Politica
Raffaele Grazia: “Lascio la politica”
Dopo 23 anni di attività in Comune e in Regione, l'esponente politico bassanese stacca la spina. Conclusa la legislatura regionale, farà l'amministratore di azienda. “O sono inadeguato io alla politica, o è la politica che è inadeguata a me”
Non per premeditate strategie elettorali, ma semplicemente perché Grazia abbandona la politica. A 46 anni, la metà dei quali spesi tra i banchi consiliari del Comune di Bassano e della Regione Veneto, l'ex enfant prodige di quella che fu la DC bassanese ha deciso di cambiare vita.
Consigliere comunale a Bassano del Grappa a soli 23 anni, da allora la sua carriera politica è stata un continuo crescendo: per dieci anni - dal 1990 al 2000 - eletto in Comune a Bassano, dove è stato anche assessore comunale, e quindi dal 2000 al 2010 ripetutamente eletto in Regione, dove è attualmente consigliere regionale per la terza legislatura consecutiva e dove ha svolto anche l'incarico di assessore regionale nella giunta Galan.
Nel 2009 era stato nuovamente rieletto in Comune a Bassano, dove era seduto sui banchi della maggioranza, nel gruppo di Bassano ConGiunta, fino alle dimissioni dell'anno scorso decise per l'incompatibilità tra le cariche in Comune e in Regione stabilita dal nuovo Statuto della Regione Veneto, benché la decorrenza di quest'ultimo scatti dal prossimo mandato elettorale.
Ora per Grazia - che ha lasciato l'UDC, partito con il quale era stato rieletto a Venezia, per aderire al gruppo consiliare Futuro Popolare - è giunto il momento di una decisione ben più importante: quella di staccare la spina.
Grazia, ci conferma che è intenzionato a lasciare la politica?
“Certamente, lo confermo. E' una decisione meditata e presa da tempo, e cioè già dall'agosto dell'anno scorso. Con la conclusione di questa legislatura non mi ricandiderò, non mi iscriverò più ad alcun partito e uscirò totalmente dalla vita politica. E questo o perché sono inadeguato io alla politica, o perché è la politica che è inadeguata a me. E' un mondo in cui non mi ritrovo più dove la competenza, la professionalità, la passione civile, l'impegno oggi vengono meno. Si dà priorità alla capacità di apparire e comunicare e non a quella di fare. Mi trovo ad operare in una istituzione, la Regione Veneto, dove la situazione è ferma. Non c'è un disegno su come sarà e su cosa farà il Veneto nel 2020 e nel 2030. La logica è quella dell'ordinaria amministrazione. Non ci sono più i partiti: quelli che ci sono adesso sono grandi comitati elettorali che non hanno un rapporto con i cittadini. Non c'è più un ambito di mediazione coi cittadini, che era appunto dei partiti. Oggi abbiamo solo delle piccole oligarchie, che hanno snaturato le istituzioni.”
E adesso Raffaele Grazia che cosa farà?
“Io sto già facendo un'altra cosa, e cioè l'amministratore di un'azienda, ovvero di una società commerciale nel settore delle calzature da donna. E' un'esperienza entusiasmante che mi sta dando stimoli e soddisfazioni e che diventerà la mia occupazione a tempo pieno. In Regione continuo a svolgere la mia attività, occupandomi in particolare dei temi sanitari nell'ambito della Commissione consiliare Sanità.”
Nessun rimpianto?
“Personalmente no. L'unico rimpianto è questa fase della vita politica che ha perso lo spirito di partecipazione e i punti di riferimento, perdendo anche la capacità di una rappresentanza. Oggi l'atteggiamento di repulsione nei confronti delle istituzioni da parte dei cittadini, che non vanno neppure più a votare, è il risultato di questo vuoto di rappresentanza e il mio rammarico è quello di non essere riuscito, con il mio personale contributo, a tentare di lavorare per costruire un soggetto di mediazione tra la politica e i cittadini.”
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