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Mostre da collezione
Prorogata fino a domenica 20 gennaio a Palazzo Sturm la mostra “1960. Arte programmata & Gruppo Zero”
Al Museo Remondini la capienza della sala delle Spade, la sua struttura volumetrica con quattro colonne centrali e l’originale allestimento ideato e creato su misura hanno consentito di utilizzare uno spazio espositivo particolare inserito nei sotterranei di un palazzo storico: una sorta di saletta dei segreti, uno scrigno d’arte che ripropone, in un interessante rapporto fra contenitore e contenuto, alcune consuetudini del collezionista privato, che spesso riserva un luogo raccolto ai suoi tesori per apprezzare in un rapporto immediato e intimo gli oggetti a cui rivolge la propria passione.
A mostrare le diverse ricerche di un linguaggio artistico nuovo, capace di esprimere voci, aspirazioni e tensioni proprie degli anni Sessanta sono presenti in mostra oltre 80 opere grafiche, create in proprio o in collettivo, che concorrono a ricostruire anche la temperie culturale di quegli anni. Si parla ormai di mezzo secolo fa, per comprendere e definire propriamente un certo momento storico non è sufficiente rivolgere lo sguardo solo alle grandi opere d’arte, è necessario anche guardare al quotidiano creato e vissuto dagli artisti, non escludendo dal panorama quelli meno omaggiati dalla notorietà.
La mostra offre ai visitatori una sorta di portfolio tridimensionale multi tematico ancorato a un preciso periodo storico e artistico e costituisce uno spunto interessante per avvicinare con curiosità aspetti, ruoli e dinamiche del collezionismo, fulcro centrale dalle due esposizioni presenti in città. Un’ulteriore occasione di approfondimento della tematica è offerta agli appassionati d’arte dal Mart di Rovereto, dove fino a ottobre è visitabile una mostra che celebra con potenza e fasto l’arte della collezione intitolata La magnifica ossessione.
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