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ATTUALITÀ
Il 25 Aprile e le scelte che fanno discutere
Il consigliere Paolo Retinò critica l’organizzazione delle celebrazioni: “Serve più attenzione al decoro istituzionale e ai valori della Liberazione”
L’opposizione denuncia il caos organizzativo e il silenzio sui simboli: «Spazi insufficienti per l’orazione e niente Bella Ciao»
Al centro delle critiche, la sovrapposizione con il tradizionale mercato del sabato.
«Sono state molte le segnalazioni per la difficile convivenza con il corteo», sottolinea Retinò, evidenziando come in una ricorrenza «forse la più significativa della nostra Repubblica» sarebbe stato opportuno prevedere limitazioni o una diversa disposizione degli stand. In particolare, vengono indicati come punti critici l’area sud di piazza Garibaldi e il passaggio stretto in piazza Libertà, nei pressi della loggetta del Municipio.
«Una soluzione temporanea — osserva — avrebbe garantito maggiore decoro istituzionale e rispetto per una celebrazione così sentita».
Altro nodo riguarda la scelta della Chiesa di San Bonaventura per l’orazione civile del professor Favero.
Le dimensioni della sala, secondo il consigliere, si sono rivelate insufficienti: «Molte persone sono rimaste fuori, tante quante quelle riuscite a entrare». Un segnale, aggiunge, della forte partecipazione cittadina che «richiede spazi adeguati per garantire a tutti di seguire gli interventi istituzionali».
Non manca poi una riflessione sul piano simbolico e musicale. Retinò definisce «apprezzabile» l’esecuzione dell’Ode to Joy, proposta anche in considerazione della presenza del sindaco di Mühlacker, ma giudica «stonata» l’assenza dell’Inno di Mameli.
«In una festa civile come il 25 aprile — osserva — l’inno nazionale rappresenta un momento di unità che va oltre le appartenenze politiche».
Infine, il passaggio sulle scelte musicali: accanto alla "La canzone del Piave", secondo il consigliere sarebbe stato «coerente» inserire anche "Bella ciao", «un canto popolare conosciuto in tutto il mondo come simbolo di libertà e resistenza».
Un brano che — ricorda citando la giornalista Lilli Gruber — continua a rappresentare «la fine del regime fascista e dell’occupazione nazista» e a rinnovare i valori costituzionali.
Da qui l’invito a migliorare l’organizzazione futura: «Il 25 aprile è il momento fondativo della nostra democrazia e va curato in ogni dettaglio, nei fatti e nei simboli». Un contributo, conclude Retinò, che la minoranza consiliare intende offrire «con spirito costruttivo e nell’interesse della comunità».