Lavoro
La meglio gioventù
Segnali positivi sul mercato del lavoro, anche per i giovani. Parla Tiziano Barone (Veneto Lavoro)
La Scuola di Costruzioni “Andrea Palladio” offre gratuitamente corsi e tirocini a scopo di assunzione per disoccupati e inattivi. In generale manca la manodopera qualificata e le aziende lottano per accaparrarsi personale formato. Il trend in corso sull’occupazione è ben delineato da Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro.
«Vicenza è un territorio a prevalente carattere manifatturiero e in base agli andamenti che stiamo osservando non ci sono, al momento, particolari elementi di preoccupazione. Anche lo sblocco dei licenziamenti, seppure attualmente limitato ad alcune tipologie di imprese, non sembra aver prodotto i temuti scossoni, tanto sul mercato del lavoro regionale quanto nel vicentino».
In effetti, secondo le elaborazioni aggiornate di Veneto Lavoro, il bilancio occupazionale dei primi sette mesi dell’anno (+73.000 posizioni lavorative) è
ormai similare a quello registrato nel pre-pandemia nell’analogo periodo del 2019 (+82.000). Anche il volume delle assunzioni si attesta su livelli simili a quelli del 2019 e mostra anzi un incremento (52.300 rispetto alle 48.700 di due anni fa). Predominano i contratti a tempo determinato: nel mese di luglio di quest’anno se ne contano quasi 40.000 (+12% rispetto al 2019). Cresce anche l’apprendistato (+8%), mentre i contratti a tempo indeterminato mostrano una flessione (-13%). Percentuali da valutare tuttavia in un contesto generale dell’economia veneta, come sintetizza Tiziano Barone.
«Dobbiamo considerare che l’85% della forza lavoro dipendente in Veneto ha un contratto a tempo indeterminato e che tra il 2008 e il 2020 la struttura dell’occupazione in regione non è cambiata. All’ingresso nel mercato del lavoro è normale che spesso ci si imbatta in un contratto a termine, ma per molti lavoratori la stabilizzazione arriva già nei primi anni di lavoro».
Per quanto riguarda l’occupazione giovanile è presto per fare previsioni ma ci sono alcuni elementi positivi da annotare. In aumento a luglio le attivazioni di lavoro intermittente, lavoro domestico, tirocini e collaborazioni. A beneficiare maggiormente della ripresa del lavoro a termine, collegato evidentemente anche al settore turismo, sono appunto i giovani e le donne.
«In Veneto abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile storicamente inferiore alla media nazionale. Nel 2020 eravamo al 21,9% rispetto al 29,4% nazionale. Sono percentuali piuttosto elevate, è vero, ma dobbiamo considerare che il balzo lo abbiamo registrato a cavallo della grande crisi del 2008: fino ad allora in Veneto non avevamo mai superato il 13%, mentre dal 2010 in poi non siamo più scesi sotto il 18% e il Covid non ha certo contribuito a migliorare la situazione. Anche in questo caso, politiche attive efficaci e universali, unite ad una formazione che avvicini i giovani al mondo del lavoro, possono rivelarsi un punto di partenza importante per invertire il trend».
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