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Notizie · notizie.bassanonet.it

DANZA

Colectivo TBT e Ricci/Forte a B.motion

Venerdì 2 settembre la serata B.motion è dedicata al disagio generazionale. Si comincia alle 21 al Garage Nardini con il debutto nazionale di "Danzica" del Colectivo TBT e si prosegue al Remondini alle 22.15 con "Grimmless" dei Ricci/Forte

Pubblicato il 1 set 2011 · Visto 3.107 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

“Danzica”, secondo capitolo della “Trilogia della Città” sviluppata dal Colectivo TBT, è un cantico corale e struggente come una margherita nel cemento, crepato e tremante come le notti elettriche senza più stelle di un quartiere di periferia. Tre attori danno corpo a tre vite spezzate in una composizione fisica di grande efficacia. Il senso di straniamento è il vero protagonista della storia che accomuna il destino dei tre personaggi che si muovono nella notte elettrica di una Padova evocata molto più che descritta, spinti dalla fame di vivere fino in fondo qualcosa che riempia il vuoto. E che non può essere l’IPod, il Suv, il denaro, i Reality e le Veline. Questo spettacolo è un urlo, un monito, un messaggio dentro una bottiglia che nonostante tutto riesce sempre ad approdare a una riva di speranza e amore.
Tra la vertigine e gli strepiti del discount e il sussurro persuasivo della fiaba echeggiata prima della buonanotte, ecco invece balenare “Grimmless”, nuova tappa del progetto drammaturgico e performativo dell’ensemble Ricci/Forte, definiti dalla stampa i due enfants terribles della nuova scena italiana.

"Grimmless" Ricci/Forte

La grammatica pirotecnica del gruppo si confronta in questa nuova prova con l’affascinante materia prima delle fiabe dei fratelli Grimm, caposaldo della letteratura per l’infanzia. Se è vero che, in un modo o nell’altro, tutti noi siamo cresciuti con i Grimm, è vero anche che le differenti fasi che segnano il passaggio all’età adulta impongono a ciascuno un’inevitabile fuoriuscita dalla fiaba per entrare nella crudezza della vita. Si cresce senza Grimm. Grimmless, appunto. Lo spettacolo vuole essere dunque uno strumento di ricognizione e registrazione delle condizioni degli italiani di oggi, sopravvissuti nonostante tutto sulla penisola dello Stivale dorato.