Mostre
“Ay, Ay, Ay", il muro di Marco Chiurato al Castello di Marostica
Il progetto utilizza l’ironia per mettere a nudo questioni cruciali
“Accogliamo la proposta artistica del nostro concittadino Marco Chiurato da sempre veicolo di messaggi forti” dichiara il sindaco di Marostica Marica Dalla Valle “L’arte, con il suo linguaggio immediato, comunica più di tante parole”.
L’installazione, che interessa le due piccole sale mostre del Castello, prevede naturalmente la presenza di un muro, che divide gli spazi dedicati ai rispettivi Paesi, integrata da due suggestivi video e da un sottofondo sonoro che rimanda ad inni di guerra. Un “work in regress”, come l’ha rinominato lo stesso artista, che nel corso dei giorni dell’esposizione potrà cambiare con l’aggiunta di nuovi elementi, in linea con la consueta vena dissacratoria, cifra stilistica di Marco Chiurato.
“L’opera vuole essere un monito verso tutti i muri, le barriere e le divisioni presenti nel mondo, non solo quelli fisici, ma anche quelli mentali e culturali” commenta l’Assessore alla Cultura Serena Vivian “L'opera provocatoria di Chiurato ci invita a fare questo: puntare i riflettori sulle ancora troppe discriminazioni, chiusure, disparità che sembrano caratterizzare il mondo contemporaneo, così come i tanti muri del passato”.
La mostra è visitabile fino al 12 marzo. Orario: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. Chiuso lunedì. Ingresso libero.
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