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ARTE
Tra suoni, luci e oasi, in Mirage
Sabato 6 luglio, al Vam di San Zenone, una serata tra arte e musica, all'interno delle iniziative del NU Fest di Veneto Jazz
Mirage, con protagonista Isaac de Martin (IKE & the Great Escape) intende celebrare in un connubio divertimento e musica, natura, forza vitale e mistero.
Isaac de Martin
Il via in preserale negli spazi della Villa, all’ora dell’aperitivo, con i dj set di Robert Funk (anima di “Selezioni in Nero”, programma del giovedì sera dedicato alla black music in onda su Radio Gamma 5) e poi con altre proposte musicali a cura di Sunny.
A seguire, a partire dalle ore 22, ci sarà il concerto di IKE, chitarrista, compositore e produttore musicale dai natali padovani e di stanza nel trevisano — ha origini britanniche — artista che ha viaggiato e lavorato molto a livello internazionale con all’attivo collaborazioni e progetti importanti, anche riguardanti il cinema e il teatro.
Musicalmente, ha pubblicato nel 2019 Construction Site (Irma Records), a cui sono seguiti The Great Escape e l’attuale On Higher Dreams, uscito lo scorso giugno per Outernational Underground.
Il suo gruppo è formato da Lorenzo Faraò, al sax baritono, Valerio Pascucci al sintetizzatore, Nicola Barbon al contrabbasso, Seydou Kienou alle percussioni, Braima Galissa alla kora e Jacopo Zanette alla batteria. Le immagini video proposte nel corso del concerto saranno a cura di Charlie Jungle. “Nei resti polverosi si forma un suono neoterico, ispirato dall'assorbimento del terreno nordafricano: è una musica che filtra antenati, fonde influenze e induce alla contemplazione”: queste le premesse che invitano all’ascolto partecipato.
In conclusione, ancora musica con le proposte scelte da Brando Calmonte.
Durante i dj set, sarà presente l’artista bassanese Angela Di Folco, impegnata a creare dal vivo e a restituire attraverso le immagini le suggestioni musicali e ambientali protagoniste della serata. Di Folco ha avuto occasione di dichiarare, a proposito dei suoi riferimenti artistici: «Tra le mie fonti di ispirazione compaiono Charles Baudelaire e la natura, grande e poliedrica. Proprio da quest’ultima provengono i più potenti riferimenti, usando i simboli che derivano dalle foreste e dall’animale come metafora per creare rappresentazioni pittoriche. L’utilizzo del colore è quasi completamente ridotto al nero, pigmento capace di rappresentare in modo esaustivo l’essenza delle cose».
La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e dettagli: http://info@villaworks.org; cell. 3450135292.
L’ingresso è riservato ai soci Acsi (per chi prenota la cena presso il ristorante “Il Bruno” la tessera è gratuita).