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Infart chiude con successo

Migliaia di persone e soprattutto tantissimi giovani in città richiamati dalle esibizioni creative di artisti provenienti dall’Italia e dall’estero.

Oltre trecento giovani creativi tra writer, performer e videoartisti, impegnati in centro storico su venticinque diversi eventi.
Idiomi di tutta Europa che, intrecciandosi, raccontano in una ventina di accenti e sfumature diverse i linguaggi del contemporaneo.
Il sindaco Bizzotto al Garage Nardini (Foto Mariano Costa)
Il sindaco Bizzotto al Garage Nardini (Foto Mariano Costa)

La musica di cinque dj set che incrocia le vie del centro, in una città che fino a notte inoltrata è stata capitale dell’arte d’avanguardia. È stata questo e molto altro l’Adunata del contemporaneo, che ha scelto Bassano per tenere a battesimo un Nordest decisamente differente dagli stereotipi.
«Il Veneto è una delle aree in Europa a maggiore concentrazione di creatività imprenditoriale – spiegano i promotori – una ricchezza che meritava di essere coordinata in un progetto organico: è nato così InnoVetion valley, un nome che incrocia la nostra Regione con la Silicon Valley, per mettere a confronto tra loro due tra le aree trainanti del pianeta dal punto di vista della capacità imprenditoriale».
La scelta è caduta su Bassano per legare il progetto ad una realtà già attiva nel campo dell’arte e della promozione culturale. In quest’ottica s’inseriscono il festival di danza contemporanea e teatro di ricerca B.Motion e la terza edizione di “Infart” dedicato alle arti di strada.
Non ci sono stati solo gli artisti, però, perchè accanto a chi ha rivelato la propria creatività, c’erano anche oltre trenta imprese, parte integrante dell’Adunata, ad abbracciare i settori più disparati, dalla moda alla comunicazione, dal marketing all’edilizia, fornendo un sostegno al mondo dell’arte e della cultura.
Tra gli oltre trenta eventi (venticinque di arti visive o performative e cinque legati alla musica) proposti alla città, i più apprezzati sono stati decisamente quelli che ruotavano attorno al museo e a piazza Garibaldi: ad accogliere le installazioni di Infart, Iter-viaggiatori nel tempo del design, Gas World’s flag, La casa dell’ospite, Le conseguenze di un bacio e il simpaticissimo e applauditissimo Senor Blanco, c’erano oltre trecento giovani, che hanno abbondantemente superato il migliaio nel corso della giornata.
«Una enorme soddisfazione vedere così tanti ragazzi e ragazze nel chiostro e nelle sale del museo – dice la direttrice artistica di Operaestate, Rosa Scapin – a dimostrazione che i semi gettati per promuovere la cultura, quando cadono in città sanno dare buoni frutti».
«Una manifestazione che abbiamo accolto e appoggiato, assieme alla Regione, per dare concretezza ad un progetto di crescita del territorio - ha aggiunto l’assessore alla cultura Luciano Fabris - É tempo di dimostrare che arte, cultura e capacità d’impresa unendosi possono intervenire concretamente a migliorare la qualità di vita di un territorio».

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