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Start Me Up
Imprenditori per gioco: 115 studenti dell'Einaudi di Bassano messi alla prova con “StartUp!”, gioco formativo che insegna le regole del business e mette in pratica i principi dell'attività d'impresa
Lo hanno fatto per gioco: ma si sa che l'attività ludico-creativa è una delle basi dell'apprendimento.
Il gioco in questione si chiama “StartUp!” e la sua missione operativa, sia nella versione da tavolo che in quella online online (http://geniup.com/gioco-startup/), è quella di simulare la creazione e la gestione di una nuova azienda.
Uno strumento che consente di mettere in pratica i principi del business e dell'“imparare facendo”: per apprendere pertanto a diventare imprenditori ma anche, se si è già del mestiere, come condurre meglio ed espandere la propria azienda.
Il gioco è stato ideato dalle fervide menti del gruppo di imprenditori del progetto Geniup (http://www.geniup.com), finalizzato alla formazione di neo-imprenditori o aspiranti tali e alla diffusione della cultura imprenditoriale nel nostro Paese.
La squadra di Geniup è composta da un team di soci con attività in diversi campi. Che trovano tuttavia anche il tempo e il modo di realizzare interventi gratuiti negli Istituti Superiori e nelle Università per parlare agli studenti di impresa, prendendo spunto dalla propria esperienza diretta, e dar loro nuove prospettive sul futuro lavorativo.
E ieri mattina, per l'appunto, è stato il turno dell'Istituto Tecnico Economico e Tecnologico bassanese. 115 studenti dell'Einaudi, nell'occasione, hanno avuto modo di mettersi in gioco nelle vesti di imprenditori proprio con “StartUp!”
La partecipata sessione ludico-formativa è stata preceduta da una parte introduttiva, a cura degli imprenditori del progetto di gioco Loris Zoppelletto e Ivan Mocchio e degli altri ospiti intervenuti all'evento. Tra questi, l'assessore comunale alle Giovani generazioni Oscar Mazzocchin e gli esponenti dell'Area Education di Confindustria Vicenza che ha scelto di contribuire alla buona riuscita di questa iniziativa, condividendone le idee e il messaggio.
Spazio quindi all'abilità e all'intuizione dei ragazzi, chiamati a destreggiarsi tra le regole, le opzioni, i quesiti e i trabocchetti della sfida.
Come ogni gioco che si rispetti, infatti, “StartUp!” è una prova molto seria.
Che non si basa sul caso o sulla fortuna, ma sulla capacità di verificare sul campo la solidità delle proprie iniziative, le modalità di messa in pratica del progetto d'impresa e la conoscenza preliminare dei principali problemi e criticità che inevitabilmente incombono ai diversi livelli di crescita aziendale.
E se qualcuno di questi giovani diventerà in futuro un titolare d'impresa, potrà sempre mettere in atto - e questa volta in modo non più virtuale - i piccoli grandi segreti racchiusi ed appresi nel gioco formativo. Anche perché, per un vero imprenditore, non è mai Game Over.
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