Il "Tich" nervoso

Maglietta nera

Due o tre cose sulle nuove t-shirt con il logo “BDG. È tutto qui”

Questo breve Tich Nervoso appartiene alla categoria “a grande richiesta”, nel senso che da più parti sono stato sollecitato a scrivere qualcosa sulle nuove magliette consegnate dal Comune di Bassano ad alcuni esercenti del centro storico, con la scritta “BDG. È tutto qui”.
Lo faccio anche se con scarso entusiasmo, per usare un eufemismo, perché rispetto ad altri argomenti della città quello delle magliette mi sembra poco rilevante.

Ma è comunque l’occasione, con la scusa di parlare delle nuove t-shirt promozionali, per allargare un po’ il tiro anche sul senso di “indossare” un messaggio del genere.
Andiamo intanto all’incontro, aperto alla stampa, tenutosi martedì scorso 30 settembre nella sala consiliare del municipio.
L’assessore comunale al Turismo Giada Pontarollo ha per l’appunto consegnato le nuove magliette con il logo turistico della città ad un gruppo di baristi e titolari di attività ristorative del centro.
“Si tratta - ha dichiarato l’assessore - di un primo passo per una collaborazione sempre più costante e proficua tra l'amministrazione comunale e gli esercenti nella nuova campagna di promozione turistica della città e di supporto alle iniziative culturali proposte nel corso dell'anno.”
Per la serie: un piccolo passo per il centro, un grande passo per l’umanità.
La foto di gruppo scattata nell’occasione, che vedete pubblicata sopra, è significativa.
Gli esercenti esibiscono infatti le loro magliette appena ricevute, con il logo “BDG. È tutto qui” in bella vista.
Ma per farlo, hanno dovuto girare le magliette sul retro.
Sul davanti, difatti, il logo c’è ma è stampato così piccolo che praticamente non si vede.
Per mostrare bene ai loro clienti il nuovo motto che racchiude tutte le meraviglie di Bassano del Grappa, gli esercenti dovranno lavorare di schiena.
Colpisce inoltre il fatto che, rispetto alla “policromia” del logo originale realizzato dall’agenzia di comunicazione Alquadrato, la versione-maglietta non comprende nemmeno i due colori della città, il giallo e il rosso: scritta bianca su tessuto nero.
È insomma una specie di racconto noir, da indossare dietro al bancone o in mezzo ai tavoli, sull’esclusivo richiamo di una città che, come recita il brand, comprende tutto.
Ovviamente, visto che da sempre ci riempiamo la bocca sull’arrivo dei turisti stranieri a Bassano, tutta questa comunicazione a mezzo t-shirt (e non solo) viene fatta esclusivamente in italiano.
I baristi e i loro colleghi dovranno quindi armarsi di Google Traduttore, in mancanza d’altro, per spiegare cosa diavolo significhi “BDG. È tutto qui” alla signora Geneviève da Lione e al signor Hans da Colonia.
Il tutto al netto dell’evidenza che il nuovo motto promozionale di Bassano del Grappa è un “payoff”, come lo chiamano gli addetti ai lavori del mondo del marketing e della comunicazione, assolutamente a doppio taglio.
Perché affermare che “è tutto qui” significa necessariamente che tutto deve essere qui. Elementare, Watson.
Speriamo solamente di non deludere le attese. Basta poco per disattendere le grandi aspettative che uno slogan così impegnativo comporta.
Per girare la frittata, basta infatti aggiungere un semplice punto interrogativo:
“BDG. È tutto qui?”

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