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ELEZIONI 2009

D'Agrò: “Non sarò l'ombra di Cimatti”

Intervista all'esponente UDC dopo l'esito elettorale per il Comune di Bassano. “Una rivincita sulle chiusure del centro-destra rispetto al mio partito”

Pubblicato il 24 giu 2009 · Visto 2.246 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

Alla prima festa spontanea per Cimatti-sindaco, lunedì pomeriggio in Municipio, c'era anche lui. Luigi D'Agrò, già assessore comunale e regionale e già parlamentare, politico bassanese di lungo corso ed esponente dell'UDC, non è mancato all'investitura del nuovo primo cittadino, che è suo amico e collega di partito.
In campagna elettorale ha corso per Cimatti, ma restando sempre dietro le quinte: cosa insolita per uno come lui, che non disdegna le luci della ribalta.

Luigi D'Agrò: "Hanno vinto il cambiamento e l'idea di un nuovo messaggio amministrativo"


- On.D'Agrò: come spiega la vittoria, così netta, di Cimatti rispetto a Torresan?
- “Sono passate due idee fondamentali: una è il cambiamento e l'altra un nuovo messaggio amministrativo, che non guarda alla programmazione di interessi e al mantenimento del consenso ma a modificare la città.”

- Lei, notoriamente, è un uomo vicino a Cimatti. Ma per tutta la campagna elettorale la sua voce, pubblicamente, non si è sentita...
- “Non aveva significato dare voce al mio interesse per Cimatti. Il lavoro preparatorio è avvenuto in un contesto di relazioni fatte al riguardo di persone attorno a un nuovo progetto che all'inizio pareva quasi folle. Non è pensabile sbandierare un obiettivo, e non certo attraverso la pubblicità personale.”

- L'esito del voto a Bassano può rappresentare in qualche modo una sua rivalsa nei confronti della passata Amministrazione, con la quale i suoi rapporti non sono mai stati teneri?
- “Io non ce l'ho con la passata Amministrazione. Vorrei ricordare che in più di un'occasione ho tentato di dialogare con i responsabili del centro-destra per inserire l'UDC a pieno titolo in un progetto di alleanza. Si è sempre arrivati al filo di lana, per poi approdare a nulla. Qualcuno ha detto che dipendeva dalla mia presenza, considerazione utilizzata anche dentro l'UDC per giocare una “partita monca” dentro il partito. Se non c'erano al ballottaggio in coalizione con Cimatti non entravano neppure in consiglio comunale.
Il risultato del voto è una rivincita rispetto alla chiusura e ai “no” sulla mia pelle nei confronti dell'UDC, ma anche alla strumentalizzazione che il centro-destra fa dell'UDC: quando è indispensabile lo accoglie al secondo turno, quando invece è irrilevante gli fanno la corte fino all'ultimo per poi lasciarlo all'asciutto.”

- D'Agrò sarà un “assessore ombra” di Cimatti?
- “Io ho una personalità che difficilmente riesce a stare nell'ombra e a manifestare, nello stesso tempo, i propri convincimenti. Darò a Stefano quei suggerimenti che mi saranno chiesti, ma non saranno molti. Abbiamo condiviso una stagione politica per dieci anni insieme e lui conosce il mio modo di pensare. Ritengo che per il concetto di “mani libere” su cui Cimatti ha fondato il suo progetto bisogna lasciarlo fare, anche sbagliando. Sta lì la vera novità del ragionamento che la gente ha accolto. Nell'eventuale errore ci sarà la benevolenza, perché non c'era un interesse personale da difendere.”