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POLITICA

Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni

I parlamentari di centrodestra fanno muro e puntano il dito contro la consigliera Luisetto: «Accuse strumentali e privi di fondamento da chi distorce i fatti»

Pubblicato il 2 ago 2026 · Visto 20.483 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

Non si placa lo scontro politico sull'esito dell'ispezione ministeriale legata alla gita a Trieste della scuola primaria «Cuman Pertile» di Marostica.
Dopo le dichiarazioni della consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto, che aveva sollecitato le scuse degli esponenti del centrodestra alla luce della regolarità amministrativa rilevata dagli accertamenti, arriva la controreplica congiunta del deputato Silvio Giovine e dell'europarlamentare Elena Donazzan, entrambi di Fratelli d'Italia. Per i due parlamentari, l'assenza di irregolarità formali non cancella l'inopportunità educativa dell'iniziativa: «Un conto è accertare che date, autorizzazioni e documenti siano formalmente corretti, un altro è valutare se sia educativo far vivere a bambini di quinta elementare l’esperienza di immigrati clandestini».

Di seguito il testo integrale del comunicato inviato da Silvio Giovine ed Elena Donazzan.

«È inutile che la consigliera Luisetto continui a confondere una questione procedurale con la valutazione di merito di un’iniziativa che riteniamo profondamente sbagliata. Nessuno ha mai messo in discussione la verifica amministrativa svolta dall’Ufficio scolastico regionale. Ma un conto è accertare che date, autorizzazioni e documenti siano formalmente corretti, un altro è valutare se sia educativo far vivere a bambini di quinta elementare l’esperienza di immigrati clandestini, simulando il loro percorso e il tentativo di sottrarsi ai controlli delle forze dell’ordine», dichiara Silvio Giovine, deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Vicenza.

«La verifica richiamata dal Provveditorato – prosegue Giovine – riguarda esclusivamente il corretto iter amministrativo e, come lo stesso Ufficio scolastico ha precisato, non entra nel merito dell’iniziativa. È esattamente quel merito che ho chiesto al Governo di valutare tramite formale interrogazione. Riteniamo che la scuola debba formare cittadini liberi e consapevoli, non coinvolgere bambini di dieci anni in attività che rischiano di trasmettere una lettura ideologica di un fenomeno complesso come l’immigrazione irregolare o, peggio ancora, di rappresentare le forze dell’ordine come un ostacolo da eludere. Le famiglie hanno il diritto di sapere quali contenuti vengono proposti ai loro figli e di discuterne apertamente, senza essere accusate di alimentare odio o xenofobia».

«La sinistra tenta di liquidare la questione come una polemica artificiale perché non vuole affrontare il nodo centrale: l’inopportunità educativa di quel progetto», afferma Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia. «Nessuno mette in discussione il valore della solidarietà, ciò che contestiamo è la scelta di far immedesimare bambini della scuola primaria nell’esperienza dell’immigrazione clandestina attraverso attività immersive che veicolano inevitabilmente una precisa impostazione culturale. La scuola deve fornire strumenti critici, non costruire percorsi che rischiano di orientare il giudizio degli alunni su temi tanto delicati e divisivi».

«Le dichiarazioni di Luisetto – concludono Giovine e Donazzan – dimostrano la volontà di spostare il dibattito su un piano che nessuno ha mai contestato. La vera domanda resta senza risposta: è opportuno proporre a bambini di dieci anni un’esperienza di questo tipo? Noi continuiamo a ritenere di no».