più e modifiche all’orario di lavoro

Pubblicato il 2 mar 2024 · Visto 10.703 volte

Luigi Marcadella · Giornalista

Prosegue la stagione dei rinnovi contrattuali all’interno delle categorie economiche. Nei giorni scorsi è stato siglato il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare tra Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e le associazioni delle imprese del settore. L’industria alimentare è uno dei pilastri del made in Italy che contribuisce in modo rilevante alle nostre esportazioni: in Italia occupa circa 55mila lavoratori, un quinto dei quali proprio nel Nordest.

Tavolo sindacale per il rinnovo contratto industriale alimentare

Un accordo, valido per il periodo 2023-2027, che tocca in primis la parte salariale, dopo due anni di inflazione a doppia cifra, e che appronta modifiche migliorative sul welfare e sull’orario di lavoro.

Nello specifico ai lavoratori dell’industria alimentare verrà garantito un incremento complessivo di 280 euro in busta paga, con una prima tranche retroattiva a partire dal primo dicembre 2023 (75 euro).

Successivamente nei primi 14 mesi di applicazione contrattuale i lavoratori andranno a recuperare un importo di 170 euro, il 60% dell’aumento totale previsto. Per i casi di mancata contrattazione di secondo livello si aggiungeranno altri 15 euro mensili rispetto a quelli già previsti.

Per la parte welfare è previsto un aumento di 4 euro per il fondo integrativo sanitario Fasa, mentre per il fondo di previdenza complementare Alifond il contributo a carico delle aziende arriverà a 1,5% (+0,3%, equivalente a 6 euro). È stato rafforzato inoltre il fondo a sostegno del congedo di maternità e paternità.

È prevista anche riduzione dell’orario di lavoro, che nel settore alimentare non subiva modifiche, a livello nazionale, da 30 anni. A partire dal 1 gennaio 2026 coloro che svolgono turni di 18 e 21 ore avranno una riduzione di 4 ore, a cui si aggiungeranno altre 4 ore l’anno successivo.

Dal 1 gennaio 2027 la riduzione di 4 ore si applicherà a tutti i lavoratori e le lavoratrici. Le parti si sono impegnate definire future ulteriori intese a livello aziendale con le Rsu per nuove riduzioni dell’orario di lavoro in caso di investimenti tecnologici che potrebbero impattare su produttività e occupazione.

Per i congedi parentali sono aumentate le ore retribuite per l’inserimento al nido e scuola dell’infanzia e per l’accudimento intra-generazionale per i genitori anziani, nonché per donne vittima di violenza. Il rinnovo contempla anche una parte di contrasto alla precarietà attraverso il dimezzamento della percentuale complessiva che passa dal 50% al 25% dei contratti a termine, in somministrazione e in staff leasing.

«L’accordo raggiunto rappresenta un traguardo importante sia per l’incremento economico che per le conquiste ottenute sul piano normativo per valorizzare il lavoro stabile e ben qualificato», hanno commentato tre Segretari generali Onofrio Rota, Giovanni Mininni e Stefano Mantegazza.