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Consegnato il cantiere del restauro del Ponte di Bassano alla INCO Srl di Pergine Valsugana. Dopo una Brentana di parole, si passa finalmente ai fatti
Ora dunque - dopo tutte le fasi preparative, ulteriormente diluite nel tempo dagli strascichi legali relativi alla gara di affidamento dei lavori - si incomincia sul serio. E dopo una Brentana di parole, si passa finalmente ai fatti.
Da oggi l’impresa ha 850 giorni di tempo (o, se preferite: due anni e 4 mesi, vale a dire fino a settembre 2018) per eseguire l’opera.
A questo cronoprogramma si aggiungono i 124 giorni già spesi nelle attività preliminari: monitoraggi tecnici, lavori di somma urgenza per messa in sicurezza, bonifica bellica, ancoraggio della struttura e quant’altro.
L’importante cantiere comporterà una piccola rivoluzione a ridosso delle due sponde del fiume. La base tecnico-operativa della INCO Srl sarà collocata a Palazzo Bonaguro, mentre l’area di deposito dei materiali per i lavori sarà ubicata nel parcheggio di Prato Santa Caterina, che parzialmente non sarà più disponibile.
Si comincia con i sopralluoghi nelle aziende fornitrici del materiale per il restauro, la cui qualità dovrà essere certificata. La prima fase del cantiere riguarda l’allestimento delle aree di intervento e quindi la rimozione dei coppi dal tetto (con buona pace del biker di “Striscia” Vittorio Brumotti).
Nei successivi 30 giorni, considerata l’attuale portata d’acqua del Brenta, saranno iniziate le opere in alveo che comporterà la realizzazione delle dighe di sbarramento, composte da grossi massi, necessarie alla messa in asciutta della porzione di alveo interessata dai lavori.
A seguire le operazioni, per rispettive aree di competenza, saranno il collaudatore statico Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, e il collaudatore tecnico amministrativo Luigi Chiappini. La fasi del restauro, inoltre, saranno costantemente monitorate dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio.
A proposito: giovedì 12 maggio è fissata l’udienza del Consiglio di Stato, che discuterà in merito all’istanza di sospensiva presentata dalla Vardanega Costruzioni srl di Possagno contro l’ordinanza del TAR che ha confermato l’esclusione della ditta, originariamente vincitrice della gara, dai lavori sul Ponte. Ma questi, a quanto pare, sono dettagli.
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