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Etichetta alimentare: verso il voto in Plenaria
Votata la proposta in seconda lettura in Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare. Rimangono ancora dei punti di divergenza con le altre istituzioni.
Il voto non è conclusivo, poiché i deputati europei dovranno pronunciarsi in luglio in seduta plenaria e trovare un’intesa con il Consiglio e la Commissione per evitare che accada quanto si è visto per i cibi da animali clonati, ossia che la procedura riparta da capo. Il percorso della proposta è tuttavia ancora impervio, stanti alcuni punti di contrasto tra le istituzioni.
Commissione Ambiente
Scarsa attenzione, infatti, è stata prestata al rischio che i 27 Paesi membri possano introdurre nei loro territori regole ulteriori rispetto a quelle comuni. Entro breve tempo i consumatori e gli operatori si troverebbero di fronte a differenti discipline nazionali, anziché avere un unico sistema di etichettatura valida in tutta l’UE.
Vi è da dire, comunque, che gli sforzi per giungere ad un punto comune non mancano.
In sintesi i punti salienti del testo votato.
Leggibilità: i caratteri utilizzati devono essere almeno di 1,2 mm, in modo da rendere le indicazioni più chiare e visibili per i consumatori.
Informazioni sugli allergeni: la lista completa degli allergeni, al momento presente solo sui prodotti alimentari preconfezionati, diventerà obbligatoria anche per gli alimenti venduti nei ristoranti, nelle mense, nelle bancarelle, o per quelli confezionati nei negozi.
Data di congelamento: i produttori dovranno segnalare sulla confezione la data di primo congelamento di carne non lavorata, pollame e pesce.
Luogo di provenienza: dovrà essere indicata l'origine di tutti i singoli ingredienti del prodotto (carne, pollame, latticini, frutta e verdura) e di alcuni cibi trattati. Nel rapporto si propone anche di segnalare tutti i paesi, se diversi, di nascita, allevamento e macellazione del bestiame.
Informazioni obbligatorie sul retro del prodotto: si dovrà fornire, sulla parte posteriore della confezione, la quantità e il contenuto energetico di grassi, grassi saturi, zuccheri, sali, proteine, carboidrati e grassi transgenici.
Indicazione delle sostanze alimentari imitate: devono essere chiaramente etichettati prodotti come la "carne formata", consistente di tagli differenti che combinati insieme danno l'impressione di un unico pezzo.
Eccezioni: le nuove direttive non saranno obbligatorie per bevande alcoliche, confezioni regalo, prodotti stagionali, alimenti non imballati per il consumo immediato e prodotti artigianali delle microimprese.
Il voto in Plenaria è previsto per il mese di luglio. Una volta che la legislazione sarà adottata da Parlamento e Consiglio, l'industria alimentare avrà 3 anni adattarsi alle nuove regole e 2 ulteriori anni, quindi 5 in totale, per rispettare i nuovi obblighi in materia di informazioni nutrizionali.
Qual è il vostro giudizio? Vi trovate d’accordo con tutti i punti o pensate si possa fare di meglio?