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POLITICA

Crisi idrica, il Brenta a secco e il Comune tace

I dati shock sulla portata del Brenta (-23%) non bastano a smuovere il Sindaco. Scatta la protesta: «Non è più tempo di rinvii»

Pubblicato il 11 ago 2026 · Visto 864 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

«È evidente che non possiamo considerare questa una normale estate siccitosa». Paolo Retinò porta l’emergenza idrica al centro della discussione politica bassanese e chiede al sindaco di intervenire con un’ordinanza per limitare gli usi non essenziali dell’acqua potabile.
Il consigliere comunale di Bassano per tutti – Europa Verde richiama lo stato di emergenza dichiarato dalla Regione e concentra l’attenzione sulla situazione del Brenta e sull’utilizzo dell’acqua potabile per l’irrigazione del verde privato.

Mancano 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua, ma per il Comune di Bassano va tutto bene.

Con l’Ordinanza del Presidente Stefani del 1° luglio 2026 è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale per deficit idrico su tutto il territorio.
I numeri richiamati da Retinò sono pesanti: nell’anno idrologico in corso mancano quasi 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua e le portate di Brenta e Piave sono inferiori del 23% rispetto alle medie storiche.
La situazione, secondo il consigliere, è evidente anche nel territorio bassanese.
«Il Brenta, soprattutto a valle di Bassano, è ridotto a una portata impressionante», scrive Retinò, riferendo inoltre che «in questi giorni ricevo decine di segnalazioni di cittadini che denunciano irrigazioni di giardini con acqua potabile per ore, in alcuni casi anche durante tutta la notte».
Retinò sottolinea: «Siamo in una situazione di crisi riconosciuta addirittura dalla Regione e, proprio per questo, anche gli usi dell’acqua potabile devono essere sottoposti a una maggiore attenzione».
È su questo punto che arriva la richiesta diretta all’amministrazione comunale. «A Bassano, però, non è ancora stata adottata un’ordinanza sindacale per limitare gli usi non essenziali dell’acqua», sottolinea Retinò.
Il consigliere precisa che «non si tratta di colpevolizzare i cittadini né di impedire ogni utilizzo dell’acqua per il verde privato».
Si tratta, spiega, di «stabilire delle priorità»: «in una situazione di deficit idrico, l’acqua potabile deve essere innanzitutto garantita per gli usi essenziali».
Da qui la richiesta al sindaco di intervenire immediatamente. Retinò chiede «un’ordinanza che limiti l’utilizzo dell’acqua potabile per l’irrigazione di giardini e prati e per gli altri usi non essenziali», accompagnandola «con adeguate attività di informazione e controllo».
Una richiesta che arriva mentre altri Comuni veneti si sono già mossi in questa direzione. Per Retinò, «Bassano non può arrivare dopo gli altri»
Retinò usa parole nette sull’utilizzo dell’acqua potabile per l’irrigazione: «Perché mentre il Brenta soffre, mentre i fiumi veneti sono ai minimi e mentre la Regione dichiara formalmente lo stato di emergenza, vedere irrigatori che continuano a funzionare per tutta la notte non è soltanto uno spreco. È un gesto immorale verso la nostra Casa Comune».

Retinò conclude: «La crisi è già qui. Il Sindaco intervenga. Subito».