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Lo spirito alpino conquista Genova: folla e sfilate per l'incontro nazionale
Record di presenze per le Penne Nere. Il presidente Rugolo (Ana Montegrappa): «Unità nazionale tangibile tra la gente»
L’Adunata entra così nel vivo in un clima di festa che coinvolge residenti e visitatori.
Un'istantanea della 97ª Adunata Nazionale degli Alpini in corso a Genova ( Foto ANA)
In ogni angolo della città si intrecciano dialetti, storie e tradizioni diverse, mentre le sezioni alpine sfilano accompagnate dalle fanfare e dai vessilli delle associazioni territoriali.
Gli Alpini restano uno dei simboli più riconoscibili del volontariato italiano: una presenza costante nelle emergenze, nella Protezione civile e nelle attività sociali che, ancora oggi, continua a raccogliere consenso e partecipazione.
Tra i gruppi presenti a Genova c’è anche la sezione Ana Montegrappa.
Per raccontare il clima dell’Adunata abbiamo raccolto le parole del Presidente Giuseppe Rugolo.
Presidente Rugolo, che accoglienza avete trovato a Genova?
«Un’accoglienza straordinaria, ma a essere sincero non ne avevamo dubbi: il legame tra la gente e le Penne Nere è profondo e radicato. Abbiamo trovato una popolazione affettuosa e rispettosa; i cittadini ci fermano per strada e sono felici di vederci sfilare. Il momento più bello è sentire tutti questi dialetti che si intrecciano: è la prova tangibile di come gli Alpini riescano ancora a unire l’Italia. Le persone sanno che siamo i primi a tendere la mano verso chi è in difficoltà e, proprio per questo, ci stanno dimostrando un affetto che ci emoziona.»
Alla vigilia si era parlato di possibili tensioni. Qual è invece la vostra percezione?
«Il clima che respiriamo è di assoluta serenità: il calore delle persone conta molto più delle parole scritte sul web. Il problema non è lo strumento in sé, ma l’uso che se ne fa. In questi giorni abbiamo letto commenti polemici, ma chi conosce gli Alpini sa quale sia il nostro ruolo concreto nei territori. Noi continuiamo a rispondere con lo spirito di servizio e con la presenza accanto alle comunità, convinti che il dialogo e l’incontro valgano più di qualsiasi polemica.»
Presidente, l’Adunata di Genova può essere l’occasione giusta per riavvicinare le persone alle Penne Nere, se mai ce ne fosse stato bisogno?
«Il cuore alpino è sempre stato unito e questa Adunata ne è la conferma. Le nostre sezioni cooperano da sempre, perché sappiamo che l’unione è la nostra forza. Non so se ci sia bisogno di un riavvicinamento, perché le persone ci sono sempre state vicino, ma di certo questa festa ribadisce che noi ci siamo e ci saremo sempre per tutti. Siamo costantemente al fianco di chi è in difficoltà: lo facciamo con grande cuore e senza fermarci mai, convinti che questo sia il modo migliore per dare concretamente una mano. Qui a Genova si incontrano storie e territori diversi, ma il senso di appartenenza è unico: siamo qui per stare tra la gente, con il rispetto che ci contraddistingue.»
Tra le vie del centro storico, il porto antico e le piazze affollate, l’Adunata continua a colorare Genova di tricolore.
E se nei giorni precedenti non sono mancate polemiche e discussioni, la risposta della città sembra aver raccontato soprattutto altro: partecipazione, rispetto e vicinanza verso le Penne Nere.
La città ci restituisce l’immagine di un’Italia che riesce ancora a ritrovarsi attorno ad una tradizione di volontariato che continua a parlare a generazioni diverse.
Un segnale positivo e di speranza che lascia spazio all’idea di un Paese capace di riconoscersi unito.