Cronaca

Prima di Stacchio, ci fu lui

E' morto a Pove del Grappa Natale Dal Moro. 16 anni fa sparò a un giostraio, armato di pistola, che stava rubando nel suo bar-tabaccheria. Fu indagato per eccesso di legittima difesa e condannato a risarcire il malvivente

Natale Dal Moro, ex tabaccaio di Pove del Grappa, è morto all’età di 81 anni. Oggi il suo nome è comparso sul giornale nello spazio delle epigrafi, ma 16 anni fa - per tutt’altri motivi - riempì per giorni le pagine dei quotidiani e i servizi dei telegiornali. Il 12 gennaio 1999, infatti, Dal Moro diventò suo malgrado protagonista di una drammatica vicenda che - anche se non ci scappò il morto - ricorda in tutto e per tutto quello che è successo la sera dello scorso 3 febbraio al benzinaio di Ponte di Nanto Graziano Stacchio.
Nel corso della notte tre giovani malviventi, tutti giostrai, presero di mira il bar-gelateria-tabaccheria “Da Natale”, che Dal Moro gestiva a Pove assieme alla compagna di allora e contitolare Elsa Guadagnini. L’intrusione dei ladri - che stavano rubando sigarette, valori bollati e schede per ricariche - fece scattare l’allarme nell’appartamento dei due gestori del locale, al piano di sopra.
Natale Dal Moro con Elsa Guadagnini in una foto di alcuni anni fa (fonte immagine: gazzettino.it)
Natale Dal Moro con Elsa Guadagnini in una foto di alcuni anni fa (fonte immagine: gazzettino.it)

La donna chiamò il 112 mentre Dal Moro, imbracciato il fucile, raggiunse i malviventi all’esterno. A quel punto uno dei tre giostrai, Davide Massaroni Gabrieli, allora appena 16enne, impugnò una pistola. Dal Moro non ci pensò due volte e sparò, ferendo il ladro che fu recuperato dai due complici che, in fuga con una Fiat Uno, lo scaricarono davanti al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bassano.
Il gesto di Dal Moro - che suscitò la solidarietà di tutti i tabaccai d’Italia e una raccolta di 5000 firme in suo sostegno nel suo paese - ebbe uno strascico giudiziario. Il commerciante - che aveva un porto d’armi per uso sportivo - fu indagato per eccesso colposo di legittima difesa, rinviato a giudizio e alla fine condannato a pagare al giostraio ferito (che successivamente avrebbe continuato a delinquere) un risarcimento di 110 milioni di lire.

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