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IL "TICH" NERVOSO

E Silvia “brucia” anche la Lega

Il giovane sindaco di Cassola, del PdL, batte tutti sul tempo e in tema di ronde ruba la scena al Carroccio

Pubblicato il 19 ago 2009 · Visto 3.673 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

Se il buongiorno si vede dal mattino - anzi, dalla sera, visto che si tratta di pattugliamenti notturni - dobbiamo proprio riconoscerlo: a Silvia Pasinato, giovane neo-sindaco di Cassola e “figlia d'arte” dal cognome pesante, non manca di certo il fiuto politico.
Consigliata forse dal suo influente papà, ha capito prima di tutti che l'argomento “ronde” e sicurezza, nel cuore dell'estate, fa notizia. Soprattutto nel periodo di Ferragosto, quando le case lasciate vuote dai cittadini in vacanza sono un classico obiettivo dei malintenzionati.

Silvia Pasinato: la sua "ronda" si è trasformata in un exploit mediatico

Nel frattempo, in attesa che il discusso decreto sulle “ronde” firmato dal Ministro leghista Maroni trovi la sua macchinosa applicazione, il tempo passa. E così la giovane Silvia - 30 anni, bionda e carina - ha bruciato tutti, sindaci leghisti compresi: mettendosi a capo di una pattuglia notturna della Polizia Locale che ha scandagliato il territorio fino all'alba.
La notizia è rimbalzata a grandi titoli sui giornali anche nazionali: inevitabile, vista la novità. Un sindaco che anticipa il decreto Maroni, in attesa della sua ufficialità, non è cosa da poco. E anche i suoi colleghi assessori e quelli del Comune “unito” di Mussolente dovranno fare altrettanto: mettendosi a turno a disposizione della Polizia Locale, ogni sera e per tutta la settimana, invece di andare al mare.
E' proprio curiosa la vita, soprattutto per gli amministratori locali: Silvia Pasinato, eletta a Cassola coi voti del PdL, è diventata famosa nel giro di una notte giocando sul terreno preferito della Lega.
Perché la primogenitura, in tema di controlli volontari del territorio, va riconosciuta in tutto e per tutto al partito di Bossi. Ne rappresenta in assoluto un suo cavallo di battaglia e il Ministro dell'Interno, il padano Roberto Maroni, lo ha tramutato in legge.
Mancava un sindaco “alla Gentilini” che prendesse a cuore la causa e desse il “buon esempio”, in attesa che i Comuni ricevano definitivamente le “istruzioni per l'uso” - ancora piuttosto incerte - sull'effettiva applicazione della delicata novità.
Quel sindaco ora c'è, ma è del partito di Berlusconi. E non ci sorprenderemmo se Silvia, dopo il suo exploit soprattutto mediatico, ricevesse nientemeno che i complimenti di Silvio.