Industria
Un acciaio è per sempre
L’incredibile ascesa del prezzo dell’acciaio spiegato da Adelangela Menegon (Bre-Men Acciai Spa)
«Sono aumentati prima i prezzi del Coils, i rotoli in lamiera, e successivamente l’aumento è arrivato a tutte le tipologie di acciaio, da quelli “poveri” fino a quelli speciali ovviamente. Questo aumento dei prezzi ha origini e cause tutte cinesi: in primo luogo perché in Cina hanno chiuso tre importanti acciaierie che producevano acciaio e metalli direttamente dal minerale, una decisione dovuta a politiche ambientali molto probabilmente. E in secondo luogo perchè anche i cinesi si sono buttati sul mercato del rottame e il prezzo di conseguenza è schizzato alle stelle».
L’ultimo rapporto Ocse “incolpa” proprio la Cina: un’altra spiegazione è rinvenibile dall’incremento della domanda del settore interno delle costruzioni. In generale la Cina rappresenta infatti oltre il 50% della produzione e del consumo mondiale di acciaio ed il 40% è assorbito proprio dal settore delle costruzioni cinesi.
«Va detto che di questo aumento incredibile del mercato del rottame – prosegue Menegon – ci hanno guadagnato soprattutto i turchi che sono tra i leader mondiali in questo business. Ma adesso i cinesi setacciano tutto il mondo, non bastano più solo i turchi, e i prezzi non si fermano. Nei porti di mezzo mondo si carica senza sosta rottame per l’industria cinese. Si tenga presente che ormai i cinesi fanno un buon acciaio, anche se per quelli speciali i grandi gruppi prediligono ancora l’Europa. L’importante è che il prezzo si stabilizzi per un tempo ragionevole: oltre al rischio concreto di non trovare più materiale è difficile ormai anche fare dei listini prezzi per i clienti».
L’economia italiana, e in primis il Veneto, dovrà comunque fare i conti con cronici problemi di approvvigionamento delle materie prime come ricordava nell’ultima intervista su Bassanonet anche Andrea Visentin, capo di Confindustria Bassano («Tra 5 anni alcuni metalli non saranno più disponibili, l’economia lineare a breve esaurirà tante delle sue risorse»). Le incognite più grandi devono comunque ancora arrivare perché la locomotiva d’Europa, la Germania, è sì ripartita ma non con i ritmi da superpotenza manifatturiera. Il boom degli ordini dall’industria tedesca potrebbe arrivare però già nei prossimi mesi.
«I tedeschi mi dicono - conclude la presidente di Bre-men Acciai Spa, che fattura al 90% per il macrosettore automobilistico – che è in arrivo tra fine estate ed inizio autunno un’ondata di richieste per nuovi stampi legati all’industria automobilistica. A questo punto c’è da chiedersi se a fronte di una domanda importante ci sarà il materiale disponibile».
Commenti
0 interventi
Nessun commento ancora
Sii il primo utente Premium a intervenire.
Accedi con un account Premium per commentare.