Attualità
Più No che Sis
La Cassa Depositi e Prestiti si oppone all’iter della Superstrada Pedemontana Veneta, contestando i flussi di traffico previsti. A rischio il finanziamento di JP Morgan tramite l’emissione di project bond e la prosecuzione dei cantieri
La finanziaria e banca d’affari newyorkese JP Morgan è disposta a emettere dei project bond per 1,6 miliardi a copertura del cosiddetto “closing finanziario” dell’opera, ma l’emissione è congelata proprio dalla Cdp, che non ha sottoscritto il proprio avallo a garanzia dell’operazione e quindi degli investitori.
Secondo uno studio dei tecnici della Cassa Depositi e Prestiti e della Bei - Banca Europea degli Investimenti, il piano di rientro degli investimenti tramite i pedaggi superstradali non regge: sulla futura SPV non transiterebbero più di 10-17mila veicoli al giorno.
Un flusso di traffico inferiore a quello di provinciali come la Gasparona o la Castellana, e appena un terzo delle previsioni del Commissario straordinario dei 44mila veicoli al giorno nel 2023: soglia sotto la quale il consorzio Sis - come da contratto - potrà percepire un risarcimento dai fondi pubblici, per mancato flusso di traffico, fino a un massimo di 30 milioni l’anno per 15 anni. Così secondo Vernizzi. 366 milioni l’anno per i 39 anni della concessione, ovvero 20 miliardi di euro interessi compresi, invece, secondo le stime della Cdp.
Sulla cruciale questione è guerra di cifre. Sarà pertanto decisivo il vertice indetto per venerdì, a seguito dell’incontro col ministro a Roma, negli uffici del Commissario a Mestre. Convocati ministero, Regione Veneto e Cassa Depositi e Prestiti che in questa sede dovrebbe ufficializzare la propria opposizione alla garanzia sui project bond. Non venissero emessi gli 1,6 miliardi di JP Morgan, la Pedemontana rimarrebbe un’opera da 2 miliardi e 250 milioni di fatto senza più finanziamenti, escluso il residuo di 200 milioni dei fondi già concessi dallo Stato. I cantieri verrebbero bloccati e con essi la sconquassante viabilità provvisoria lungo l’asse dei lavori. Sarebbe una gigantesca ferita, e uno scandalo di dimensioni abnormi, nel cuore del Veneto.
Commenti
0 interventi
Nessun commento ancora