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AkzoNobel. Donazzan: “Non ci sono le ragioni per chiudere”
Donazzan ha ricordato di avere seguito la prima quanto dolorosa riorganizzazione che AkzoNobel fece nel 2011 proprio nello stabilimento di Romano. “Non è accettabile che a soli due anni da un accordo che portò alla riduzione del personale e ad un taglio significativo dei costi, ora si decida di chiudere, peraltro senza condividere un confronto con i lavoratori - ha affermato l'assessore chiudendo l'incontro -. Gli investimenti fatti, il senso di responsabilità dei lavoratori e del sindacato meritano una scelta diversa. Prima di decidere di chiudere si deve verificare che vi siano gravi ragioni e non solo il minimo calo di produzioni o la mera riduzione della redditività.”
Tra le proposte avanzate durante il confronto vi è l’applicazione del contratto di solidarietà per i lavoratori che, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro, permetta di mantenere l’occupazione in uno stabilimento che, oltretutto, rappresenta una realtà produttiva all'avanguardia.
Il prossimo 8 gennaio un altro tavolo di confronto verrà svolto a Roma presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico: “Abbiamo già formalizzato al Ministero - ha detto ancora Donazzan - la richiesta di convocazione dei vertici di Akzo Nobel affinché si verifichino fino in fondo le ragioni per cui lo stabilimento, centrale per le strategie europee, debba essere chiuso.”
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