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SOCIALE
Corrotti per il bene comune
Una petizione-appello di Libera e Avviso Pubblico per chiedere l’attuazione della norma che prevede l’uso sociale dei beni confiscati ai corrotti
Secondo l’ultimo rapporto di Transparency international, il nostro Paese è al 67° posto per trasparenza nelle decisioni pubbliche, il livello più basso dal 1995. E il sondaggio effettuato da Eurobarometro nel 2009 ha rivelato che il 17% degli italiani si è sentito chiedere una tangente, quasi il doppio della media europea (9%).
“ La Raccolta di firme -ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera- la dedichiamo alle vittime del terremoto in Abruzzo, in particolare ai ragazzi della Casa dello Studente, in quel cemento crollato la corruzione ha toccato il suo massimo” L'Appello si rivolge al Presidente della Repubblica per chiedere di intervenire, nei modi che riterrà più opportuni, affinché governo e parlamento adeguino il nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione, a partire da quelle stabilite dalla Convenzione di Strasburgo del 1999. E perché venga finalmente data piena attuazione alla norma, già introdotta nella Finanziaria 2007, che prevede la confisca e il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti dai corrotti al bene comune.
In più, Avviso Pubblico, la rete di amministratori di comuni, province, regioni e comunità montane nata nel 1996 per promuovere azioni di prevenzione e contrasto all'infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali chiederà tutti i Consigli Comunali, Provinciali e Regionali di approvare un ordine del giorno per impegnarsi a promuovere la campagna.
La corruzione- ha proseguito Don Ciotti - è una ferita dentro di noi, non è un problema marginale inquina i processi della politica, minaccia il prestigio e la credibilità delle Istituzioni, inquina e distorce gravemente l'economia, sottrae risorse destinate al bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura democratica. Davanti ai costi della corruzione diretti ed indiretti non si deve tacere. Non puo' essere normale la corruzione perchè non è normale una società che ruba a se stessa. La firma - conclude il presidente di Libera - è un atto di corresponsabilità significa sentirsi sempre moralmente implicati.