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ATTUALITÀ

“Sì alla Pedemontana, ma al servizio del territorio”

Il Partito Democratico presenta a Bassano un documento unitario sull'infrastruttura. Laura Puppato: “No a un'autostrada modello San Francisco”. E spunta il progetto della Bretella Est “che rende inutile la costruzione di una Bretella Ovest"

Pubblicato il 13 lug 2010 · Visto 4.315 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

Siamo alle solite: molte cose importanti, in Italia, vengono fatte in estate quando l'attenzione dell'opinione pubblica è meno concentrata sui grandi temi di attualità. Non fa eccezione il lunghissimo iter della Superstrada Pedemontana Veneta, che in questo mese di luglio - nell'apparente indifferenza generale - vive due momenti decisivi: dopodomani, mercoledì 14, il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla cordata di imprese guidata da Impregilo per l'annullamento dell'appalto per la progettazione, realizzazione e gestione dell'SPV vinto dal consorzio spagnolo Sis. Ricorso che, se venisse accolto, potrebbe nuovamente riaprire i giochi sul futuro dell'arteria.
Entro questo mese, inoltre, si dovrà arrivare all'approvazione del progetto definitivo dell'infrastruttura.

La conferenza stampa a Bassano del Partito Democratico sulla Pedemontana

In questa fase cruciale, il Partito Democratico regionale ha costituito un Osservatorio permanente sulla Pedemontana Veneta (composto da Alfio Piotto, Alberto Rigon e Maurizio Scalabrin) e ha emesso un documento unitario - destinato al governo e al Commissario Vernizzi e presentato oggi in conferenza stampa a Bassano - che dice “sì” alla Pedemontana ma solo “se al servizio del territorio: gratuita, altamente percorribile e rispettosa dell'ambiente che attraversa” e che contiene un'articolata serie di osservazioni al progetto, indicate dai circoli locali del partito, rilevando tra le altre cose “una macroscopica differenza fra quanto assegnato dallo Stato alla Pedemontana Lombarda e quanto riservato alla Pedemontana Veneta”, con la richiesta “di prevedere un finanziamento aggiuntivo per compensare tale divario.”
“Questa arteria, dopo dieci anni di continue rivisitazioni - ha dichiarato Laura Puppato, capogruppo PD in Consiglio Regionale -, è totalmente diversa da quella che era stata decisa dalla legge istitutiva con la delibera del CIPE del 1998 e dalla famosa Conferenza dei Servizi di Castelfranco del 2001 che avevano stabilito la realizzazione di una strada a servizio del territorio e non solo di un'infrastruttura di transito del “corridoio 5” europeo. Una scelta che era stata motivata dalla grande densità abitativa e industriale del territorio attraversato e che ha assistito, negli ultimi anni, a un'ulteriore edificazione. La Pedemontana si è invece trasformata in una vera e propria arteria autostradale, per dimensione di carreggiata e conformazione della strada, con una minima disponibilità alla “permeabilità” prevista dal progetto-base. E' un'autostrada “modello San Francisco” che invece di accogliere le istanze del territorio ha accolto le necessità dei soggetti promotori.”
“In settima commissione in Regione - ha aggiunto la Puppato - abbiamo esaminato l'impatto dei costi della Pedemontana per il territorio “pro futuro”, anche se sarebbe meglio dire “a danno del futuro”: per i prossimi 39 anni bisognerà pagare 14 milioni di euro all'anno, a carico delle popolazioni a venire, se l'autostrada non garantirà il passaggio di almeno 40mila veicoli al giorno. E' un project-financing lacunoso, che accolla alle generazioni future il rischio d'impresa dei soggetti promotori.”
“Non è sbagliato solo il modello di autostrada, ma il modello di progettualità - ha concluso il capogruppo regionale -. Sono punti di domanda che passiamo al commissario Vernizzi. Intanto, se il 14 luglio la questione venisse rimessa in discussione dal Tar, siamo pronti a sederci attorno a un tavolo.”
“Paghiamo un ritardo di dieci anni, in una regione penalizzata dal governo centrale pur pagando tantissimo e dimostrando la virtuosità dei suoi enti locali ” - ha commentato l'on. Daniela Sbrollini, parlamentare vicentina del PD, del cui intervento ci occupiamo in un articolo a parte.
“La Pedemontana costerà 2 miliardi e 170 milioni di euro - ha osservato il consigliere regionale PD Stefano Fracasso - e cioè un decimo della manovra economica. Il contributo pubblico è inferiore al 10% e l'apporto di capitale privato è così elevato da porre le questioni elencate prima da Laura Puppato. Il tratto da Montecchio a Thiene, che è in aggiunta alla delibera originaria del CIPE, è il tratto dai costi più elevati e di maggiore impatto ambientale.”
“Il progetto della Pedemontana - ha osservato il consigliere regionale PD Giuseppe Berlato Sella - non tiene conto della viabilità alternativa per la fluidificazione del traffico che sarà deviato dai cantieri. E' un problema che graverà sul territorio e che durerà per molto tempo, perché il primo tratto che sarà realizzato sarà il Montecchio-Thiene, e solo dopo partiranno i tratti successivi.”
Ma lo “scoop” del giorno è la notizia resa nota da Alfio Piotto, coordinatore dell'osservatorio-Pedemontana per Bassano, che in conferenza stampa ha tirato fuori il progetto della “Bretella Est” già inserito nella viabilità complementare della superstrada a pagamento. “Per la Bretella Ovest, di cui tanto si parla, non c'è nessun progetto - ha dichiarato Piotto -. Esiste solo il progetto della Bretella Est, il cui passaggio è stato spostato dall'originaria sede di Borgo Tocchi a Rosà a Casoni di Mussolente, per collegarsi con la nuova Statale del Santo attualmente realizzata fino a Resana."
“Questa sarà l'unica bretella di collegamento della Pedemontana con Padova - ha concluso Piotto - e rende inutile la costruzione di una Bretella Ovest.”