Calcio
Bassano, che beffa!
Termina in parità la sfida con la capolista. I giallorossi in vantaggio 2-0, doppietta di Berrettoni, si fanno rimontare dall’arbitro e dal Figline. Gol toscani d’autore: Chiesa e Robbiati.
L’illusione. Nessuna variazione di formazione nel Bassano Virtus al ritorno dagli spogliatoi. Ma la ripresa delle ostilità parla di un Figline che ha tutte le intenzioni di dimostrare il proprio valore. La squadra toscana attacca, senza frenesia, ma con grande convinzione anche sfruttando lo sbandamento iniziale dei giallorossi. Al 51° c’è un grande spavento per la porta virtussina: il terzino toscano Bogi, in proiezione offensiva, ha tutto il tempo di far ammutolire lo stadio, prendere la mira e tirare. Solo la risposta da drago del portiere Grillo evita il gol. Superato il rischio e assorbito lo spavento, i ragazzi di Glerean si riorganizzano trovando le giuste distanze tra i reparti. La qualità del gioco non è più quello della prima frazione ma ora è molto più importante badare al sodo. Al 22° entra Turetta al posto di Lorenzini. La mossa è di carattere tattico: si passa al 4-4-2 e si tenta di sfruttare le doti di scattista e contropiedista dell’attaccante esterno padovano negli spazi che il Figline è costretto a lasciare alla ricerca del pareggio. Attorno al 75° il Bassano potrebbe chiudere l’incontro: un contropiede magistrale sull’asse Fabiano, Turetta e Berrettoni non si conclude in rete per un soffio. Il gol è rinviato solo di due minuti perché sull’azione successiva un lungo lancio dalle retrovie viene controllato male da Consumi dentro l’area di rigore. Il difensore, messo sotto pressione da Berrettoni, incespica e tocca il pallone con un braccio. Il guardalinee segnala al direttore di gara il penalty. L’arbitro concede il rigore ma non ammonisce, sarebbe stato il secondo giallo, il difensore toscano. Dal dischetto Berrettoni non sbaglia, dà il doppio vantaggio alla sua squadra e si porta a quota nove in classifica cannonieri. Potrebbe essere la svolta della gara e della stagione del Soccer Team. Battere la capolista darebbe una grande spinta morale ai giocatori e, in generale, a tutto l’ambiente.
Si consuma la beffa. Invece non passa neanche un minuto e sale nuovamente in cattedra il protagonista meno atteso: l’arbitro. Il signor Tasso di La Spezia concede la massima punizione alla formazione ospite per un presunto fallo di Ghosheh al limite dell’area bassanese. La decisione, apparsa compensativa ai più, lascia di sasso i mille del “Mercante” conviti di un fallo a favore. Sul dischetto lo specialista Chiesa non sbaglia e ridà fiducia e coraggio ai suoi. Il Bassano resta sulle gambe, il Figline non si fa pregare e all’82° pareggia i conti con l’incornata di un altro illustre ex del calcio che conta: “Spadino” Robbiati. La beffa è consumata. Glerean sprona i suoi a rigettarsi in avanti inserendo Zubin per De Simone ma ormai è tardi. Le velleità bassanesi di conquistare i tre punti e la carica emotiva dell’impresa sono frustrate. Ora l’importante è ripartire dalla buona prestazione senza farsi consumare dai rimpianti. Se il Bassano saprà tornare a giocare a calcio come sa non saranno due punti in più o in meno a cambiare la sua storia.
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