Politica
Concerto di Verdi
I consiglieri regionali di Europa Verde Andrea Zanoni e Renzo Masolo a gamba tesa sulla SPV. “Pedemontana, il gioco dei tre bussolotti di Zaia genererà un buco di sei miliardi. La riduzione dei pedaggi è solo un’ammissione di fallimento”
…ah, sì: agli sconti del 60% sulle tariffe dei pedaggi della Superstrada Pedemontana Veneta per il traffico locale, in vigore dallo scorso lunedì 10 marzo e annunciati lo scorso venerdì 7 marzo al Centro Direzionale SPV di Bassano del Grappa dal governatore Luca Zaia col vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti.
Si tratta di una novità introdotta, come direbbero quelli che parlano bene, ad experimentum: lo scopo è quello di intercettare la categoria di utenti che utilizza di meno la SPV e cioè coloro che potrebbero utilizzarla, ma ancora non lo fanno, per brevi tratti di percorrenza.
Da qui le varie regole del gioco e soprattutto le limitazioni imposte dalla Regione Veneto, che riscuote i pedaggi della Pedemontana, per poter godere delle riduzioni al casello di uscita.
Le ricordo ancora una volta perché si tratta di una novità che non è stata ancora totalmente “assimilata” dal pubblico motorizzato.
Innanzitutto i destinatari degli sconti: solo i mezzi leggeri (classe A), vale a dire autovetture, motocicli, motocarri, autofurgoni e affini.
Il traffico pesante è quindi escluso dal beneficio.
Poi la distanza consentita: massimo due tratte al giorno per un massimo di 25 chilometri ciascuna. Chi supera i 25 chilometri di percorrenza (ad esempio da Bassano Ovest a Montebelluna o da Bassano Ovest a Malo) paga prezzo pieno.
E ancora, l’applicazione degli sconti durante la settimana: dal lunedì al venerdì.
Niente weekend, dunque. Chi deve andare dai parenti o dagli amici da Colceresa a Loria/Mussolente o da Altivole a Bassano Ovest (solo per fare un paio di esempi entro i 25 chilometri) il sabato o la domenica, paga tariffa intera.
Infine, la limitazione a monte di tutte le altre: gli sconti del 60% delle tariffe dei pedaggi della SPV alle condizioni sopra specificate sono riservati esclusivamente ai possessori di Telepass o di altri dispositivi di telepedaggio.
Tutti gli altri, quelli che continuano a pagare al casello di uscita in contanti o con la carta di pagamento, pagano prezzo pieno.
Tutto ciò, dunque, per incentivare gli spostamenti a corto raggio sulla SPV che pure nel tratto vicentino, in particolare tra Bassano e Breganze, trovano una alternativa ampiamente sfruttata, e soprattutto gratuita, nella direttrice parallela della Nuova Gasparona.
“Sulla Pedemontana manca il traffico leggero che era stato previsto - ha ammesso Zaia a Bassano - perché manca quella parte di traffico locale, di piccole percorrenze, che oggi non la utilizza.”
Riusciranno gli sconti feriali e “Telepassati” ad aumentare il traffico locale sull’arteria a pedaggio in maniera considerevole?
Si accettano scommesse.
Ma ecco che dal fronte politico risuona un improvviso - e sicuramente poco gradito al governatore - concerto di Verdi.
Qui però non c’entra la musica lirica: è il concerto a due voci dei consiglieri regionali di Europa Verde Andrea Zanoni e Renzo Masolo che entrano nuovamente a gamba tesa sulla SPV (Zanoni è uno storico contestatore della gestione economico-finanziaria della superstrada a pedaggio) prendendo spunto dall’operazione degli sconti sulle tariffe.
“Il presidente Zaia continua a giocare come un prestigiatore con i tre bussolotti cercando di occultare, in modo maldestro e fantasioso, il colossale buco finanziario della Superstrada Pedemontana Veneta - esordisce un comunicato stampa di Zanoni e Masolo -. La decisione di abbassare i pedaggi, presentata come un regalo ai veneti, rappresenta in realtà la clamorosa ammissione del fallimento di un’opera diventata insostenibile economicamente.”
“In merito all’annuncio degli sconti sui pedaggi della SPV - proseguono -, la matematica non è un’opinione: abbassare i pedaggi significa abbassare anche le entrate, poiché non è affatto garantito che l’eventuale maggior numero di veicoli possa compensare la riduzione delle tariffe. È un semplice gioco di prestigio che tenta di mascherare la realtà. Questo giochetto potrebbe tornare utile a qualche centinaio di migliaia di veneti residenti lungo i 94 chilometri della SPV, ma le minor entrate potrebbero far aumentare il buco che poi dovrà essere coperto con tagli ai servizi come manutenzioni stradali, sicurezza, sanità a carico di tutti e 5 milioni di veneti.”
“Potremmo proprio dire ‘Peso el tacon del buso’ - aggiungono i due esponenti di Europa Verde -. È doveroso ricordare ai cittadini veneti che, grazie alla terza convenzione fortemente voluta da Zaia, la situazione è drammatica: mentre il privato, SIS, incamererà fino al 2064 un canone annuo garantito - attualmente di circa 180 milioni che arriverà persino a 450 milioni di euro - la Regione dovrà accontentarsi dei soli pedaggi, che si sono già dimostrati ampiamente insufficienti a coprire tali costi.”
“Questo - continuano - genererà un buco nelle casse pubbliche che, considerando un canone medio annuo di 300 milioni ed entrate da pedaggi annue di 120-130 milioni, raggiungerà la cifra spaventosa di circa 6 miliardi di euro entro fine concessione.”
“Dopo dieci anni di denunce inascoltate, oggi Zaia mi dà finalmente ragione: la Pedemontana è davvero l’autostrada più cara d’Italia - si toglie una sasso dalla scarpa il solo Zanoni -. Forse è arrivato il momento che se ne faccia una ragione anche la collega Rizzotto, che ha sistematicamente contestato le mie affermazioni su questo punto. La riduzione del pedaggio è solo l’ammissione che le tariffe erano effettivamente proibitive, come sostengo da anni.”
“Questa è l’ennesima operazione di fumo negli occhi - concludono Zanoni e Masolo - con sconti riservati solo ai possessori di Telepass e senza una chiara previsione dell’impatto economico di questi sconti. Il presidente stesso ha ammesso di non avere ‘la dimensione di quanto vale’ questa operazione. È inaccettabile che si giochi così con il denaro pubblico e con il futuro dei veneti.”
È un concerto di Verdi, ma da come la raccontano i due consiglieri regionali sembra più la sinfonia “Patetica” di Cajkovskij.
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