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LA LOCOMOTIVA DELLA LIBERTÀ
In mezzo all'oceano
La locomotiva della libertà dopo oltre due mesi di viaggio ha raggiunto le Isole Canarie sempre nella loro straordinaria maniera. Nicola Zolin ci racconta le ultime settimane del loro viaggio incredibile.
Benjamin, Raphael e Nicola Zolin (con la t-shirt di Bassanonet) in mezzo all'oceano
Quasi due mesi di viaggio, circa 6000 km percorsi tra strade e mari, una destinazione ancora lontana (l’America), migliaia di momenti vissuti lungo il cammino che tutti insieme si sommano ed insieme creano un immenso respiro di pace e soddisfazione. Ogni giorno, al momento di chiudere gli occhi, mi rendo conto di aver oltrepassato un altro limite, mi rendo conto che la percezione della vita dipende dal modo in cui la guardiamo, che vi é una chiave di volta che porta alla luce, che ogni ricerca porta ad un traguardo e nel traguardo un nuovo percorso per un nuovo affascinante cammino.
Ci sentiamo oggi piu’ umani che mai, consapevoli che la condivisione e’ la soluzione della vita e che ogni essere umano possiede al suo interno tutte le risposte che stiamo cercando. I volti incontrati in questi giorni di movimenti si sovrappongono tutti insieme componendo una sola ed unica visione, un sorriso pieno di speranza e voglia di vivere.
La Locomotive della liberta’ e’ oggi alle Isole Canarie, salpata dopo un viaggio al limite del possibile a bordo della “Robin des Mers”, imbarcazione di 10 metri che ci ha trasportato da Agadir fino a Fuerte Ventura. Due giorni di navigazione nel bel mezzo di un mare particolarmente agitato che ha seriamente messo alla prova i nostri stomaci ancor non troppo avventurieri. E’ il capitano Robin che ci ha ospitato a bordo del suo veliero, rendendo possibile il nostro primo barco-stop, nonche’ la nostra piu’ intensa esperienza a contatto diretto con l’infinita’ del mare. La sensazione di navigare a mare aperto, in mezzo ad onde grandi come noi stessi che danno la sensazione di poterci ribaltare, e’ fino ad oggi uno dei momenti piu’ intensi di questo incredibile viaggio. L’idea quindi di trovare un passaggio da un’imbarcazione e viaggiare attraverso i mari, spinti dal vento e dalle onde, nella maniera piu’ ecologica possibile e’ quindi una possibilita’ che concreta che cercheremo di impiegare presto per arrivare dall’altra parte dell’Oceano e scoprire cosi’ il terzo continente del viaggio, l’America.
Due mesi di viaggio, due mesi senza utilizzare in alcuna forma il denaro. Vivere senza soldi, oltre ad essere possibile é assolutamente interessante. Mai avremmo potuto comprare certi momenti vissuti: svegliarsi e trovare due colazioni pronte accanto al corridoio dove avevamo passato la notte, chiedere i resti di ristoranti e hotel e finire la serata seduti a chiacchierare e a mangiare di fronte al titolare del locale, mangiare prelibatezze delle pasticcerie che sarebbe state buttate vie altrimenti, semplicemente perche’ vecchie di un giorno! Ci nutriamo ogni giorno di ció che non viene utilizzato dalla gente...tre persone in meno che partecipano al grande banchetto consumistico quotidiano...
Il passo tra il Marocco e le isole Canarie e’ stato piuttosto radicale, l’atmosfera marocchina si é dissolta lasciando spazio a negozi e ristoranti, costruiti tra spiagge e montagne vulcaniche. Gli ultimi giorni in Marocco si sono susseguiti di piccoli momenti indescrivibili. L´amicizia di noi tre compagni d´avventura si é solidificata in ogni giorno di piú passato nelle strade delle cittá di un paese magico come il Marocco, le quali strade sono diventate ogni giorno di piú come le strade di casa. Il sole che splende ogni mattino sui colori e sulle ombre delle vie, su quei corpi avviluppati in tuniche, veli e foular diversi, creano ogni giorno un’aurea di tranquillita’ senza tempo. Gli spontanei “Salammalikum” e quel successivo “Labes? Beher", saluti cosi’ semplici, essenza del popolo marocchino: pacifico, sereno, curioso, semplice. Sorrisi veri di uomini che incrociano il tuo cammino anche solo per un istante, in quell’intervallo di tempo che connette gli occhi di due uomini che vengono da due mondi diversi, portando nella loro profondita’ le esperienze della loro vita. Quell’immensa abitudine di stringere la mano di chiunque incroci il tuo cammino e quel posare la mano in automatico fino al petto, dove risiede il cuore.
Un cuore immensamente grande quello della gente marocchina, a dispetto di migliaia di opinioni negative raccolte da persone che questo paese non hanno mai conosciuto davvero. Un’umanita’ che si esprime in altruismo, in aiuto nel momento del bisogno. Il Corano scrive che quando un “passeggero” entra nella vita di un mussulmano, quest’ultimo ha il dovere morale di aiutarlo per almeno tre giorni. E’ tale attitudine che tra le altre, ha aperto ai nostri occhi la semplicita’ genuina e l’ospitalita’ giovale di questo popolo, sempre pronto ad aprirci la porta delle loro case e di farci accomodare ad un tavolo, di fronte ad un gustoso e tipico bicchiere di the. “Nahlu Kuluna Uahed”, siamo tutti uno, tutti la stessa cosa.
Per assurdo pero’, molti marocchini sono divisi l’uno con l’altro da un sentimento di paura e di sfiducia. Una paura che é niente piu’ che un sentimento basato sull’ignoranza, una paura dell’altro che e’ purtroppo riflessa in molte delle nostre societa’, inquinate dalle nozioni di proprieta’ e dal generalismo creatore di paure taglienti ed invisibili dei mezzi di comunicazioni di massa. Molti dei marocchini incontrati ci ha messo all´erta sulla presenza di ladri, che peró non abbiamo mai visto neanche minimamente. Un "Salammalikum" puó cancellare ogni pensiero negativo da parte di ognuno.
La Locomotive nelle settimane precedenti aveva percorso in maniera avventurosa le strade del deserto del Sahara, scoprendo le calme e magnifiche citta’ costiere e la realta’ dei Saharwi. Le cittá affascinanti, i loro muri fusi al rosso della bandiera marocchina. Le genti, solari ed ospitali. L’area del Sahara Occidentale e’ sotto il controllo del regno marocchino e nell’area di Laayoon i poliziotti e militari impiegati per mantenere lo status quo sono un numero alquanto considerevoli. La situazione politica e’ in stallo. Molti Saharwi esprimono pubblicamente il loro disappunto all’occupazione marocchina, desiderando un paese libero, piu’ simile a quello dei tempi dell’occupazione spagnola. In realta’ pero’ ognuno desidera semplicemente vivere in pace e la cornice naturale e’ ideale perche’ cio’ si verifichi. Spiagge bianche, strade infinite, magnifici paesaggi a dune.
Cercavamo una barca verso le Canarie, scendendo il deserto e scoprendo le magnifiche citta’ di Guelmin, Tan Tan, Tarfaya e Layoone, ma dal deserto soltanto un aereo porta fino alle Canarie. Senza demoralizzarci siamo quindi risaliti fino ad Essaouira, dove casualmente abbiamo incontrato un gruppo di fantastici giocolieri che coniugavano alla loro passione per la giocoleria delle innovative e progressiste visioni sul mondo che abbiamo potuto condividere e discutere animosamente. La citta’ di Essaouira, messa a festa dai colori e dal carisma dei giocolieri si e’ rivelata ai nostri occhi come la cittá piú interessante e dinamica a livello artistico e giovanile di tutto il Marocco da noi visitato.
Siamo scesi poi di nuovo ad Agadir, alla caccia di un barca sulla quale sperimentare il nostro primo e tanto ambito barco-stop e dopo 2 o 3 giorni di attesa alla Marina, porto di imbarcazioni private, il nostro angelo Robin si e’ presentato a noi offrendoci di viaggiare insieme verso Fuerte Ventura. Da qui scriviamo ora, da questa bellissima isola popolata da persone di tante diverse culture che vivono insieme in pace nel mezzo della tranquillita’ e della Natura. Degli amici italiani esporranno le fotografie del nostro viaggio fino ad ora in un locale del centro Corralejo, nel nord dell’isola. Pieni di entusiasmo e di energia positiva vi salutiamo, invitandovi a mettervi sulla strada e a cercare in ogni momento, l’energia magica della vita, qualsiasi cosa la strada significhi per ognuno di noi.