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CALCIO
Ecco i motivi delle sostituzioni col Prato
Beghetto: “L’esito della gara mi dà più noia che soddisfazione. Inaccettabili tutti quegli errori individuali”.
Massimo Beghetto è dispiacito: la sua squadra crea tanto ma raccoglie poco (foto Roberto Bosca)
I cambi sono parsi inadeguati o, comunque, tardivi. Buelli avrebbe dovuto avere maggior tempo a disposizione per poter incidere, La Grotteria non stava dando segnali di cedimento e Vecchio avrebbe dato sostanza e prepotenza fisica ad un centrocampo leggerino, soprattutto dopo il passaggio al centrocampo a tre: “Il rombo è un sistema di gioco che abbiamo provato da pochissimo tempo. Se toglievo Iocolano ero vincolato a giocare fino alla fine in quel modo. Togliendo Iocolano per Vecchio non avrei potuto rischierare la squadra col 4-4-2 e mi sarei limitato lo spazio per poter manovrare dalla panchina. I meccanismi per giocare col rombo, inoltre, non sono ben rodati e non me la sono sentita di rischiare. Anche Baido mi è piaciuto sia dietro le punte che come esterno perché sa saltare l’uomo e liberare i compagni al tiro. Le sue caratteristiche andranno meglio sfruttate da trequartista in determinate circostanze mentre adesso diventa un po’ più difficile riproporlo”. Con l’ingresso di Buelli ho cercato di dare più lucidità negli ultimi venti metri ma non abbiamo avuto il tempo (l’ingresso della terza punta è avvenuto al 43’ della ripresa ndr)”. Ultimamente salta all’occhio che Favret si propone palla al piede sulla trequarti trovandosi poi in difficoltà nel concludere l’azione o nell’effettuare l’ultimo passaggio, per una questione di caratteristiche. Il gol al Prato ha premiato i suoi sforzi ma, probabilmente, sarebbe più ragionevole che quel tipo di movimento fosse ad appannaggio degli esterni di centrocampo: “In questo momento, quando c’è una reazione, si cerca anche di andare oltre a quelli che sono i proprio compiti. Stefano è un generoso e certe volte si trova a portare avanti delle azioni che sarebbe più consono concludesse qualcun altro. Invece l’andare alla conclusione sulle seconde palle (quelle ribattute dalla difesa avversaria ndr) è una cosa che stiamo provando e questa volta, finalmente, è andata bene”.
Alla luce degli ultimi risultati c’è il rischio che emerga la sensazione dell’incompiuta, che prevalgano ansia e timore. Il calcio non è una scienza esatta, nessuno ha la bacchetta magica ma il pericolo esiste: “Paura e timore penso che nell’ultimo mese ci possano esser stati alla fine di ogni partita. Penso al rigore sbagliato con la Colligiana, la partita col San Marino. La cosa che mi fa ben sperare è che abbiamo dimostrato per l’ennesima volta di essere una squadra di carattere e che non molla mai”.