Attualità
Una città normale
Oggi c'è il mercato. E la città di Bassano dimostra quello che deve essere anche in questi giorni di oscurantismo da Coronavirus
I bassanesi non solo girano per il mercato a cercare qualche buon affare, ma si fermano anche a chiacchierare. Si formano così capannelli di persone, piccoli assembramenti di concittadini a stretto contatto gli uni con gli altri. Posso anche immaginare quale sia l'argomento ricorrente dei vari discorsi tra una bancarella e l'altra, visto che in questi giorni non si parla d'altro, ma l'importante è il fatto di incontrarsi, di non evitarsi.
È anche l'occasione per molti bambini, che solitamente il giovedì mattina sono a scuola, per fare una passeggiata in centro con i genitori. Ed è l'occasione per Bassano del Grappa di dimostrare quello che deve essere anche in questi giorni di oscurantismo da Coronavirus: una città normale. Una città dove alla chiusura imposta, a seguito di ordinanza della Regione, della maggior parte dei luoghi di frequentazione pubblica deve fare da positivo contrappeso l'apertura delle nostre menti. Reagiamo, usciamo, dialoghiamo, camminiamo, stringiamo le mani. Strappiamoci via dal volto le mascherine virtuali che in questi giorni non ci fanno più respirare le consuetudini di tutti i giorni. Abbiamo il diritto di rivendicare la nostra quotidianità, non facciamoci schiacciare dai condizionamenti esterni che ci vorrebbero tutti in quarantena morale. La voglia di vivere è il più potente anticorpo contro tutti i mali, e non c'è virus che tenga.
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