Notizie · notizie.bassanonet.it
ELEZIONI REGIONALI 2010
Giuseppe Bortolussi: “Al Veneto serve la programmazione che non c'è”
Incontro a Bassano col candidato presidente del Centrosinistra alle elezioni regionali. “La Lega ha la capacità di distorcere la realtà”. "L'economia del Veneto è a vocazione ecologica"
Giuseppe Bortolussi, candidato alla presidenza del Veneto per il Centrosinistra, parla a ruota libera in Sala Tolio a Bassano nella conferenza stampa, allargata ai simpatizzanti, organizzata dal circolo cittadino del Partito Democratico.
Giuseppe Bortolussi: "Il futuro della piccola impresa è nell'economia verde"
Solo uno dei mille appuntamenti del suo tour de force in giro per il Veneto, che lo ha portato oggi a fare tappa nel nostro territorio: in mattinata incontro con gli agricoltori in una serra a Mussolente, a mezzogiorno la deposizione di una corona in Viale dei Martiri, a pranzo a Rosà l'incontro di presentazione degli otto candidati provinciali del PD al Consiglio Regionale, nel pomeriggio la visita al Museo della Ceramica di Nove e all'Istituto Palazzolo di Rosà, poi un aperitivo con le categorie economiche a Thiene e in serata, a Marostica, un incontro con le categorie economiche e i sindacati del Bassanese e del Marosticense sui temi “del lavoro, dell'impresa e della qualità della vita nel Veneto”.
Introdotto, all'incontro stampa, dai due candidati alle regionali Mauro Beraldin e Claudio Rizzato e salutato alla fine dal sindaco Stefano Cimatti - che lo ha definito “indipendentemente da come andrà a finire, quanto di meglio potesse entrare in questa campagna elettorale" - Bortolussi parte in quarta su quelle che, a suo dire, sono le grandi colpe del Carroccio.
“La Lega - afferma - ha la capacità di distorcere la realtà. Sono loro che “non hanno fatto” in dieci anni di governo in Regione. Manca lo Statuto regionale? Se volevano, lo Statuto ci sarebbe stato. Nel Veneto manca la prima infrastruttura immateriale: la programmazione, che non c'è. Manca un piano Sociosanitario, un Piano energetico per le energie rinnovabili, un Piano per le Cave, per i Rifiuti, per il Commercio, il PTRC. In che direttrici di sviluppo stiamo andando?”
“Il project financing? Attenti al trucco - ammonisce -. Non è vero che sono “i schei che torna alla comunità”. Basta vedere il dato del residuo fiscale, che è la differenza di quanto noi paghiamo a Roma e di quanto torna nel Veneto. Ogni anno noi lasciamo a “Roma ladrona” 6 miliardi di euro, che non tornano indietro. Un diritto che la Lega non ha saputo difendere e sul quale continua a mistificare. Con il project financing, usato per le infrastrutture come la Pedemontana, noi paghiamo due volte: con i soldi per il progetto di finanza e con i soldi lasciati a Roma che dovrebbero servire a costruire le strade. All'on. Miccichè, deputato siciliano del Pdl, è bastato invece minacciare di staccare il partito in Sicilia per avere dal governo, per la sua Regione, 8 miliardi di euro.”
“Zaia? Rifiuta il confronto - incalza Bortolussi - e ha mezzi 20-30 volte superiori ai nostri. Come ministro parla quando vuole ma evitando il confronto impedisce agli altri di parlare. E' una campagna elettorale dopata.”
“Il futuro? Io sono contro il nucleare, gli inceneritori, i termovalorizzatori perché non ce n'è bisogno. Il Veneto è il cuore verde d'Europa, dobbiamo sfruttare le risorse che abbiamo. Con la conversione idroelettrica, le biomasse, i pannelli fotovoltaici, la sperimentazione a idrogeno che è già attiva a Porto Marghera. Siamo la seconda Regione in Italia per la raccolta differenziata: la cultura ecologica, nei Veneti, è di base e il Veneto ha un'autentica vocazione all'economia ecologica. Queste cose non le dico solo adesso, ma le dicevo già anni fa.”
“Il Veneto - continua il candidato presidente - sta passando da un'economia di produzione, che comunque rimarrà, a un'economia di servizi. Dobbiamo governare questo futuro. Basta con le scelte scellerate di consumo del territorio.
L'economia verde deve salvare i centri storici, le colline, il patrimonio del nostro paesaggio. E deve puntare sulla famiglia, che è il perno della piccola impresa: nel turismo, nel commercio, nell'artigianato. Meno burocrazia e più risposte. La piccola impresa per il 98% ha meno di 20 addetti e per il 95% ne ha meno di dieci, eppure garantisce l'80% dei nuovi posti di lavoro all'anno.”
“Ci vuole quindi - conclude Bortolussi - un piano strategico, serve fare le strade senza project financing e farci arrivare da Roma i soldi di cui abbiamo diritto. Per questo, quando qualcuno mi dice: “vojo cambiare, voto Lega”, secondo mi no ga capio proprio niente.”