Incontri
Letteratura e immagine, al Piccolo Festival
Con Giuseppe Palumbo, domenica 23 giugno a Palazzo Bonaguro, si sono ripercorsi trent’anni di storia del fumetto
Domenica pomeriggio, grazie a Giuseppe Palumbo, il pubblico che ha affollato le sale di Palazzo Bonaguro ha avuto modo di ascoltare il racconto di trent’anni di storia del fumetto, da quello impegnato della stagione d’oro italiana a quello underground a quello popolare, partendo da Frigidaire fino ad arrivare a Diabolik, o meglio all’attuale progetto DK http://www.diabolik.it.
Palumbo, intervistato da Mattia Pontarollo, è partito col ricordare che leggere riviste come Frigidaire, o l’Eternauta, significava cercare non solo l’intrattenimento, ma un approfondimento inedito anche di tipo giornalistico, di inchiesta, comunque legato all’attualità. I collaboratori di queste riviste offrivano all’interno delle loro storie degli spunti di riflessione e di rilettura su accadimenti politici, civili, culturali; i racconti a fumetti entravano nelle pieghe della musica, del cinema, della militanza politica. La realtà era messa in connessione con l’immaginario popolare e tante riviste che offrivano al lettore una commistione di linguaggi orchestrata con naturalezza e competenza dagli autori. Quello dei fumetti è un pianeta che nel tempo è orbitato nel mondo della letteratura attraversando frequenti processi di reinvenzione e di riadattamento. Il fumetto non è un genere, né una lettura solo destinata ai ragazzi, finalmente si sta riconoscendo da più parti che si tratta di un linguaggio artistico che può attraversare generi diversi: ora si parla, con un pizzico di esterofilia, di graphic journalism, di graphic novel, quella del fumetto è definita la nona arte.
Diabolik ha compiuto cinquant’anni e DK compie un’orbita eccentrica nell’universo dell’eroe vincente, cattivo e intrigante nato dalla mente delle sorelle Giussani. Palumbo, tra le altre cose, è il disegnatore di Diabolik dal 2001.
Si tratta di un personaggio che può vantare una presenza forte in tutti i campi dell’immagine in senso trasversale e che ha un pubblico di lettori che si rinnova continuamente. Per lui e per il suo disegnatore la sfida creativa continua.
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