Attualità
L'anno del Signore
“Il '68 ha cinquant'anni. Li dimostra?”: a Cassola una rassegna culturale promossa dall'Unità Pastorale. Temi tosti e undici incontri al Vivaldi per riflettere in chiave attuale sull'anno del Novecento che ha cambiato la società
E a Cassola una rassegna culturale intitolata “Il '68 ha cinquant'anni. Li dimostra?” gli farà dichiaratamente la radiografia per scandagliarne pregi e difetti: temi tosti, e anche alcuni grossi nomi, per affrontare in ottica attuale l'anniversario del movimento.
La notizia nella notizia è che a promuovere tale ciclo di appuntamenti non è un'associazione politica o culturale, ma l'Unità Pastorale di San Giuseppe e San Zeno di Cassola. Due parrocchie riunite in un unico organismo, intenzionate a sviscerare pubblicamente un argomento apparentemente lontano anni luce dalle tematiche che si affrontano in seminario o in canonica.
Nata in ambito clericale anche grazie all'interesse del parroco don Stefano Caichiolo, la rassegna si pone l'obiettivo di proporre un itinerario di formazione e approfondimento rivolto sia agli adulti che ai giovani, in cui ad argomenti di interesse pastorale si affiancano tematiche socio-culturali più ampie. L'intenzione non è quella di “fare archeologia” su quegli anni, ma di capirne la portata soprattutto in rapporto alla società di oggi attraverso un dialogo tra persone appartenenti al mondo laico e a quello credente.
“Siamo una realtà ecclesiale, ma a servizio del territorio - precisa don Vittorio Gnoato, rappresentante dell'Unità Pastorale, alla conferenza stampa di presentazione alla Biblioteca Civica di San Giuseppe -. Queste tematiche non riguardano la Chiesa ma l'umano vivere, credenti e non credenti.”
Sono in programma due mesi di incontri, tutti ospitati all'Auditorium Vivaldi di San Giuseppe di Cassola, per un totale di undici appuntamenti (tutti a ingresso libero e con inizio alle 20.30) con scrittori, teologi, giornalisti. Un'iniziativa che si avvale della collaborazione dell'Amministrazione comunale (assessorato alla Cultura) e della locale Pro Loco.
“Io sono un “sopravvissuto” di quegli anni, testimone oculare di un'epoca che ho vissuto da maggiorenne - afferma il sindaco Aldo Maroso -. Ricordo alla facoltà di Matematica che entravamo in aula con la porta aperta, senza dover bussare per essere ammessi dal professore, e che gli studenti del terzo e quarto anno restavano con il sacco a pelo a dormire.” “Ho percepito molto bene - continua il primo cittadino - che questi atteggiamenti venivano trasformati in impegno politico, in ribellione, il protesta contro i conformismi. Allora c'era tra i giovani la sfiducia nei politici. Oggi invece c'è invece una sfiducia nella politica in generale e una mancanza di sogni. Spero invece che ci siano sempre più giovani che riscoprano i valori dell'impegno e la capacità di studiare e di lottare di più, e di andare a votare.”
Tra i testimoni in età giovanile di quell'epoca c'è anche il noto assicuratore Ivano Costenaro, capelli lunghi e barba un po' alla '68-style, che sostiene l'iniziativa in forma di sponsor. “Qui da noi il '68 è stato vissuto più a Cartigliano, Nove o Marostica che non a Bassano - ricorda -. Ma il vero centro della protesta di operai e studenti è stata Valdagno.”
Uno dei curatori del ciclo, Enrico Zarpellon, è nato vent'anni dopo i fatti del '68: ha infatti solamente 30 anni. Non ha mai occupato aule e non ha mai vestito l'eskimo, ma affronta l'argomento con cognizione di causa. “Parliamo del '68 per parlare del 2018 - dichiara -. Questo significa stare attenti a non cadere nelle nostalgie e provocare nei giovani l'interesse a mettersi in gioco su temi come l'educazione, la questione femminile, il confronto intergenerazionale. Tutto questo è 2018.”
La prima parte del programma include sette conferenze fino alla fine di febbraio.
Si inizia mercoledì 17 gennaio con il sociologo Marco Marzano, che terrà un incontro introduttivo dal titolo “Rivoluzione o involuzione?”.
Si prosegue il 24 gennaio con la teologa Stella Morra, protagonista del secondo appuntamento: “Chiese in uscita o chiese svuotate?”. Quindi, in linea con le provocazioni di quella stagione, seguiranno cinque serate a due voci ispirate ad altrettanti famosi slogan dell'epoca. “Vietato vietare” (31 gennaio): incontro sulla questione dell'educazione con il consulente famigliare Raffaello Rossi e la biblista Rosanna Virgili.
“Mettete dei fiori nei vostri cannoni” (7 febbraio): confronto in tema di pacifismo e di guerra mondiale a pezzi con Franco Vaccari dell'associazione Rondine Cittadella della Pace e Fabio Corazzina di Pax Christi. “Io sono mia” (14 febbraio): riflettori accesi sulla questione femminile, prendendo spunto dal “mantra” delle femministe dell'epoca, con la giornalista Natalia Aspesi e la teologa Cristina Simonelli. “Consumate di + Vivrete di –“ (21 febbraio): incontro su decrescita e consumismo con il sociologo Daniele Marini e la teologa Antonietta Potente. “Sotto il selciato c'è la spiaggia” (28 febbraio): faccia a faccia sul tema del sogno e del disincanto con lo scrittore Marco Mancassola e il teologo Michael Davide Semeraro.
La seconda parte è in programma invece nel primo weekend di marzo, con “L'immaginazione al potere”: una quattro giorni dedicata alle arti e al clima culturale della fine degli anni '60 e degli anni '70.
Il primo marzo è fissato un incontro con la celebre scrittrice Lidia Ravera. Il giorno successivo si potrà assistere a una performance teatrale di Luca Scarlini, che proporrà lo spettacolo a tema “Pianeta Fresco: il '68 e la scena del desiderio in Italia, come nel mondo”. Il 3 marzo I Vitellini di Felloni riproporranno le intramontabili canzoni di Fabrizio De Andrè (“Storia di un impiegato”) e infine il 4 marzo sarà proiettato il film di Olivier Assayas “Qualcosa nell'aria”, sul maggio francese.
“L'idea - spiega ancora don Vittorio Gnoato - è sorta all'interno di un gruppo di lavoro. Lo spirito del '68 non c'è più, ma le tematiche affrontate sono ancora oggi molto attuali. Non è un percorso celebrativo, ma a partire dal '68 cerchiamo le modalità per affrontare questioni come quella della donna o della politica e coniugarle con i tempi oggi. Tematiche che non sono facili da affrontare in questo territorio.”
“All'Amministrazione la proposta è piaciuta moltissimo, al punto che abbiamo deciso di non attuare altre iniziative accavallate nel periodo - rimarca l'assessore alla Cultura Marta Orlando Favaro -. Educazione e divieti, consumismo, questione femminile: sono tutti temi ancora in divenire e oggi più che attuali.”
A Cassola l'anno del Signore 1968 sarà dunque oggetto di una rivisitazione critica, filtrata con gli occhi dell'attualità odierna, su iniziativa del clero: sarà raccontato come una parabola, ma non sarà messo sugli altari.
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