Industria
Romano d'Ezzelino: boom di disoccupazione
L'amaro bilancio dell'assessore alle Politiche del Lavoro Massimo Ronchi: “In tre anni quadruplicato il numero dei disoccupati”. A breve un incontro con le categorie economiche, le cooperative sociali e i disoccupati e inoccupati del Comune
Il dato, in sede di bilancio di fine anno, viene reso noto dall'assessore comunale alle Politiche del Lavoro e alle Attività Produttive Massimo Ronchi,
“La situazione - spiega Ronchi, nel tracciare un profilo dei “senza lavoro” sul territorio comunale - ha comportato un innalzamento di cassaintegrati prima e disoccupati poi. Nel 2009 i cassaintegrati in tutto il territorio comunale che si sono rivolti a noi erano una 40ina, per diventare 60 disoccupati nel 2010 e oltre 80 nel 2011. Dal 2010 come Comune abbiamo deciso di intervenire quindi su tutte quelle situazioni da noi conosciute sprovviste di reddito e non più sui cassaintegrati come nel 2009. Questo perché l’emergenza stava rapidamente cambiando il proprio centro e le persone senza un reddito aumentavano sempre più. Abbiamo pensato quindi ai disoccupati o inoccupati. Molti di loro avevano profili critici: nel 2010 tanti piccoli imprenditori hanno dovuto chiudere la propria attività diventando così disoccupati con debiti e un’età superiore ai 55 anni, grandi lavoratori ma difficilmente ricollocabili nel mercato del lavoro e questo diventa ancora più grave se calcoliamo il fatto che con le recenti riforme si è allontanata anche l’età della pensione.”
Numeri in crescita che spingono l'Amministrazione comunale a concentrare nuove politiche di intervento a sostegno, laddove è possibile, dei romanesi in difficoltà.
“Ci siamo subito attivati per monitorare la situazione prima, e intervenire con le risorse comunali poi - dichiara Ronchi -. E’ stata una nostra scelta anche se la materia non è strettamente di competenza comunale. Visti i primi segnali di difficoltà economiche da parte delle famiglie abbiamo voluto investire nelle politiche a sostegno dell’occupazione, ovvero non sussidi ma vere e proprie esperienze lavorative in aziende o cooperative finanziati con risorse comunali e sovracomunali. Al peggioramento della situazione hanno contribuito in maniera determinante i vincoli imposti dal patto di stabilità.”
Argomento, quest'ultimo, che per l'esponente di giunta non è di certo marginale: “Come Amministrazione eravamo soliti prevedere un piano delle opere pubbliche anche da 3 milioni di euro l’anno: li spendevamo tutti per il Comune e non solo per asfaltature e illuminazione pubblica, basti pensare alla nuova biblioteca, alla Fornace, al recupero dell’edilizia pubblica, alle scuole. Si trattava di un vero stimolo all’intera economia comunale. Politicamente ci orientiamo a far partecipare tutte ditte del territorio e riuscivamo a dare lavoro ad una quarantina di aziende industriali o artigianali, garantendo livelli occupazionali e di produttività di tutto rispetto. Ma il patto di stabilità ha fatto tabula rasa e ha annientato tutto.”
“Il Comune è sempre intervenuto - aggiunge l'assessore -. Abbiamo investito risorse sia nostre che provinciali, provvedendo a dei tirocini formativi a costo zero per le aziende. Fino a quest’anno, quando superiamo le 150 unità di disoccupati. Un picco preoccupante perché dimostra come in tre anni sia quadruplicato il numero dei cittadini in difficoltà. Le persone a cui l’Amministrazione comunale è riuscita a dare una risposta lavorativa dal 2009 sono circa una 90ina e in termini di risorse investite abbiamo raggiunto la cifra di 200mila euro. Vista la situazione quest’anno abbiamo potuto contare anche sulla preziosa collaborazione con la Caritas di Romano e le parrocchie del territorio.”
E la realtà attuale, come sottolinea l'amministratore comunale, non fa intravvedere ancora spiragli.
“I numeri parlano già chiaro - osserva Ronchi -. Per questo a inizio anno abbiamo organizzato un incontro con le categorie economiche, le cooperative sociali del territorio, con i disoccupati o inoccupati, per conoscerci, per far conoscere le iniziative comunali e per meglio riuscire a indirizzarli. Durante l’anno però in tanti si sono rivolti al mio assessorato per le politiche del lavoro. Hanno tutti problemi nella ricollocazione, ci chiedono un’occupazione o una prospettiva. È chiaro che il fenomeno ha dimensioni tali che sarà impensabile dare una risposta a tutti. Ma il nostro impegno continua.”
Eppure, in questi tre anni “neri”, sono arrivate anche diverse aziende che hanno investito sul territorio di Romano.
“E’ vero - conclude Ronchi -, ed è altrettanto vero che imprese nate e sviluppate a Romano in questi anni hanno raggiunto livelli occupazionali e di fatturato mai riscontrati prima, frutto di costanti investimenti e di una sana gestione finanziaria con conseguenze anche in termini di produzione articolandosi a ciclo continuo, risultati raggiunti dimostrando anche responsabilità sociale. Mi spiego: le imprese hanno una loro responsabilità sociale verso il territorio e verso la società per cui la fuga oltre confine, pur avendo delle ragioni oggettive, non può essere la soluzione. Ma è vero anche che ciò non può essere evitato senza un’adeguata risposta in termini di infrastrutture quindi non solo strade, ma anche reti tecnologiche e reti energetiche adeguate.”
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