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Accolto dalla pianta

“Giardini a Bassano” 2018: fa rumore in città il “Giardino dell'Accoglienza” allestito dal Consiglio di Quartiere ad Angarano ripulendo e sistemando l'orto-giardino della canonica di San Donato dove abitano dei richiedenti asilo

È primavera e ritorna puntuale “Giardini a Bassano”: la tradizionale manifestazione della Pro Loco che quest'anno e a partire da questo weekend presenta in esposizione per quattro settimane nel centro storico ben quindici giardini temporanei, in concorso tra loro per il premio “Cesoie d'oro” e realizzati da aziende di giardinaggio, consigli di quartiere, cooperative sociali e istituti scolastici oltre alla Sis che ha ritrasformato un angolo del Giardino Parolini. Andate a farvi un giro per il centro della città: ne vedrete davvero di ogni specie. E i commenti sulle varie aiuole creative, alcune delle quali molto “avanguardiste”, già si sprecano. Ma c'è un giardino in concorso che più di altri, in queste ore, sta facendo rumore. Ed è il giardino allestito in borgo Angarano. Solitamente, in occasione della manifestazione primaverile, in questa zona della città è stato sempre composto ed esposto un giardino temporaneo nell'area di piazzetta Angarano, davanti o attorno alla statua del bacio dell'Alpino. Quest'anno, invece, è diverso: è interessato un altro angolo del borgo e il giardino non è temporaneo ma definitivo.
Si tratta del giardino n. 15 ovvero dell'intervento “Omaggio a San Donato. Il Giardino dell'Accoglienza”, realizzato dal Consiglio di Quartiere Angarano.
Una parte del Giardino dell'Accoglienza sistemato dal Consiglio di Quartiere Angarano (foto Alessandro Tich)
Una parte del Giardino dell'Accoglienza sistemato dal Consiglio di Quartiere Angarano (foto Alessandro Tich)

“Un sottile filo verde - si legge nella presentazione dello spazio verde in concorso nella brochure della Pro Bassano - per rafforzare l'antico legame tra San Donato e gli abitanti del “Borgo Angaran” estendendolo, nella devozione, a tutta la Città e alla sua propensione all'Accoglienza.” E il perché della parola “accoglienza” è presto detto.
La realizzazione dell'opera verde in questione ha riguardato infatti la pulizia e la sistemazione dell'orto-giardino della canonica della chiesa di San Donato, in vicolo San Donato: edificio che - come ci spiega il presidente del Consiglio di Quartiere Angarano Gianni Castellan - è a disposizione della Caritas per ospitare i richiedenti asilo e nel quale dimorano attualmente un paio di aspiranti profughi. Ed è questo, inevitabilmente, l'aspetto che sta facendo rumore non solo tra i residenti e gli operatori economici del borgo ma in entrambe le sponde cittadine del Brenta.
“Abbiamo risposto all'invito della Pro Bassano e per la manifestazione dei “Giardini” abbiamo pensato di sistemare il giardino adiacente alla chiesa di San Donato - spiega ancora Castellan -. L'intervento è stato fatto a cura dei volontari del nostro quartiere assieme ad altri tre volontari, richiedenti asilo. Non si tratta dei richiedenti asilo che abitano nella casa-canonica di San Donato, ma di tre ragazzi del gruppo che risiede in quartiere San Vito e che già due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì mattina, sono occupati qui in quartiere Angarano in lavori socialmente utili.”
“Il “Giardino dell'Accoglienza” - continua il presidente di Quartiere Angarano - non durerà un mese come tutti gli altri, ma sarà permanente. Per la sua manutenzione saranno sempre impegnati i tre ragazzi richiedenti asilo di San Vito. Si tratta di un mezzo giardino e mezzo orto per i residenti nella casa, che potranno raccogliere l'insalata.”
L'idea in sé è anche interessante e ben si sposa con i principi della carità cristiana, nonché con quel concetto di “comunità aperta e solidale” che tanto ispira l'afflato all'inclusione sociale dell'attuale Amministrazione comunale a cui il presidente del Quartiere è notoriamente vicino. Ma coi tempi che corrono, e per un tema sensibile come la nuova immigrazione, si tratta di un intervento - per quanto mirato all'“integrazione” di persone arrivate da lontano - che non può non generare discussione.
Ci troviamo infatti davanti a un precedente di ospitalità e di benevolenza davvero inedito: caro richiedente asilo, non solo ti stiamo dando alloggio e vitto quotidiano ma ti abbiamo anche sistemato il giardino di casa e te lo manteniamo pulito e curato, accudendo pure all'orto che ti dà ulteriormente di che mangiare. Accolto dalla pianta.

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