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Sull'orso Dino lo scudo di Galan
Il ministro per le Politiche agricole e forestali difende a spada tratta Dino e i suoi simili: “Nessuno si sogni di usare le armi contro gli orsi”
Autentico incubo per allevatori e malgari, il poderoso quadrupede è diventato invece una “superstar” per animalisti e ambientalisti: prova ne sia il profilo su facebook a lui dedicato, che ha ormai superato la quota di 14 mila fans.
"Sugli orsi ingiustificate paure": parola del ministro Galan
A questi si aggiunge un supporter di primo piano: il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali - e già governatore del Veneto - Giancarlo Galan, che in un'intervista al periodico “Il forestale” difende a spada tratta il diritto di cittadinanza di Dino e dei suoi simili nei boschi dei nostri territori.
"Nessuno si sogni di usare le armi contro gli orsi - dichiara il ministro -, sarebbe un atto barbaro e inutile, e attenzione anche alle parole che possono suonare altrettanto pericolose.”
Ciò che preoccupa Galan, in particolare delle cronache giornalistiche, è “l'uso di parole che trasmettono l'idea di una pericolosità da eliminare. Questo non va bene”.
“Solo pochi decenni fa - continua - a delle ingiustificate paure fecero seguito cacce spietate che portarono quasi all'estinzione nel nostro paese del lupo”.
L'intervento dell'esponente di governo prende spunto proprio dalla recente comparsa nel Veneto di Dino - alias l'orso M5 - che in realtà, la scorsa primavera, fece di tutto per fare notizia: asini sbranati o sgozzati e recinti distrutti sulle alture altopianesi oltre a una strage di pollame in quel di San Nazario.
Benché l'orso bruno rifugga notoriamente l'uomo, per settimane Dino aveva tenuto in apprensione i residenti delle contrade che l'animale, camminatore instancabile, ha attraversato.
Il ministro Galan ritiene invece che “l'esperienza della gestione dell'orso in altre regioni come l'Abruzzo ha insegnato che il conflitto uomo-orso è più facile laddove quest'ultimo ha più facilità di accesso alle risorse alimentari”.
Una soluzione praticabile, per il ministro, è quindi quella di “rendergli l'accesso al cibo più difficile” e “utilizzare misure come i recinti elettrificati per il bestiame”.
Saranno d'accordo, lassù sull'Altopiano?