Politica
Sentenza Olivo: “Rivalutare un critico e civile moralismo”
Il Gruppo CentroSinistra per Romano interviene su alcune affermazioni del sindaco Rossella Olivo dopo la condanna del tribunale di Bassano. “Un comportamento contrario ai principi di giustizia e di rispetto delle regole”
La nota del CentroSinistra - che prende spunto da un incontro pubblico che l'Amministrazione comunale di Romano, lo scorso 15 dicembre, ha tenuto con la cittadinanza a San Giacomo - sviluppa alcune considerazioni che, proprio a seguito della sentenza, richiamano “l'importanza di rivalutare un critico e civile moralismo”.
Qui sotto riportiamo integralmente il testo del comunicato:
Comunicato stampa del Centrosinistra di Romano d'Ezzelino
I fatti
L’impostazione personalistica e l’autoreferenzialità che caratterizzano l’attuale Amministrazione di Romano d’Ezzelino si sono visibilmente riconfermate nell’incontro pubblico di Giovedì 15 dicembre 2011 a San Giacomo, organizzato dal Sindaco e dalla Giunta del Comune per incontrare e informare la Cittadinanza su quanto realizzato, presentando il bilancio dell’anno in corso e i programmi futuri.
E’ apprezzabile lo sforzo dell’Amministrazione di tenere un incontro per ogni frazione e riconosciamo il merito e l’impegno di chi amministra la cosa pubblica, ma sentiamo il dovere di denunciare un comportamento del Sindaco Olivo contrario ai principi fondamentali di giustizia e di rispetto delle regole .
Come Cittadini ci opponiamo a una deriva culturale “garantista” e opportunista, che sfrutta anche la visibilità mediatica, per far passare la propria, interessata interpretazione della giustizia.
Il sindaco Olivo, infatti, ha affermato, rispetto alle vicende per le quali è stata condannata, che rifarebbe quello che ha fatto, allontanando dalla giunta chi ha commesso degli abusi edilizi perché non degno della sua amministrazione.
Ha sottolineato che la sentenza di condanna è “politica” e motivata dal fatto che Lei si è opposta alle lobby dell’Area Fratelli e ha dichiarato di essere innocente e di ritenere che la sentenza sia inconsistente negli atti d’accusa e priva di fondamento giuridico.
Ha sostenuto, quindi, che ha tutte le carte in regola per ripresentarsi come candidata alle prossime elezioni; anzi con un plus di “innocente condannata ingiustamente”: non ha rubato, non ha commesso alcun reato e non ha creato danni alla Comunità, tanto che i Cittadini dovrebbero ringraziarla per aver fatto pulizia “dei disonesti” all’interno della sua Amministrazione.
Rispetto a tutto ciò riteniamo di fare alcune puntualizzazioni:
Affermando che ‘..la sentenza di condanna non ha fondamenti giuridici e non è quindi sostenibile’ il Sindaco Olivo mette in dubbio l’attendibilità e la competenza giuridica del tribunale di Bassano del Grappa, giungendo ad affermare che il collegio giudicante del tribunale di Bassano può essere stato “condizionato” dalle lobby dei potenti: vedere anche la sua intervista ai giornali (dal Gazzettino del Giovedì 8 dicembre 2011 «Tutto questo solo per l’area Fratelli» - Giornalista Carlo Strati).
Ritorce il giudizio della sua condanna contro chi l’ha emessa, quando, Lei stessa autrice del reato, accusa i giudici del Tribunale di averla condannata ingiustamente e rincara la dose mettendo in dubbio la loro competenza giuridica e la loro imparzialità.
E’ convinta, e lo esprime nelle pubbliche assemblee, che le Istituzioni possano essere pubblicamente e impunemente denigrate; cosa più grave se lo fa Lei che ne è una Rappresentante.
Le nostre considerazioni:
Se la Giustizia emette una condanna, questa va rispettata: da quel momento non si è più “innocenti “ in attesa, ma “colpevoli” in attesa di dimostrare la propria innocenza davanti ad altro giudice, punto.
I diritti e le garanzie non mancano per l’imputato; ci sono altri due gradi di giudizio che permettono al Sindaco di dimostrare la sua innocenza e, oltre a questo, può contare su tutti i cavilli legali, sulle eccezioni, i vizi di forma, le ricusazioni e, per finire, sulla prescrizione del processo.
Di fronte ad una condanna, è giusto essere cauti nel giudizio, magari anche sospenderlo, ma tutti siamo tenuti al rispetto della legge, i nostri Amministratori per primi.
Questa visione “garantista” della giustizia é profondamente negativa per la rispettabilità del Paese e delle Istituzioni; è una cultura che ha contribuito a radicare un senso largamente diffuso di impunità, sia nel privato che nel pubblico, anche in chi ha cariche importanti nel Paese.
Noi Cittadini, con la nostra partecipazione e attraverso la rivalutazione di un critico e civile moralismo, possiamo contribuire alla crescita etica del nostro Paese.
Il Gruppo CentroSinistra per Romano
e i partiti della coalizione PD, IDV e PSI
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