Attualità
Dalla Valbrenta alla Terra Santa
Mons. Giuseppe Lazzarotto, nato a Carpanè di San Nazario, nominato da Papa Benedetto XVI nuovo Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina. Le felicitazioni del governatore Zaia
Ha prestato servizio nelle Nunziature Apostoliche in Zambia, Belgio, Cuba, nella Delegazione Apostolica di Gerusalemme e nella Segreteria di Stato Vaticana, alla Sezione Relazioni con gli Stati. Nel 1994 è stato nominato Nunzio Apostolico presso il Regno Hascemita di Giordania e la Repubblica dell’Iraq, nel 2000 è stato quindi nominato Nunzio Apostolico in Irlanda e dal 2007 ad oggi è stato Nunzio Apostolico in Australia.
Ora per mons. Giuseppe Lazzarotto, Arcivescovo titolare di Numana (AN), si prospetta l'incarico diplomatico più delicato e più importante: Papa Benedetto XVI lo ha infatti nominato nuovo Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina e Nunzio Apostolico in Israele. Succede a mons. Antonio Franco, che lascia l'incarico “per raggiunti limiti canonici di età”.
Intervistato dalla Radio Vaticana, il nuovo ambasciatore della Santa Sede in Israele - che già ben conosce il Medio Oriente grazie al suo precedente incarico in Giordania e Iraq - ha dichiarato “che farà del suo meglio, per la causa del dialogo e della pace” in una terra “dove vivono molti uomini e donne di buona volontà”.
“Esprimo le più vive felicitazioni a monsignor Lazzarotto - afferma oggi, nel suo messaggio di felicitazioni, il presidente della Regione Luca Zaia - per il prestigioso e impegnativo incarico che il Santo Padre ha voluto affidargli. Il luogo e il momento nei quali egli è chiamato a svolgere questo nuovo ruolo, rivelano la grande fiducia che Papa Benedetto XVI ripone in lui."
“Nella terra cara a San Paolo - prosegue il governatore del Veneto -, in una regione che purtroppo non conosce pace e che in questi mesi sta vivendo la tragedia della vicina Siria, rivolgo a monsignor Lazzarotto l’augurio di poter contribuire a creare una nuova fase di dialogo tra le genti di diverse origini e religioni che la abitano.”
“Non può, comunque, che renderci felici e orgogliosi - conclude Zaia - che a rappresentare la Chiesa in Terra Santa sia un veneto, figlio di una terra di profonda tradizione cristiana e di forti vocazioni.”
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